A Gaza, lo skateboard offre rifugio mentale ai giovani

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Articolo pubblicato originariamente sul Washington Post e tradotto in italiano da Bocche Scucite

Di Virginie Nguyen Hoang

Captain Rajab, 25 anni, fa un trick nello skatepark del porto marittimo di Gaza. Ogni settimana ci va non solo per allenarsi e divertirsi con gli amici, ma anche per insegnare ad altri la tecnica dello skateboard. (Virginie Nguyen Hoang/ Collectif Huma)

Al porto marittimo di Gaza City, si sente il suono degli skateboard che sfrecciano sul cemento spolverato di sabbia. Giovani uomini, ragazzi e a volte ragazze scendono da una rampa e provano trucchi che hanno visto su YouTube.

Lo skatepark Ha’ramba è stato costruito nel 2019 dall’organizzazione Gaza Freestyle, nata nel 2014 quando un gruppo di persone del centro sociale Lambretta di Milano si è recato per la prima volta nella Striscia di Gaza e ha deciso di avviare un festival di arte di strada con la cultura hip-hop, tra graffiti, danza e skate. L’organizzazione italiana ha scelto lo skateboard come un modo per stabilire uno scambio culturale con i gazawi.

Lo skatepark del porto è diventato un luogo popolare per provare lo skateboard e l’inline skating, o semplicemente per guardare. (Virginie Nguyen Hoang/ Collectif Huma)

Sulla rampa da skate del porto marittimo, Captain Rajab, 25 anni, e Yasser, 14 anni, lavorano insieme su alcuni trick. Captain Rajab (come è conosciuto Rajab Rifi) ha scoperto lo skateboarding durante un festival di Gaza Freestyle nel 2015. Da quel momento è diventata la sua passione.

“Grazie alla crew italiana del Gaza Freestyle festival, ho ricevuto il mio primo skateboard. Ho imparato i trucchi dai tutorial di YouTube, e ho anche aiutato a costruire lo skatepark al porto marittimo. Gaza sta affrontando molti problemi di strutture per i giovani. Voglio migliorare questo skatepark e tutte le strutture di Gaza”.

Yasser, 14 anni, fa una scivolata sulla tavola. Vendeva tè e caffè nel porto, prima che Captain Rajab gli insegnasse a fare skateboard. (Virginie Nguyen Hoang/ Collectif Huma)

Lo skateboarding è ancora uno sport nuovo a Gaza e non è spesso ben visto dalla gente del posto o dalla polizia. Nonostante le difficoltà nel praticare la sua passione, Captain Rajab cerca di incoraggiare i giovani a trovare se stessi attraverso lo skateboard. Ha incontrato Yasser quando l’adolescente vendeva tè e caffè al porto.

“Ogni volta che ero in pausa, compravo il tè da lui. L’ho visto giocare con la mia tavola e ho visto che poteva avere qualche abilità, così ho iniziato a formarlo”, ha raccontato Captain Rajab. Da allora Yasser lo segue ovunque.

“Mi rende felice ed è anche bello passare del tempo con Captain Rajab. Ci alleniamo sempre insieme”.

Yasser, che ha una vita familiare complicata, considera Captain Rajab come un fratello.

Una ragazza cerca di mantenere l’equilibrio con l’aiuto di un amico in un nuovo skatepark nel nord della Striscia di Gaza. Il progetto Green Hopes sta lavorando per avvicinare le ragazze e le donne allo skateboard a Gaza, dove alle ragazze spesso non è permesso fare sport nelle aree pubbliche. (Virginie Nguyen Hoang/ Collectif Huma)

Oltre ai giochi sullo skateboard, Captain Rajab insegna ai giovani come affrontare le loro paure, perché “la paura può farti più male di un infortunio”. Il suo sogno è quello di organizzare un campo di skateboard per i bambini e spera di trovare uno sponsor in modo che quelli senza mezzi possano partecipare.

“È anche un bene per la loro salute mentale, il fatto di potersi concentrare su qualcosa di diverso dalla guerra e da tutti i problemi che stiamo affrontando a Gaza”.

Sposato e padre di un figlio di un anno, Captain Rajab ha bisogno di guadagnare, una prospettiva difficile per qualsiasi giovane gazawi.

“Non sono andato oltre la scuola elementare, ma lo skateboard mi ha motivato a imparare a fare foto e video per filmare le nostre sessioni di skateboard e raccogliere fondi per la costruzione di un nuovo skatepark con Gaza Freestyle”. “Ho anche ricevuto una macchina fotografica Sony dall’organizzazione italiana per fotografare il loro progetto. A volte fotografo eventi a Gaza e guadagno un po’ di soldi in questo modo. Ma è difficile – la mia famiglia mi sta facendo pressione per trovare un lavoro più stabile”.

Pochi chilometri a nord, a giugno è stato completato un nuovo skatepark di livello olimpico  come parte del progetto Green Hopes per la riqualificazione sociale e ambientale del nord della Striscia di Gaza. Questo progetto, che partirà formalmente a dicembre, è uno sforzo congiunto dell’Associazione Italiana di Cooperazione e Solidarietà (ACS), di Gaza Freestyle e dei distretti locali di al-Nada, al-Isba e al-Awda.

Con molta emozione, Captain Rajab ha partecipato alla costruzione di questo skatepark.

Vivendo in una zona povera nella parte orientale di Gaza City, dice di essere grato di aver scoperto lo skateboard.

 

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