Scene da un pogrom ebraico

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Articolo pubblicato originariamente su +972 Magazine e tradotto in italiano da Operazione Colomba
Dozzine di coloni israeliani mascherati hanno assaltato il villaggio palestinese di Mufaqara, picchiando e lanciando sassi ai residenti, seminando scompiglio casa per casa
– – 29 2021
“All’improvviso, ho sentito il vetro rompersi e i bambini urlare dall’altra stanza. Sono corsa lì. La testa di Muhammad era ferita, stava sanguinando sul pavimento. Ha solo tre anni. E i coloni erano ancora lì fuori, i bambini attorno a Muhammad, piangendo come non li avevo mai visti fare.”
Un’auto ribaltata durante un attacco dei coloni al villaggio palestinese di Mufagara, nelle colline a sud di Hebron. Sessanta coloni mascherati hanno attaccato persone, case e automobili, 28 settembre 2021. (Alleanza per i diritti umani)
Così è come Mariam Hamamdah, 30 anni, ha descritto l’attacco avvenuto martedì, organizzato da dozzine di coloni israeliani nel villaggio di Mufaqara nelle Colline a Sud di Hebron, nell’ultimo giorno della festività ebraica di Simhat Torah. Muhammad, suo nipote, è stato colpito in testa da una pietra lanciata dai coloni. È stato portato all’ospedale Soroka Medical Center di Be’er Sheva con una frattura nel cranio e un’emorragia interna.
L’attacco al villaggio è iniziato alle 13.00, dopo che un gruppo di coloni mascherati ha aggredito un pastore palestinese. Hanno tagliato la gola di tre delle sue pecore, e subito dopo il pastore è scappato con i due bambini che lo accompagnavano, uno di questi suo figlio. Poco dopo, dozzine di altri coloni mascherati sono arrivati armati di pistole, pietre, mazze e bastoni. Almeno 60 coloni israeliani hanno partecipato all’attacco di Mufagara, che è stato spesso obiettivo della violenza dei coloni – ma mai così.
Mufagara è uno delle dozzine di villaggi palestinesi non riconosciuti nell’area di Massafer Yatta nella West Bank occupata. Sebbene il villaggio esista da generazioni, i suoi residenti non hanno il permesso di costruirvi. I rappresentanti dell’amministrazione civile israeliana – il braccio del Governo militare israeliano che controlla i Territori Occupati – arrivano qui regolarmente a demolire case e altre strutture.
Secondo i residenti di Mufaqara, i coloni hanno iniziato a lanciare pietre al villaggio, passando poi di casa in casa tagliando le condutture d’acqua con coltelli e macheti. Molti dei residenti sono scappati nella valle vicina per sicurezza. Alcuni coloni sono entrati nelle case e hanno distrutto il loro interno. Altri hanno capovolto le macchine dei residenti e hanno cercato di farle rotolare giù nella valle vicino. Uno dei coloni ha sparato a un Palestinese che gli stava lanciando pietre da dentro casa, ma che non era armato.
I soldati israeliani erano presenti durante l’attacco, ma invece di fermare la violenza, sono rimasti dietro ai coloni mascherati. I soldati hanno anche fatto grande uso di lacrimogeni e proiettili di gomma contro i Palestinesi che si stavano difendendo dalla sassaiola. La cooperazione tra coloni e soldati non è nulla di nuovo nella West Bank, ma negli ultimi mesi ha avuto ripercussioni letali per i Palestinesi.
“Ho sentito un rumore, sono uscito coi sandali e ho visto le persone guardare verso il vicino avamposto di Avigayil” ha detto Fadel Hamamdah, 45 anni. “Sono andato oltre la moschea e ho visto i coloni attaccare un pastore, di nome Amar. Era con un bambino piccolo. Lo hanno picchiato senza pietà con le pietre. Era sulla propria terra nella valle, vicino agli alberi di ulivi.”
Fadel dice che a un certo punto i coloni hanno guidato un trattore verde dentro Mufaqara da Havat Ma’on, l’avamposto costruito dall’altra parte del villaggio. “L’hanno parcheggiato al centro del villaggio”, ha detto Fadel “e il trattore era pieno di mazze e macheti, e i coloni avevano le armi. Ci siamo protetti dal trattore, e i coloni hanno iniziato ad attaccare il villaggio. Sempre più coloni sono arrivati, tutti mascherati. L’esercito ha poi iniziato a sparare lacrimogeni e granate stordenti contro di noi”.
Continua: “Sono andati casa per casa. Hanno distrutto le finestre in otto case. Hanno ferito almeno cinque bambini con le pietre. Era organizzato, pianificato. Si sono divisi – cinque qui, 15 lì, un numero incredibile di coloni. Hanno distrutto le macchine completamente. Le famiglie erano in casa durante l’attacco”. Le stesse finestre della casa di Fadel sono completamente distrutte.
Hadra Hamamdah, la moglie di Fadel, ha descritto come ha visto i coloni, stando vicino alla moschea, vicino alle loro case. “Hanno iniziato a lanciarci pietre. Gli ho urlato ‘state attaccando i bambini, distruggete le nostre case!’. Questa è la prima volta che vedo questo tipo di attacco. In passato i coloni venivano, ma non in questo numero e non con questa facilità.
“Gli occhi di mio figlio Ahmad erano pieni di lacrime per i gas lacrimogeni, che i soldati hanno lanciato contro i residenti che cercavano di difendersi. La mia vicina, una donna incinta, ha lasciato una delle case ed è caduta per terra. Abbiamo bisogno di volontari che dormano qui con noi. I miei bambini hanno paura di addormentarsi”.
Mariam, intanto, era in giardino quando ha sentito i coloni mascherati arrivare da Avigayil. “Ho messo tutti i bambini in una piccola stanza – circa 20 bambini, uno dopo l’altro. Ho detto loro di non preoccuparsi e ho chiuso la porta”, ha detto.
“Ricordavo ci fossero bambini che dormivano nella stanza accanto. E ho sentito i coloni fuori, distruggere macchine, e la mia casa colpita dalle pietre. Ho aperto la porta sono corsa come una pazza nell’altra stanza. Due bambini urlavano. Li ho tenuti abbracciati”.
Una delle pietre ha colpito suo nipote di tre anni Muhammad, che stava nell’altra stanza. “L’ho preso subito e sono corsa dai soldati, distanti pochi metri” ricorda Mariam. “Mi hanno detto di andare all’ambulanza, ma ho detto che avevo paura, perché i coloni erano lì vicino.”
“Gli occhi di Muhammad erano chiusi tutto il tempo. Era svenuto. Una jeep militare ci ha portato all’ambulanza, con lo zio di Muhammad che era con noi. Mentre eravamo nell’ambulanza, i coloni hanno provato ad attaccare lo zio. Nell’ambulanza il bambino ha sanguinato per mezz’ora finché i coloni non se ne sono andati ed è stato portato all’ospedale di Soroka”.
Muhammad è rimasto a Soroka, e poi successivamente trasferito in un ospedale della West Bank per cure ulteriori. Attualmente è in condizioni stabili.
Mentre Mariam descrive ciò che è successo, suo figlio Qusay, anch’esso di tre anni, sta piangendo tra le sue braccia. Anche lui è stato colpito da una pietra quel giorno. I pianti dei bambini si possono sentire in ogni casa di Mufagara, anche se l’attacco è avvenuto ore prima.
“Ho 45 anni, sono nato qui, ma non ho mai visto nulla del genere” dice Mahmoud Hamamdah, un altro residente. “I coloni entrare nelle nostre case mentre eravamo nella valle e un altro gruppo attaccarci con le pietre. Non ho mai visto un attacco simile con un numero così alto di coloni”.
Per Mahmoud l’attacco ha uno scopo chiaro. “I coloni vogliono creare contiguità territoriale tra Avigayil e Havat Ma’on, con noi nel mezzo. Questo è il loro obiettivo adesso: usare la violenza per costringerci ad andare via. Prendono sempre più terra e ci attaccano. Sono come l’esercito, che demolisce le nostre case. Fanno di tutto per far sì che ce ne andiamo”.
I coloni israeliani hanno fondato sette nuovi avamposti nelle Colline a Sud di Hebron oltre i numerosi precedenti, chiamandoli “fattorie di pastori”. Hanno costruito un totale di 54 nuovi avamposti nella West Bank negli ultimi 5 anni, tutti illegali secondo sia la legge israeliana che internazionale. Gli insediamenti agricoli ricevono migliaia di donum di terra, che è stata espropriata ai Palestinesi dallo Stato di Israele.
Centinaia di coloni israeliani lavorano in queste aziende agricole, e molti saltano da fattoria a fattoria volontariamente. Comunicano e si coordinano tramite gruppi WhatsApp, e, in preparazione della festa di Sukkot, hanno chiesto ad altri di recarsi alle fattorie come volontari. Non è chiaro se ci sia un collegamento tra questo recente appello ai volontari e l’attacco avvenuto martedì.
I coloni escono regolarmente da questi avamposti per attaccare i Palestinesi, cercando di sottrarre loro sempre più terra. Abbiamo visto e documentato dozzine di casi, che pare stiano aumentando e diventando più pericolosi ogni anno che passa.

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