2014: Anno della Palestina. Un annuncio inaspettato

di Nandino Capovilla

E’ molto più pericolosa di una esplicita minaccia alla sicurezza dello stato d’Israele e assai più inquietante di un attentato kamikaze. A giudicare dalla imbarazzata reazione di Israele e USA, ogni decisione politica che riconosca l’esistenza della Palestina è ogni volta traumatica per questi due Paesi, Israele e Usa, costretti immediatamente a rifiutare e condannare chi si permette di contraddire la visione propugnata dai media, per la quale non ci sarebbe nessuna occupazione da parte dello stato di Israele e nessun sopruso di cui parlare pubblicamente.
Sono passati appena due anni dalla decisione della maggioranza dei Paesi del mondo di accogliere la Palestina tra i membri dell’UNESCO, ma non abbiamo dimenticato le scomposte proteste israeliane (“Non possiamo accettare questo choc e questa tragedia”) e statunitensi (“Esistono linee rosse che non vanno sorpassate. Questa decisione è controproducente e prematura”) dopo che i rispettivi mediatori avevano escogitato l’impossibile pur di fermare questa decisione. E ancora più dure sono state le reazioni, dopo poco tempo, alla conseguente decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU, di proclamare la Palestina “stato osservatore”, dimostrando la precisa volontà delle Nazioni unite di non abbandonare i palestinesi al potere mediatico e al dominio di soli due Paesi, per quanto potenti. (La votazione registrò ben 138 voti a favore, 9 contrari e 41 astensioni!).

Questi fatti vanno ricordati in queste settimane, perchè dovremo presto prepararci a collezionare le reazioni di disapprovazione alla nuova decisione dell’Assemblea Generale dell’Onu del 29 novembre 2013: proclamare il 2014 “Anno di solidarietà con il popolo palestinese”. La coraggiosa decisione è stata presa anche stavolta dalla maggioranza degli stati membri (110 voti a favore, 7 contrari e 54 astenuti) e prevede “l’organizzazione di eventi speciali in collaborazione con “governi, organizzazioni importanti del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni intergovernative e la società civile”.
Significativo che Lo stesso Ban Ki Moon abbia espresso l’intenzione che venga organizzata una Sessione Speciale dell’Assemblea Generale con questo tema: “l’esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese”. “Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità”, ha detto Ban Ki-moon in un messaggio. “L’obiettivo resta chiaro – la fine dell’occupazione che è iniziata nel 1967 e la creazione di uno Stato di Palestina che sia sovrano, indipendente e vitale basato sui confini del 1967, vivendo fianco a fianco in pace con il sicuro Stato d’Israele,” ha dichiarato.

Peccato che di questa importante notizia abbiano parlato pochissimi media italiani, mentre andrebbe sottolineato che le Risoluzioni adottate il 29 novembre 2013 sono state addirittura cinque: se la L12 è riferita alla nomina dell’Anno per la Palestina, la L13 riguarda invece in modo specifico il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani nei Territori Occupati. Ma poi è stata approvata anche la Risoluzione L14 dedicata ai progetti sui media e sulla società civile che promuovano il dialogo. Dietro la sigla L15 sta invece un preciso obiettivo: convocare una Conferenza internazionale a Mosca per riprendere il processo di pace.
E per dimostrare quanto sia forte la coscienza dei Paesi del mondo (162 approvazioni, 6 contrari, 8 astensioni) e maturo il tempo per una più convinta azione di pressione su Israele, l’ONU ha approvato un’ultima Risoluzione sulla città di Gerusalemme.
Non ci resta che augurarci, nel silenzio complice di troppa opinione pubblica, che al lavoro delle Nazioni Unite corrisponda una più diffusa consapevolezza dell’urgenza di una azione pubblica, anche perchè la L16 lancia l’allarme della sopravvivenza della Città Santa, pretendendo che “si fermi la costruzione degli insediamenti e qualsiasi tentativo di profanare la moschea Al-Aqsa”

MADONNA Palestina

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1 Commento

  1. Avete perfettamente ragione, un assordante silenzio.
    Ho messo il link al vostro articolo nel mio post del nuovo blog In Palestina, grazie

    http://filistinia.wordpress.com/2014/01/22/onu-2014-anno-internazionale-di-solidarieta-con-il-popolo-palestinese/

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