Un tè a Ramallah

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Cade una bomba, vicinissima, sentiamo il boato, si vede il fumo dalla finestra. Io mi sforzo di pensare che stasera questa storia sarà solo un ricordo e dormirò tranquilla nella casa di Gerusalemme. Voglio andare via. Lo dico a Issa. Mi risponde che è troppo pericoloso. Adesso vedo anche la sua tensione. All’improvviso dice: “Basta!” e spegne la radio. Ci sediamo, mette su una cassetta di Mozart, i concerti per violino. La musica si diffonde nell’aria, copre il rumore delle bombe. Non ho mai vissuto niente di più surreale. Io che prendo il tè ascoltando Mozart mentre intorno bombardano.
Tutti abbiamo visto le foto del massacro di Jenin e dell’assedio alla sede di Arafat. Ma pochi ci hanno raccontato la vita di chi abita i Territori. E in pochi, soprattutto, l’hanno condivisa. In questo libro, il diario di chi si è spinto nelle zone più remote e meno frequentate dai giornalisti: le persone, gli attentati, le code ai check point, le notti sotto il coprifuoco.
Con le schede di tutti i movimenti pacifisti israeliani e palestinesi.

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