Aggiornamenti e foto ricordo di Amira Hass

Il 4 gennaio 2009, durante l’operazione Piombo fuso, i soldati israeliani hanno radunato i membri del numeroso clan Samouni e li hanno costretti a trasferirsi in una casa di proprietà di uno di loro a Gaza. Nell’edificio c’erano circa cento persone, tra cui anziani e bambini. Il 5 gennaio alcuni membri della famiglia sono andati a cercare un po’ di legna per il fuoco. Non potevano sapere che in quel momento un comandante di brigata stava osservando le foto scattate dai droni in volo sulla Striscia. In una delle foto si vedevano persone che trasportavano oggetti dalla forma allungata. Il comandante ha deciso che erano lanciarazzi e ha ordinato di bombardare la casa. Sono morte 21 persone.
Il 2 settembre Wikileaks ha pubblicato un dispaccio diplomatico in cui l’avvocato generale dell’esercito israeliano aggiornava l’ambasciatore statunitense sullo stato delle indagini sull’omicidio dei civili, accennando ai missili lanciati dai droni. Qualche tempo fa ho chiamato uno dei Samouni per chiedergli come andavano le cose. “Guardiamo le foto di famiglia e invidiamo i morti”, mi ha risposto.
(da Internazionale, 9 settembre 2011)

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