A noi d’Israele ci piace vincere facile

pubblicato il 18 novembre 2012

Famiglia di pericolosi terroristi palestinesi a Gaza

Cinquanta a tre. Cinquanta morti palestinesi in questi giorni, contro i tre morti israeliani iniziali dovuti ai razzi di Hamas. Credo che Israele possa essere contento, ha recuperato alla grande e mi pare stia vincendo questa guerra. Uno degli Stati più militarizzati e organizzati del mondo, contro una Striscia di Palestinesi, piena di civili.

Se poi contiamo che fra i morti palestinesi ci sono circa una decina di bambini, possiamo addirittura fare questo calcolo per vedere che il risultato di Israele migliora. La speranza di vita attesa da un bambino di cinque anni, gli anni che doveva vivere e non vivrà mai, perché morto sotto le bombe, sono circa settanta, diciamo il doppio di un uomo medio.

Allora, il bilancio sale, a favore di Israele: i bambini valgono doppio, e quindi Israele sta vincendo sessanta a tre. Molto bene.

  • Dimenticavo, fra i morti palestinesi anche una donna incinta: vale doppio, anzi triplo. Quindi siamo sessantadue a tre. Ottimo risultato.Se andiamo sui feriti, poi, cresce la contentezza israeliana: i feriti palestinesi, tutti civili, moltissimi bambini e ragazzi, sono centinaia, oltre 350: gli ospedali sono allo stremo, è davvero un grande risultato.

    Se poi contiamo i danni materiali, le case bombardate e distrutte, le infrastrutture, davvero qui siamo ad un vero trionfo. Fra poco, al ritmo di mille attacchi aerei in tre giorni, ovvero uno ogni cinque minuti, l’intera Striscia di Gaza sarà ridotta ad un cumulo di macerie. Una grande vittoria.

    Dopo di ciò, l’esercito israeliano si è detto pronto ad un’invasione. Trentamila soldati armati di tutto punto sono schierati ai confini: chissà se riusciranno a vincere contro le imponenti forze palestinesi? Forse mandarne altri trentamila in supporto potrebbe essere più prudente, quegli impudenti di Hamas hanno detto che tenteranno di respingere l’invasione, incredibile la loro tracotanza.

    Il ministro della Salute Palestinese Mufeed Mkhallalati ha detto che Israele sta usando armi disumane e vietate dalle convezioni internazionali contro la popolazione di Gaza: le prove a suffragare l’uso di armi proibite è subito visibile nei corpi delle vittime del massacro in corso. Il ministro ha anche detto che il principale ospedale di Gaza si trova ad affrontare una grave carenza di medicinali e dispositivi medici. Quelle delle armi proibite usate da Israele contro Gaza non è una novità, io stesso lo denunciai già ai tempi dell’operazione Piombo Fuso del dicembre 2008: le terribili bombe DIME, ad esempio.

    Ma io credo che non sia il caso di insistere sull’uso di armi inumane da parte di Israele. Credo che sia sufficiente l’uso di normali bombe “permesse” per raggiungere risultati inumani, non c’è bisogno di sforzarsi tanto.

    Complimenti ad Israele, complimenti al signor Barack Obama che ha affermato il diritto di Israele a “difendersi”, complimenti alle televisioni ed ai giornali servi che mostrano le scene di panico nelle spiagge israeliane e fugaci immagini sfocate dalla Striscia d Gaza. Un bellissimo, corale, risultato collettivo: atrocità pura da parte di chi la commette e da parte di chi la giustifica: ai miei occhi, ugualmente colpevoli.

di massimozucchetti
http://blog.ilmanifesto.it/scienziato/2012/11/18/a-noi-disraele-ci-piace-vincere-facile/
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1 Commento

  1. Beniamyn Netanyahu per giustificare l’attacco alla striscia di Gaza ha detto: “Mezza Israele è sotto il fuoco di Hamas.”
    In effetti, tre Israeliani sono morti. E come la pacifica nazione che si avvale del diritto alla difesa, Israele ha risposto con un bombardamento che ha causato decine di vittime palestinesi.
    E’ come se un teppista taglia le gomme della mia auto e io per tutta risposta gli brucio la casa.
    E il presidente Barack Obama (persona che io stimo moltissimo), premio Nobel per la Pace, stavolta non è in grado di dare un vero segnale. Infatti, prima di dire che la reazione del governo Israeliano è mostruosamente spropositata, si è preoccupato di dire che “si riconosce il suo diritto all’autodifesa”, mettendo al riparo i rifornimenti d’armi che ogni anno partono dagli USA verso Gerusalemme, città della Pace e della fraternità. Questa volta ho paura di dire che anche per lui l’interesse è venuto prima della giustizia: da diplomatico ha voluto prima salvare le relazioni con Tel-Aviv, poi redarguirla.
    Io sono per la pacificazione dell’area, e riconosco che l’uso della violenza, da entrambe le parti, è controproducente. Ma mi pare che Israele da ormai molti anni abbia passato il segno. Le vessazioni che impone al popolo Palestinese, in particolare nella striscia di Gaza, sono inaccettabili. Mi pare che si verifichi la stessa situazione che accadeva in Sudafrica ai tempi in cui Nelson Mandela decise di prendere le armi contro gli Afrikaans.
    E il mondo resta a guardare, preoccupato dei rapporti internazionali. Spero che Obama riesca a dirimere la questione, ma in questi termini non credo ne verrà mai a capo.

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