7 ottobre 2010, “verità per Israele” o verità su Israele

Ha incominciato il buon Pagliara alla sette del mattino, a Unomattina:

“E’ la giornata di Israele. Già Sharon, uomo di destra, ha lasciato Gaza… e Nethanyahu che non voleva lo stato palestinese, appena salito al governo si è subito dichiarato favorevole ai due stati. sono gli ‘arabi’ che dovrebbero dimostrare di darsi da fare…”

in studio,  Nirenstein e il conduttore ci danno appuntamento a stasera, ore 18.00.

Ricordando che alla ‘maratona Bipartisan’ hanno aderito, oltre agli scontati Berlusconi, Schifani, Fini, Brunetta, Carfagna, Rutelli, Fassino, Veltroni… anche alcuni che, chissà perchè, speravamo lontani da tali espressioni così distanti dalla ricerca di una vera pace giusta, come Augias, Levi Montalcini, Albertazzi, Veronesi, Comencini, Palombelli, Saviano, riportiamo di seguito reazioni e commenti:

Chi, in piazza, aderiva…

Netanyahu: “I nostri nemici non vogliono riconoscere il nostro diritto all’autodifesa. Molti in Europa hanno dimenticato che Israele e l’Europa  condividono valori primari come la libertà individuale, i diritti civili delle minoranze, delle donne, degli omosessuali…”

Nirenstein: “Spero in una soluzione due stati-due popoli. Ma voglio difendere Israele dai boicottaggi promossi nel mondo, dalle risoluzioni Onu di condanna, dalle menzogne che trattano Israele come un prepotente fuorilegge, la cui vita dunque non vale niente. Israele è il Paese contro il quale sono rivolte l’80% delle inchieste all’Onu. Ma è anche il paese dove le donne arabe partoriscono accanto a quelle ebree”.

Fini: “Israele è l’avamposto della democrazia in Medioriente.”

Saviano: “Cerco di sperare che in Italia, destra, sinistra, centro, si possa parlare con maggiore cognizione, profondità. La mia verità su Israele si nutre di questo: si nutre del ragionamento contro la delegittimazione di una cultura e di un popolo.”

Pacifici: ”Noi vogliamo due popoli, due stati. Però il processo di pace deve andare avanti nonostante l’allargamento delle colonie. Perchè un arabo deve vivere tranquillamente a Gerusalemme e un israeliano non può vivere in quei territori? Le colonie crescono, perchè nascono nuovi figli…”

Fassino: “le critiche legittime non possono mai scadere nelle delegittimazioni secondo stereotipi manichei”

Frattini: “Rivendico la difesa di Israele da parte dell’Italia, quando l’ennesima inchiesta contro Israele è in corso alle Nazioni Unite”.

… E chi, da casa, inorridiva

Angelo Vussun: “Illustre senatrice Nirenstein, noi tutti la ricordiamo indignata e sempre pronta a fulminare con l’accusa di antisemitismo. I destinatari della sua accusa erano, preferibilmente, i palestinesi (che, francamente, con la Shoà c’entrano poco) ma anche tutti coloro che, in un modo o nell’altro, criticavano la politica del governo israeliano..

Così Lei, fra un’accusa di antisemitismo e l’altra, è finita senatrice del Pdl di Berlusconi; il fatto che costui fosse grande amico (oltre che di Gheddafi) anche dei governi di Israele era per Lei più che sufficiente. E in Senato Lei ha votato con ex-fascisti non pentiti, con razzisti e mafiosi, per non dire dei razzisti della Lega.

Ma qualche giorno fa sono successe cose che neanche Lei può fingere di non vedere: per la prima volta (a mia memoria) nella storia del Parlamento nato dalla Resistenza sono risuonate parole apertamente antisemite nell’aula del Senato dove Lei siede. Il senatore Ciarrapico, fascista dichiarato e non pentito, nonché membro del Suo stesso gruppo, e dunque politicamente Suo sodale, si è lasciato andare a una vergognosa frase antisemita. Lei ha il dovere morale, politico, personale di dimettersi da un gruppo che ospita l’antisemita senatore Ciarrapico e di lasciare il partito del narratore di “barzellette” antisemite Silvio Berlusconi.

Se non lo fa, e fintanto che non lo farà, Lei, che ha costruito la Sua carriera politica sull’ossessiva accusa di antisemitismo, deve considerarsi fiancheggiatrice, amica e complice dei peggiori antisemiti.

Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese. La verità va affermata. E’ giusto. Ed allora diciamola: non è vero che Israele “può essere sicuro di venire condannato dalle istituzioni, in particolare dalle Nazioni Unite e dalla stampa internazionale qualunque cosa faccia”, come ha affermato l’on. Fiamma Nirenstein durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione che si terrà a Roma il 7 ottobre “Per la verità, per Israele”.

Israele è condannato dall’opinione pubblica e dall’Onu perché:

  • si è impadronito con le guerre e la colonizzazione, del 92% della Palestina storica contro il 54% che le era stato assegnato dall’ONU nel 1948;
  • nell’operazione Piombo fuso ha impiegato armi non consentite e le ha impiegate anche contro la popolazione civile provocando, secondo l’ong israeliana B’Tselem, 1387 morti (di cui 773 non avevano preso parte al conflitto di cui 320 minorenni e 111 donne) e circa 5000 feriti;
  • mantiene sotto assedio la Striscia di Gaza e l’assedio è illegittimo come hanno dichiarato l’Alta Commissione dell’Onu per i Diritti Umani, il Comitato della Croce Rossa Internazionale, il Comitato Internazionale dell’Ordine degli Avvocati;
  • si è annessa Gerusalemme Est subito dopo la guerra dei 6 giorni del 1967 e si sta impadronendo delle case dei palestinesi per far posto ai coloni ebrei in nome di una Gerusalemme che pretende propria, indivisibile ed eterna;
  • tiene sotto un regime di costanti vessazioni le popolazioni dei territori occupati dove ha costruito il muro dell’infamia che la Corte dell’Aia ha dichiarato illegittimo;
  • trattiene in carcere senza processi, con semplici provvedimenti amministrativi migliaia di cittadini palestinesi .

Israele dunque viene condannato non per “qualsiasi cosa faccia” ma perché viola il diritto internazionale e non rispetta la Carta dei Diritti dell’Uomo.

Si tratta però di condanne senza conseguenze, purtroppo, perché “qualunque cosa faccia”, gode di assoluta impunità: anche quando uccide nove pacifisti indifesi sulla nave Marmara. e dirotta in acque internazionali la nave Irene sulla quale si erano imbarcati ebrei pacifisti e non pericolosi terroristi.

L’on Nirenstein e “gli amici di Israele” lanciano accuse di antisemitismo a destra e a manca, fingendo di ignorare che anche i palestinesi sono semiti, per cercare di nascondere sotto questa insulsa accusa la natura coloniale e razzista della politica dei governi israeliani.

Noi che appoggiamo la lotta dei palestinesi sappiamo che essa non mira a distruggere lo Stato di Israele ma a liberare il popolo palestinese dalla occupazione, a difenderne la identità e la cultura, a conquistargli la libertà. Siamo solidali con i palestinesi, come lo siamo con i Kurdi, gli Armeni, i Rom, i Sinti e con tutti coloro che sono oggetto di discriminazioni e persecuzioni o lottano per la propria libertà, per il proprio diritto ad esistere e re-sistere, nella convinzione che la sicurezza di Israele, come di ogni altro stato, non deriverà dall’impiego della forza, illegale, illegittima e di fatto impunita, ma dalla costruzione di una pace giusta per tutti.

Miryam Marino. Parlare di Israele diventa sempre più faticoso, più laborioso, da dove infatti cominciare? Il discorso è davvero lungo, dalle violazioni di tutte le leggi internazionali? Dalla violazione di tutte le risoluzioni dell’ONU? Dalla violazione dei diritti civili della popolazione palestinese? Dalla violazione dei diritti dell’infanzia? Del diritto allo studio? Dall’apartheid messo in atto tanto all’interno della linea verde quanto nei territori occupati o meglio annessi? Dall’annessione di Gerusalemme? Dall’incarceramento di premi nobel per la pace come Maguire attualmente detenuta? Dalle condanne a morte senza processo? Dal rapimento di deputati deportati nelle carceri israeliane? Dalla detenzione amministrativa? Dall’assedio di Gaza e dai bombardamenti che insieme stanno decimando la popolazione della zona? Dall’arsenale nucleare non sottoposto a nessun controllo? Dall’uso di armi proibite dalle leggi internazionali? Dal mettere le manette a un’ottantenne reduce della Shoah? Dalla pulizia etnica in corso a Gerusalemme buttando fuori di casa da un giorno all’altro intere famiglie per sostituirle con i coloni? Dal distruggere i villaggi della valle del Giordano, ma anche quelli del Neghev? Dall’aver innalzato un muro furbescamente chiamato di difesa che invece ruba ai villaggi palestinesi terre fertili e fonti idriche rendendo impossibile ai contadini coltivare i propri campi? Dal furto dell’acqua e della terra? Dall’incarceramento dei bambini, 700 all’anno, torturati e condannati da tribunali militari? Dall’inquinamento delle fabbriche dei coloni e dall’avvelenamento del territorio? Dallo sradicamento di ulivi per trapiantarli in Israele? Dall’uccidere chiunque, disarmato e pacifico, venga considerato nemico? Dall’arrembaggio di navi in acque internazionali? Dal devastare bombardare inquinare? Dall’uccidere medici e impedire agli ospedali di funzionare e poi fare in modo che i malati non possano neanche uscire dalla gabbia per curarsi all’estero il che equivale a una condanna a morte senza che nessuna petizione venga firmata per loro? Dall’impedire con tutte le forze che i palestinesi abbiano una loro economia? Dal far tacere col carcere a vita o altri soprusi violenti ogni opposizione interna? Dall’inventare quotidianamente soprusi demenziali come dare a un contadino il permesso di coltivare il suo campo ma non per il mulo, o arrestare un cavallo buttandolo a zampe legate nel cellulare, o costringere un palestinese al check point a schiaffeggiarsi da solo per divertirsi o impedire manifestazioni artistiche e culturali, o boicottare l’istruzione arrestando studenti e professori, o dividere le famiglie, o fare della 194 carta straccia da 62 anni, o dichiarare che i palestinesi sono infiltrati a casa loro e devono essere deportati? o….

Scegliete voi cari amici di Israele quali nefandezze e delitti volete difendere perché l’elenco è lungo e il mio è assolutamente carente.

Ma tutto questo lo sapete bene e allora cominciate dalle menzogne, ramo in cui siete assai ferrati ed esperti.

Secondo voi Israele sarebbe il paese più minacciato al mondo! E da chi, di grazia? Conoscete forse un paese che macchiatosi degli stessi crimini sia rimasto impunito per 62 anni?

Rete-ECO (Ebrei contro l’occupazione). Ci colpisce come particolarmente incongrua la partecipazione bipartisan di politici e parlamentari del governo e dell’opposizione, in nome di una mal intesa solidarietà con lo Stato di Israele che si esprime con l’appoggio incondizionato al governo israeliano, qualsiasi cosa compia, in dispregio dei diritti civili, politici ed umani dei Palestinesi, che siano cittadini israeliani o abitanti dei Territori occupati dal 1967. Giorno dopo giorno viene sottratta loro la terra di sotto i piedi, distrutte le case per costruirvi quelle dei coloni Ebrei, tolta l’acqua per darla ai coloni, tolta la libertà di circolazione nel loro Paese e la libertà personale: circa 6000 persone sono in prigione, quattordicenni compresi, e centinaia di detenuti “amministrativi”, senza processo.

Ci sembra veramente che questa manifestazione sia una vergogna per chiunque abbia ancora stima per le libertà civili e democratiche, e si voglia opporre alla avanzata del nazionalismo razzista, in Italia come in Israele. Il razzismo oggi si manifesta soprattutto contro il mondo arabo e contro gli immigranti di ogni etnia, Rom, Africani e Slavi. La politica del governo Nethanyahu e l’appoggio che esso pretende di ricevere dagli ebrei della diaspora hanno dato fiato anche all’antisemitismo fascista e di certa pseudosinistra.

Agli Ebrei italiani che vogliano esser fedeli alla tradizione universalista ed antinazionalista che ha caratterizzato la cultura ebraica da molti secoli, e alla Memoria dei morti, chiediamo di rinunciare al nazionalismo sciovinista per il governo di Israele, prevedibilmente portatore di colpevoli sventure per tutti.

Action for Peace. Per noi, pacifiste/i e sostenitori dei diritti delle e dei Palestinesi, per noi che non abbiamo alcuna intenzione di delegittimare l’esistenza dello Stato di Israele, per noi convinti che solo assicurando diritti e sicurezza ai Palestinesi anche Israele potrà avere sicurezza e riconquistare il rispetto degli altri popoli, sarebbe davvero imbarazzante elencare a dei parlamentari le innumerevoli violazioni del diritto internazionale compiute da Israele e a tutti note. Ci limitiamo a richiamarci alle risoluzioni dell’ONU, alle relazioni di Amnesty International, al rapporto Goldstone sui crimini commessi durante l’operazione Piombo Fuso, al rapporto ONU del Consiglio per i Diritti Umani sull’attacco omicida alla Flotilla che portava aiuti umanitari a Gaza, alle prese di posizione delle organizzazioni israeliane che si battono contro l’occupazione dei territori palestinesi, contro il muro, contro l’abbattimento delle case palestinesi. Questi gruppi israeliani e i sempre più numerosi Palestinesi che scelgono forme non violente di lotta e di resistenza sono la sola speranza per una soluzione equa della questione medio-orientale, se avranno l’appoggio dell’Europa e della comunità internazionale.

Ai meno giovani tra gli “amici di Israele” vorremmo ricordare che in tempi non lontanissimi i “veri Italiani” hanno portato il nostro paese alla rovina, mentre gli anti-fascisti, quelli che volevano la sconfitta di questa nazione negli scenari di guerra, si sono rivelati i migliori amici dell’Italia.

Luigi Fioravanti. Israele ha diritto di esistere. Certamente! Ma il diritto ad esistere non comprende il diritto a occupare illegalmente terra altrui, costruirci colonie, demolirne le case, devastare i sui campi, sequestrare le sue acque, racchiudere i sui abitanti dentro un muro, isolandoli per terra, per cielo e per mare; non comprende il diritto di disattendere tutte le risoluzioni dell’Onu (la 181, 242,338…), a disprezzare le sentenze della Corta Internazionale di Giustizia (del 2004, che  condanna Israele per la costruzione del muro, per l’80% in terra palestinese), della commissione Goldstone, della Commissione di inchiesta del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu; non comprende il diritto di uccidere impunemente, il diritto di strage come è avvenuto a Gaza; non comprende il diritto alla pirateria, come nel caso dell’assalto alle navi della Freedom Gaza Flotilla.

Le ricorderanno queste cose “gli amici di Israele” alla manifestazione di  Giuliano Ferrara e  Fiamma Nirenstein a Roma? Diranno che anche i palestinesi hanno diritti e che questi sono calpestati? O temeranno che ogni critica al governo israeliano sia un attentato alla esistenza di Israele ed espressione di antisemitismo?

Vittorio Arrigori, da Gaza, con la sua caratteristica esuberanza e la forza di chi da anni vede con gli occhi e vive sulla pelle le “verità di Israele”, ha commentato le singole affermazioni di Roberto Saviano in un video davvero provocatorio:

http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI

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