76esimo venerdì della Grande Marcia del Ritorno: 1 civile palestinese ucciso e 86 civili feriti, tra cui 22 bambini, 4 donne paramedico e 5 paramedici

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28 settembre 2019

https://imemc.org/article/on-76th-friday-great-march-of-return-palestinian-civilian-killed-and-86-civilians-injured-including-22-children-4-female-paramedics-and-5-male-paramedics/

Durante il 76° venerdì della Grande Marcia del Ritorno, un civile palestinese è stato ucciso e 86 civili sono stati feriti a seguito del continuo uso dell’esercito israeliano di forza eccessiva contro le proteste pacifiche lungo il confine orientale della Striscia di Gaza; 22 bambini, 4 paramedici donne, 5 paramedici uomini e 2 persone con disabilità sono stati tra i feriti venerdì 27 settembre 2019.

Questa settimana c’è stata un’escalation nell’uso di una forza eccessiva contro i manifestanti, sono 5 i feriti gravi; uno è morto a distanza di ore dalla ferita mentre 4, tra cui un bambino e una donna paramedico, sono ancora in condizioni molto gravi. Inoltre, 40 manifestanti sono stati colpiti con proiettili vivi mentre le forze israeliane hanno intensificato i loro attacchi contro il personale medico, che gode della protezione ai sensi del diritto internazionale umanitario, ferendo 9 paramedici, tra cui una donna paramedico in condizioni molto critiche.

L’Autorità Suprema Nazionale della Grande Marcia del Ritorno e Breaking the Siege hanno condotto le proteste di oggi con lo slogan “al-Aqsa Intifada e Palestinian Prisoners”, in coincidenza con il 19° anniversario dell’al-Aqsa Intifada.

Le proteste sono durate dalle 15:00 alle 19:00 e hanno coinvolto attività come discorsi di leader politici e spettacoli teatrali. Centinaia di civili hanno protestato a varie distanze dalla barriera di confine nella Striscia di Gaza. I manifestanti, che si trovavano vicino alla barriera di confine o centinaia di metri di distanza da essa, hanno lanciato pietre, molotov e petardi alle forze israeliane, che hanno risposto con forza eccessiva. Di conseguenza, dozzine di civili sono stati colpiti direttamente mentre altri sono stati soffocati a causa dell’inalazione di gas lacrimogeni.

PCHR ha documentato 212 omicidi da parte di Israele dallo scoppio delle proteste il 30 marzo 2018, tra cui 46 bambini, 2 donne, 9 persone con disabilità, 4 paramedici e 2 giornalisti. Inoltre, 14.056 sono stati feriti, tra cui 3.020 bambini, 429 donne, 244 paramedici e 215 giornalisti, osservando che molti dei feriti hanno subito lesioni multiple in occasioni separate.

Di seguito è riportato un riepilogo degli eventi di oggi lungo il confine con la Striscia di Gaza:

Striscia di Gaza settentrionale:

Centinaia di civili hanno partecipato alle proteste nell’area di Abu Safiyah, a nord-est di Jabalia. Discorsi, spettacoli teatrali e altre attività sono stati eseguiti nell’accampamento centrale di protesta.

Dozzine di manifestanti si sono avvicinati al recinto di frontiera, hanno lanciato pietre e petardi contro i soldati israeliani, che hanno risposto con proiettili vivi e rivestiti in gomma e bombole di gas lacrimogeni.

22 i civili feriti, tra cui 10 bambini; 2 paramedici, 2 persone con disabilità. Tra i feriti, 8 sono stati colpiti con proiettili vivi e schegge di proiettili; 8 sono stati colpiti con bombole di gas lacrimogeni; e 6 sono stati colpiti con proiettili rivestiti di gomma.

I paramedici feriti sono stati identificati come “Atef Mohammed” Ali al-Arbid (48), un paramedico della Protezione civile che è stato colpito con un proiettile rivestito di gomma al volto, causando una frattura alla mascella superiore; e Mohammed Husni Abdulatif al-Haw (23), un paramedico dei servizi medici militari, che è stato colpito con un proiettile rivestito di gomma alla mano sinistra e trattato nel punto di accampamento medico. Nel frattempo, le persone con disabilità sono state identificate come Sabre Ali Abdel Qader al-Ashqar (37), bi-amputato, che è stato colpito con un proiettile  rivestito di gomma nel braccio sinistro; e Mohammed Nabil Abdullah al-Zaharnah (24),  sordo, che è stato colpito con un proiettile vivo all’addome.

Gaza City:

Centinaia di manifestanti hanno preso parte alle proteste nell’area di Malakah orientale. Discorsi, spettacoli teatrali e altre attività sono stati eseguiti nell’accampamento centrale di protesta. Dozzine di manifestanti si sono avvicinati al recinto e hanno lanciato pietre con fionde contro i soldati israeliani. I soldati hanno sparato proiettili vivi e rivestiti di gomma e bombole di gas lacrimogeni contro i manifestanti. 12 civili sono rimasti feriti: 6 con proiettili vivi e schegge; 4 con proiettili rivestiti di gomma e 2 con bombole di gas lacrimogeno.

Striscia di Gaza centrale:

Centinaia di civili, tra cui donne e bambini, hanno preso parte alle proteste del campo profughi di Bureij orientale; dozzine si sono radunati vicino al recinto di confine ad una distanza che variava dai 3 ai 300 metri ed hanno innalzato le bandiere palestinesi. I soldati israeliani hanno lanciato un drone per fotografare i manifestanti, che avevano dato fuoco a  pneumatici e lanciato pietre con fionde e bombe sonore contro i soldati israeliani; i manifestanti sono stati aggrediti con proiettili vivi e rivestiti di gomma e bombole di gas lacrimogeno. Gli attacchi israeliani, che sono continuati fino alle 19:00, hanno provocato 15 civili feriti, incluso un bambino: 11 sono stati colpiti con proiettili vivi e schegge; 2 con proiettili di gomma e 2 con bombole di gas lacrimogeni.

Khan Younis:

Centinaia hanno partecipato alle proteste di Khuza’ah. Decine si sono avvicinati al recinto di confine ed hanno tentato di lanciare pietre, molotov e petardi. Le forze israeliane hanno sparato proiettili vivi e rivestiti di gomma e bombole di gas lacrimogeni contro i manifestanti, ferendo 21 civili, tra cui 4 bambini e 7 paramedici; 3 di loro erano paramedici donne. Sette dei feriti sono stati colpiti con proiettili rivestiti di gomma e 14 sono stati colpiti direttamente con bombole di gas lacrimogeni. 9 feriti sono stati inviati in ospedale mentre gli altri hanno ricevuto cure sul campo per le ferite meno gravi.

I paramedici feriti sono stati identificati come: Saleh Khaled Ahmed al-Haj (21), che è stato colpito con una bomboletta di gas lacrimogeno nell’occhio sinistro; Mohammed Akram Safi (19), colpito da una bomboletta di gas lacrimogeno nella parte posteriore; Kamal Jawad al-Shahri (24), colpito da un proiettile di gomma alla schiena; Farhmah Walid al-Najjar (35), che è stato colpito con una bomboletta di gas lacrimogeno alla mano; Ibtisam Mohammed Abu Louli (22), di Rafah, è stato colpito da una bomboletta di gas lacrimogeno alla schiena; Shorouq Sa’id Abu Reidah (21), colpito da una bomboletta di gas lacrimogeno al piede; e Naser Hisham Mousa (22), colpito con un proiettile di gomma alla mano destra. Tutti loro sono con il Watan Medical Team tranne Safi e al-Haj, entrambi volontari per i Comitati dell’Unione per l’assistenza sanitaria e Mousa, paramedico della PRCS.

Rafah:

Centinaia hanno partecipato alle proteste ad est di Shokah, dove ci sono stati canti e discorsi. Dozzine si sono avvicinati al recinto di confine ed hanno lanciato pietre e molotov contro i soldati israeliani schermati, che hanno risposto con proiettili vivi e rivestiti di gomma e bombole di gas lacrimogeno.

Saher Awadallah Jaber Othman (20) è stato dichiarato morto all’ospedale di al-Shifa alle 21:30 circa dopo aver subito ferite gravi a causa di un colpo di proiettile al petto alle 17:45 circa. 16 civili sono rimasti feriti, tra cui 7 bambini e una paramedica ritenuta in gravi condizioni. Altri 3 civili sono nelle stesse condizioni. 15 sono stati colpiti con proiettili vivi e schegge; 1 con un proiettile rivestito di gomma e con una bomboletta di gas lacrimogeno.

La paramedica è stata identificata come Sabrin Jaber Abdel Rahim Qeshtah (28), un membro dell’Abdullah Life Pulse Team. E’ stata colpito da un proiettile agli arti superiori e nell’addome. Nel frattempo, i feriti gravi sono stati identificati come Abdul Halim Sa’id al-Abadlah (20), che è stato colpito con un proiettile alle estremità inferiori; Mahmoud Yousif Abu Azoum (14), che è stato colpito con un proiettile alle estremità inferiori e un terzo, ancora non identificato, con un proiettile al collo.

Documento pubblico

 

 

 

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