1948 – Documentario di Mohammad Bakri

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tratto da: https://youtu.be/57zYYfYsX44

Mentre Jenin, Jenin è il film che ha dato a Bakri la notorietà, non è stato né il primo né l’ultimo documentario che abbia diretto. Pensato per coincidere con il cinquantesimo anniversario della Nakba, il suo esordio come regista, 1948, ha portato sullo schermo memorie che, altrimenti, non erano ancora state registrate dal cinema.

Se, da un lato, la Nakba esiste all’ombra della maggior parte dei film palestinesi, è stata però raramente rappresentata in modo così diretto. Il nucleo di 1948 sono le sue interviste con i sopravvissuti della Nakba, inclusa gente scappata al massacro di Deir Yassin e al-Dawayima e profughi di villaggi distrutti come Saffuriya.
La prima intervista del film è quella ad un’anziana donna, una sopravvissuta di Deir Yassin. Di fronte alla cinepresa, la donna canta una lamentazione, mentre una bandiera israeliana, ironicamente, sventola dietro di lei.
Assieme ai sopravvissuti della Nakba, 1948 presenta anche foto d’archivio, interviste con famosi autori palestinesi (il poeta Taha Muhammad Ali e la scrittrice Liana Badr) e scene dal monologo di Bakri, il Pessoptimist (basato su un romanzo di Emile Habibi)

In occasione della Nakba – che commemora la pulizia etnica della maggior parte degli abitanti arabi della Palestina nel 1948 ad opera delle forze di occupazione sionista – proponiamo questo appuntamento cinematografico soprattutto nel momento in cui la popolazione palestinese sta resistendo all’attacco israeliano.

Il film è sottotitolato in italiano grazie al lavoro dell’associazione Ibriq ed è visibile al seguente link https://youtu.be/57zYYfYsX44

 

tratto da: newsletter-zeitun

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