8 MARZO; EGITTO: A TAHRIR LA MILLION WOMEN MARCH

Le egiziane scendono oggi nella piazza simbolo della rivoluzione del 25 gennaio per dire al Consiglio Militare che le donne chiedono diritti e di partecipazione alla costruzione della democrazia.

Il Cairo, 08 marzo 2011, Nena News (nella foto AP, una ragazza ferita dalla polizia durante la rivolta contro Mubarak) – Le egiziane l’8 marzo lo trascorrono in Piazza Tahrir, per ricordare il ruolo centrale che hanno svolto nella rivoluzione che ha costretto alle dimissioni l’ex raìs Hosni Mubarak e posto le basi per la costruzione di un Egitto democratico. Saranno più di un milione in una giornata senza precedenti nella storia del paese, alla quale le organizzatrici hanno dato il nome di «One Million March», la marcia del milione per la parità di diritti, la fine di ogni forma di discriminazione, leggi contro la violenza, dentro e fuori le pareti domestiche. «Ho un padre e una madre, voglio un presidente e una presidente», «La religione è per Dio, la Costituzione è per tutti».

«Il 25 gennaio eravamo in piazza insieme, uomini e donne», sono gli slogan che si leggono oggi sugli striscioni esposti in Piazza Tahrir. «Si dimenticano del ruolo delle donne nella rivoluzione», spiega Dina Abu Soud, una delle organizzatrici della mobilitazione, esprimendo il timore che i cambiamenti politici avviati dal Consiglio militare supremo non siano dvolti anche a spezzare il sistema patriarcale di potere assolutamente necessario per edificare le basi del futuro Egitto.

Un poster con l’immagine di una giovane egiziana uccisa dalla polizia 

La One Million March è stata organizzata tramite Facebook e vi parteciperanno anche molti uomini. «Sono state le donne a pianificare le manifestazioni durante la rivolta in Egitto», afferma Mohammed Ali, un portavoce del movimento giovanile 6 Aprile, «le ragazze hanno partecipato a tutte attività, curavano i rapporti con la stampa ed erano presenti nella organizzazione materiale della rivolta, non erano solo le infermiere e quelle che preparavano i pasti». Secondo Ali «le donne, dopo il successo della rivoluzione, dovranno avere in Egitto un ruolo di primo piano in ogni campo, a partire dall’amministrazione pubblica e la comunicazione».

Unite nella lotta per un nuovo Egitto e per la parita’ dei diritti 

Tuttavia è modesto, per il momento, l’impegno a favore dei diritti delle donne garantito dal governo del nuovo premier Essam Sharaf, che ieri ha giurato davanti al Consiglio militare supremo. Il neo primo ministro ha annunciato la creazione di un Dipartimento della Donna che si affiancherà al lavoro del Consiglio dei ministri. Troppo poco rispetto alle aspettative delle donne egiziane. Nena News

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