AD ISRAELE MANCA UN UOMO COME ROGER WATERS. CI SPIEGA IL PERCHE’ GIDEON LEVY

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3 maggio 2015
2520817388Roger Waters, il lato positivo della luna di Israele

L’occupazione sconvolge questa leggenda del rock. L’uccisione di bambini gli fa orrore. Gli attacchi aerei a Gaza gli fanno perdere il sonno.

di Gideon Levy | 3 maggio 2015

Robbie Williams ha suonato nel più grande parco di Tel Aviv ieri sera. Decine di migliaia di israeliani plaudenti sicuramente gli hanno dato il benvenuto (queste righe sono state scritte prima del concerto). Un inglese amante della giustizia ha cercato di dissuaderlo dall’ apparire. Vorrei ringraziare quell’inglese dal profondo del mio cuore.

Per oltre un decennio, Roger Waters ha dedicato il suo tempo e il suo buon nome alla lotta contro l’occupazione israeliana. L’occupazione lo sconvolge. L’uccisione di bambini gli fa orrore. L’oppressione lo sconcerta. Gli attacchi aerei nella Striscia di Gaza gli fanno perdere il sonno.

Ha concluso che gli israeliani devono pagare per i loro crimini e che il boicottaggio è uno strumento giusto ed efficace. Waters ritiene che intrattenere gli israeliani a Yarkon Park è equivalente a esibirsi alla Sun City in Sudafrica nel 1980 durante l’apartheid.

Era dove i bianchi scommettevano al casinò e osservavano atti internazionali a poca distanza da dove i neri subivano l’oppressione. Al giorno d’oggi, gli israeliani affollano il parco quando a solo un’ora di distanza Gaza sguazza nelle sue rovine e la Cisgiordania nella sua occupazione.

La situazione è intollerabile per chiunque con un senso di giustizia. Waters ha scritto a Williams a questo proposito, ricordando alla pop star la sua passione per il calcio e la sua posizione di ambasciatore del Regno Unito dell’UNICEF, e raccontando a Williams come Israele ha ucciso quattro bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia di Gaza durante la guerra della scorsa estate. “Ti incoraggio, Robbie, e tutti gli altri artisti, a non suonare in Israele fino a quando Israele non rispetti il diritto internazionale“, Waters ha scritto (inutilmente).

Waters ha fatto la stessa cosa prima che Alan Parsons, che ha lavorato con i Pink Floyd nel loro album del 1973 “The Dark Side of the Moon,” venisse in Israele nel mese di febbraio. “Anche se so che non vuoi deludere i tuoi fan annullando questo concerto, invia un messaggio forte per loro e il mondo in questo modo“, Waters scrisse a Parsons su Facebook, aggiungendo: “Se ti ricordi, io ero il bassista brufoloso, tu eri l’ingegnere alto.”

Brufoloso? Nobile. Potrebbe esserci qualcosa di più ammirevole o morale di questo? Non c’è un solo maestro artigiano come il poeta dei Pink Floyd disposto a dedicare così tanto a una lotta così decisa contro un così lungo corso di ingiustizia.

Israele, che non può contare su un vero e proprio cantante di protesta tra i suoi musicisti popolari, l’ ha ovviamente etichettato antisemita e anti-israeliano. Kobi Oz, un musicista israeliano della statura di Waters (quasi), ha invitato Waters pochi anni fa a fare musica e a stare zitto.

Come Oz ha detto, “Sono rimasto profondamente deluso di sapere che hai deciso di costruire un muro tra te e i tuoi fan israeliani …. Invece di riconoscere la complessità del caso, hai aderito alla campagna di boicottaggio di Israele, hai nominato te stesso come giudice in un conflitto tra le tribù del Medio Oriente. (Come britannico !) “. E come l’Israele di Oz chiude gli occhi e gorgheggia.

Circa un anno fa, Waters ha spiegato la sua motivazione. Suo padre, il 2nd Lt. Eric Fletcher Waters, un obiettore di coscienza che guidava un’ambulanza durante il bombardamento di Londra, era stato convinto a unirsi ai Fucilieri Reali e a combattere il fascismo. E’ stato ucciso nell’Italia occupata quando Waters era solo un bambino.

Waters è convinto di seguire le orme del padre. Dice che dopo il suo arrivo in Israele e avere visto l’occupazione, è incapace di rimanere in silenzio. Dobbiamo chinare il capo per ringraziarlo.

Il debito di Waters è il debito di una generazione per cui i Pink Floyd erano molto più di una colonna sonora. E ‘un debito per le notti di confessioni e un discorso di anima a nudo ispirato da “Us and Them”; per gli amori che durarono un istante, o per tutta la vita, che devono la loro esistenza a “The Dark Side of the Moon.” Ma ora noi e loro siamo già vecchi, e questa generazione, almeno, dovrebbe ascoltare quello che ha da dire Waters.

Waters chiude il suo parere spiegando le sue attività alla luce delle azioni di suo padre, come fa la sua lettera aperta a Williams che ha pubblicato su Salon.com. Conclude con una citazione del brano “Two Suns in the Sunset”, che ha scritto per i Pink Floyd: “Cenere e diamanti / Nemico e amico / Eravamo tutti uguali / Alla fine.

In un paese senza un solo Waters coraggioso, scrivo di lui con le sue parole. Vorrei che tu fossi qui.

http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.654613

The occupation upsets this rock legend. The killing of children horrifies him. The airstrikes in Gaza make him lose sleep.
HAARETZ.COM

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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Roger Waters, the bright side of Israel’s moon

The occupation upsets this rock legend. The killing of children horrifies him. The airstrikes in Gaza make him lose sleep.

By | May 3, 2015 | 4:56 AM

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Singer and former Pink Floyd member Roger Waters poses next to Israel’s West Bank barrier in Bethlehem, June 2, 2009 Photo by AP

Robbie Williams played at Tel Aviv’s biggest park last night. Tens of thousands of cheering Israelis surely welcomed him (these lines were written before the concert). One justice-loving Englishmantried to dissuade him from appearing. I would like to thank that Englishman from the bottom of my heart.

For over a decade, Roger Waters has dedicated his time and good name to the struggle against the Israeli occupation. The occupation upsets him. The killing of children horrifies him. The oppression discomfits him. The airstrikes in the Gaza Strip make him lose sleep.

He concluded that the Israelis must pay for their crimes and that boycotts are a just and effective instrument. Waters thinks that entertaining the Israelis at Yarkon Park is equivalent to performing at South Africa’s Sun City in the 1980s during apartheid.

It was where whites gambled at the casino and watched international acts just a short distance from where blacks suffered oppression. Nowadays, Israelis throng to the park when just an hour’s drive away Gaza wallows in its ruins and the West Bank in its occupation.

The situation is intolerable to anyone with a sense of justice. Waters wrote to Williams about it, reminding the pop star of his fondness for soccer and his position as UNICEF’s U.K. ambassador, and telling Williams how Israel killed four young children playing soccer on a Gaza beach during last summer’s war. “I encourage you, Robbie, and all other artists, not to play in Israel until Israel complies with international law,” Waters wrote (in vain).

Waters did the same thing before Alan Parsons, who worked with Pink Floyd on its 1973 album “The Dark Side of the Moon,” came to Israel in February. “While I know you don’t want to disappoint your fans by canceling this gig, you would be sending a powerful message to them and the world by doing so,” Waters wrote to Parsons on Facebook, adding, “If you recall, I was the pimply bass player, you were the tall engineer.”

Pimply? Noble. Could anything be admirable or moral than that? There isn’t a single master craftsman like the Pink Floyd poet willing to devote so much to such a determined struggle against such a long-running injustice.

In Israel, which can’t count one genuine protest singer among its popular musicians, he has of course been labeled anti-Semitic and anti-Israel. Kobi Oz, an Israeli musician of Waters’ stature (almost),called on Waters a few years ago to make music and shut up.

As Oz put it, “I was deeply disappointed to learn that you have decided to build a wall between yourself and your Israeli fans …. Instead of recognizing the situation’s complexity, you have joined the campaign to boycott Israel, appointing yourself as a judge in a conflict between Middle Eastern tribes. (How British of you!)” And how Israeli of Oz to shut his eyes and trill.

About a year ago Waters explained his motivation. His father, 2nd Lt. Eric Fletcher Waters, a conscientious objector who drove an ambulance during the London Blitz, was persuaded to join the Royal Fusiliers and fight fascism. He was killed in occupied Italy, when Waters was just a baby.


Waters believes that he is following in his father’s footsteps. He says that after coming to Israel and seeing the occupation, he is incapable of remaining silent. We should bow our heads in thanks to him.

The debt to Waters is the debt of a generation to which Pink Floyd was much more than a soundtrack. It’s a debt for nights of confessions and soul-baring talk inspired by “Us and Them”; for loves that lasted an instant, or a lifetime, that owe their existence to “The Dark Side of the Moon.” But now us and them are old already, and this generation, at least, should listen to what Waters has to say.

Waters closes his opinion piece explaining his activities in light of his father’s actions, which like his open letter to Williams he published on Salon.com. He ends with a quotation from the song “Two Suns in the Sunset,” which he wrote for Pink Floyd: “Ashes and diamonds / Foe and friend / We were all equal / In the end.”

In a country without a single courageous Waters, I write to him in his own words. Wish you were here.

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