A Casal Bruciato muore la democrazia

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RaiawaduniaBY  · MAG 8, 2019

”Brutta troia, ti stupro!”. ”Dobbiamo bruciarli. Vanno impiccati tutti!”.  ”Vi metteremo una bomba”.

Quello che accade in queste ore in quel di Casal Bruciato, periferia di Roma, è uno spettacolo indegno per un paese civile. Una sconfitta per la democrazia. Una sconfitta voluta, perseguita.

Una famiglia slava riceve legittimamente in assegnazione un alloggio popolare e per questo viene insultata e minacciata. Donne e bambini, l’arte dei vigliacchi, dei peggiori assassini di sempre, in nome del peggior sentire, la discriminazione razziale.

Viene consentito a una banda di neofascisti, di occupanti abusivi di uno stabile in pieno centro di Roma, di seguaci di un ventennio di morte delle libertà, che ci portò alla guerra e alla miseria, che ci consegnò all’invasione nazista, che condannò alla morte nei campi di sterminio di migliaia di cittadini italiani solo perché ebrei, di fomentare tra i disperati dei margini della nostra capitale le peggiori forme di guerra tra i poveri.

Possono farlo perché sanno di poter essere impuniti. Il ministro degli interni, l’istituzione che dovrebbe garantire l’ordine pubblico e la civile convivenza, va a cena con loro. Di fatto li protegge e fa proprie le loro idee. Li finanzia. Sì, li riempie di soldi. Decidere di pubblicare un suo libro, purtroppo destinato a successo editoriale, con una piccola casa editrice legata a questa teppaglia, significa regalar loro grandi risorse. Aiutarli a procurarsi ancora più mezzi e possibilità di perpetuare i loro crimini.

Un ministro degli interni, eternamente in comizio, che manda le forze dell’ordine a sequestrare telefonini a chi lo beffa o a chi espone striscioni contro di lui, ma che non protegge il diritto di una famiglia a godere della propria tranquillità e dei propri diritti. Che consente a un branco di teppistelli di minacciare una donna e i suoi bambini invece che ordinare che le forze dell’ordine disperdano questi quattro delinquenti  e li arrestino. Un ministro che ha giurato sulla Costituzione, ma la tradisce proteggendo di fatto i suoi nemici. Anzi fornendo loro argomenti. “Prima gli italiani.” Mettendo poveri contro poveri sulle briciole che lui, il suo partito, i suoi alleati che hanno governato nel ventennio berlusconiano, e altri, hanno lasciato alla povera gente. Non si costruiscono case popolari, si favoriscono i costruttori e gli speculatori immobiliari, e si fa scannare gli ultimi del nostro paese tra loro sulle poche esistenti, quando sarebbe sacrosanto che quegli ultimi, tutti insieme, rivolgessero i loro furori verso una politica che li ha traditi e disprezzati.

Salvini va raccontando come suo merito personale di una caduta dei reati in Italia. Niente di più falso. Il suo decreto sicurezza ha pochi giorni di vita e quindi non è tra le cause della riduzione del numero di reati. In futuro, anzi, come dicono gli esperti, ne alimenterà la crescita. Ma una cosa è certa. Se i reati in generale diminuiscono, alcuni , grazie al leader della Lega, sono in crescita. Quelli contro la democrazia. Quelli del razzismo e del fascismo. Quelli contro l’umanità.

 

Silvestro Montanaro

 

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