Aeyal Gross / Migron case only reveals tip of Israel’s occupation iceberg

26 MARZO 2012

 Migron (Foto: Reuters)

Fonte: Ha’aretz

In theory, Migron should have been an open-and-shut case. The state did not deny that Migron had been erected illegally, on private Palestinian land. Nor did it deny that the settlers’ claims that they had purchased the land were found to be baseless.

In the words of the High Court of Justice, the building of the outpost and its ongoing expansion were a blatant violation of the law that undermined the property rights of the Palestinian owners. It had to be demolished. Thus the court had ruled.

And after repeated delays, during which the outpost continued to expand, the court had had enough. “The obligation to carry out a court ruling is not a matter of choice,” noted Justice Miriam Naor.

The court acknowledged that it will be harder to evacuate Migron now than it would have been five years ago, when the petition against it was first filed, but responsibility for that fell on the state, which did not take timely and effective action in the first place.

So how did this become a legal drama? How did we get to the point where one has to petition the High Court to get the state to follow through on its own decision? Why do we need another ruling by the High Court, ordering the government to implement a ruling by the High Court?

While the court’s decision to reject the compromise the government had reached with the settlers is welcome, we must be very concerned that we have deteriorated to this state.

We cannot ignore the fact that this happened because at issue was Palestinian land. When it comes to violating Palestinian rights, the need to be considerate of the violators turns into such an important value that we end up with the absurd situation in which a government minister forges a “compromise” with the lawbreakers on the backs of those whose rights were violated – without even thinking that the latter might have something to say about it.

But Migron is just the tip of the iceberg. It is the tip of the iceberg of outposts and settlements built on Palestinian land. It is the tip of the iceberg in terms of how the government turns a blind eye or even cooperates with the unauthorized outposts. It is a tip of the iceberg in terms of ignoring High Court rulings.

And it is the tip of the iceberg in terms of how the occupation has corrupted the Israeli regime.

http://tuwaniresiste.operazionecolomba.it/?p=1141

Israele, la Corte Suprema ordina lo sgombero dell’avamposto di Migron

di  Monica Ricci Sargentini
GIUSTIZIA|

I coloni devono lasciare Migron, l’avamposto nei pressi di Ramallah dove abitano circa 300 persone. Ieri la Corte Suprema di Gerusalemme ha respinto un compromesso elaborato dal governo israeliano e ha ordinato la rimozione in tempi brevi dell’enclave più consistente in Cisgiordania.  L’evacuazione era già stata ordinata in una sentenza il 2 agosto 2011 e sarebbe dovuta avvenire entro la fine di questo mese ma nel frattempo il governo Netanyahu aveva concordato con i coloni un compromesso chiedendo alla Cortedi lasciare i coloni nelle loro case finché non ne fossero state costruite di nuove in una località vicina. La data prevista per il “trasloco” era il novembre del 2015. Ma l’accordo è stata bocciato dai giudici perché “accettarlo significherebbe farsi beffe della legge“.  Lo sgombero definitivo è stato però rinviato al primo agosto 2012.

Netanyahu, in un messaggio scritto, ha detto che il governo “rispetta le sentenze e opera in accordo con le leggi di Israele”.  I coloni, però, non si arrendono: “Un’espulsione a forza degli abitanti di Migron – ha dichiarato Shimon Riklin, uno dei fondatori dell’avamposto – rischia di provocare spargimenti di sangue”.   Migron è stata fondata nel 2001 su una collina della Cisgiordania, 14 chilometri a nord di Gerusalemme. I coloni sostengono che i querelanti palestinesi non hanno dimostrato la proprietà della terra e che il governo li aveva aiutati a costruire l’avamposto anche se non ufficialmente. “I residenti di Migron – ha detto Iati Chemo, portavoce della comunità – hanno ricevuto oggi (ieri n.d.r.) una sentenza severa basata sulla falsa pretesa di una proprietà della terra e il cui obiettivo è l’espulsione di gente pacifica”.

I palestinesi, dal canto loro, plaudono alla decisione dei giudici israeliani.

“Spero che ora il governo e i coloni non tentino qualche nuovo trucco – ha detto Michael Sfard, l’avvocato dei palestinesi che hanno intentato la causa insieme al movimento Peace Now – per non rispettare questa importante decisione e che i residenti di Migron se ne vadano pacificamente in modo che la terra possa tornare ai suoi proprietari”.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=migron&source=web&cd=2&ved=0CDUQqQIwAQ&url=http%3A%2F%2Flepersoneeladignita.corriere.it%2F2012%2F03%2F26%2Fisraele-la-corte-suprema-ordina-la-rimozione-dellavamposto-di-migron%2F&ei=uI91T-ecBsT44QTzk9WGDw&usg=AFQjCNGPiJHCps2XdiExTVwDbGvxmjgh-g

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