Chi Siamo

Primo Report

Primo report dal PELLEGRINAGGIO DI GIUSTIZIA di Pax Christi Italia.

DAL MONTE DELLA BEATITUDINI

Tutto e’ partito da qui.

Il messaggio piu’ forte, il piu’ radicale del Cristo, è partito da qui. Oggi, tra gli ulivi, i cipressi, gli eucalipti mossi da un vento caldo e impetuoso, sentiamo risuonare queste parole che restano il fondamento e la novita’ del messaggio cristiano. Beati i puri di cuore, beati i miti,beati i costruttori di pace, beato chi ha fame e sete di giustizia…il ribaltamento delle logica del mondo.

Ma cosa abbiamo fatto Gesu’ delle tue parole e della Tua vita? Cosa abbiamo fatto del Tuo annuncio, se ancora qui nella Tua terra qui tra questa pietre che Tu hai calpestato non risuonano passi di fratelli, ma di uomini divisi, di oppressi e di oppressori, di indifferenti e di distratti. Dove sono i beati, Gesu’ e Tu dove sei ? Ci vieni una risposta dagli incontro con gli uomini di questa terra.

BEATI I COSTRUTTORI DI PACE

Elias Chacour vescovo cattolico melchita di Galilea e’ nato in un villaggio al confine col Libano che e’ stato distrutto vive da 42 anni a Ibillin dove con tenacia e indomita perseveranza persegue l’obiettivo di costruire legami e costruire unita’ tra le genti che abitani questa terra. Ci accoglie con molta cordialita’ con quella che definisce una “scuola d’amore”.

Elias infatti ha puntato sull’educazione su mettere insieme i ragazzi creando scuole, coinvolgendo anche le madri nella gestione di una iniziativa che negl’anni e’ cresciuta oltre ogni aspettativa. Oggi la scuola di Ibillin va dalla materna all’universita’, coinvolge migliaia di studenti, senza distinzione di sesso razza e religione. Cristiani Musulmani, Ebrei, Drusi, tutti convivono studiano e crescono insieme con la guida di insegnanti altrettanto eterogenei e pari dignita’. Per il vescovo Elias, che sente il vivere insieme di popoli diversi sulla stessa terra non come condanna ma come privilegio, la sua scuola ” proprio perche’ cattolica e’ aperta a tutte le religioni”.

“Abbiamo bisogno di un amico comune per aiutarci a fare ponti e non di condividere un nemico. Siamo noi che apparteniamo a questa terra e non la terra a noi!”

BEATI I MITI PERCHE’ EREDITERANNO LA TERRA

Bar’am dalla Guida del Tourung viene definito come “villaggio maronita ora abbandonato, svuluppatosi sul sito di un insediamento giudeo del periodo romano”…  Riad ci racconta un’altra storia. Nel 1948 la sua famiglia abitava qui insieme agli oltre mille abitanti del Villaggio cristiano maronita. A novembre vennero evacuati per due settimane da quattro soldati dell’esercito israeliano per ‘motivi di sicurezza’. Non sono mai piu’ potuti tornare. Il villaggio fu bombardato da aerei militari israeliani sotto gli occhi di quesgli stessi abitanti. Hannno resistito solo il cimitero e la chiesa. Ogni tentativo di ritornarvi e’ stato impedito per motivi di sicurezza e represso dall’esercito nonostante la corte suprema avesse dato nel 1953 parere favorevole. Oggi si torna solo per celebrare matrimoni e seppellire i morti… PERO’ nella zona sono sorti diversi kibbutz che mantengono il nome del villaggio. Da 23 anni Riad organizza ogni agosto un campo per fare memoria e per recuperare le proprie origini, riportando a Bar’am figli e nipoti degli abitanti espulsi dal villaggio. Ne abbiamo contati 150.

Grazie Riad di questo esempio di resistenza, di nonviolenza, di coscientizzazione e di custodia della memoria.

2 Commenti

  1. Avete una newsletter?
    Un caro saluto e buon lavoro, Francesco

  2. La newsletter non è più in uso

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam