Air France condannata: cacciò dall’aereo attivista pro-Palestina

adminSito   sabato 6 aprile 2013 10:46

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Attvisti di “Welcome to Palestine” protestano all’aeroporto di Tel Aviv, il 15 aprile 2012

La compagnia aerea non permise ad una giovane di volare a Tel Aviv perché non ebrea. La ragazza stava partecipando alla campagna “Welcome to Palestine 2012”.

dalla redazione

Betlemme, 6 aprile 2013, Nena News – Air France multata per discriminazione. Giovedì un tribunale francese ha punito la compagnia aerea al pagamento di 10mila euro di multa (più altri 3mila euro per le spese legali) per non aver permesso ad un’attivista pro-Palestina di salire su un volo diretto a Tel Aviv perché non ebrea.

Horia Ankour, infermiera di 30 anni, partecipava alla campagna“Welcome to Palestine” il 15 aprile 2012 e avrebbe dovuto prendere un volo da Nizza a Tel Aviv. Come accaduto a centinaia di altri attivisti con in mano un biglietto per l’aeroporto Ben Gurion, è stata rispedita indietro. Lo scorso anno furono oltre 300 i biglietti cancellati da diverse compagnie aeree europee su richiesta del governo israeliano, che intendeva così bloccare sul nascere l’iniziativa, volta a mostrare al mondo la politica di repressione israeliana contro chiunque si dimostri solidale con la causa palestinese.

La Ankour è stata fatta scendere dall’aereo, su richiesta di un impiegato della Air France che le ha chiesto se avesse un passaporto israeliano o se almeno fosse ebrea. Quando la giovane ha risposto di no, è stata portata fuori dall’aereo.

L’Air France si è giustificata in tribunale: il suo nome era nella famigerata lista nera degli indesiderabili redatta dalle autorità israeliane, per cui – se anche fosse riuscita ad atterrare a Tel Aviv – sarebbe stata subito deportata. Di diverso avviso il tribunale francese secondo il quale una simile decisione è figlia di una grave discriminazione.

Il 15 aprile 2012, lo Stato di Israele ha impedito l’ingresso a circa 1.500 attivisti pro-Palestina provenienti da tutto il mondo. La maggior parte di loro è stata bloccata agli aeroporti di partenza (Roma, Bruxelles, Manchester, Londra, Parigi), come accaduto a Horia Ankour, altri sono stati fermati all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Quarantuno gli arresti, tra cui sei attivisti israeliani che manifestavano in solidarietà con la campagna “Welcome to Palestine”.

All’epoca le autorità israeliane scrissero una lettera agli attivisti in arrivo: “Caro attivista, avresti potuto scegliere di protestare contro le violenze quotidiane del regime siriano contro il suo stesso popolo o contro la brutale repressione del regime iraniano verso i dissidenti, invece che contro l’unica democrazia del Medio Oriente”. Una democrazia che teme ogni forma di protesta o dissenso e usa il suo potere per costringere compagnie aeree straniere a piegarsi al proprio volere. Una democrazia che deporta cittadini europei colpevoli di voler entrare nei Territori Occupati per mostrare al mondo le ingiustizie perpetrate contro un popolo, quello palestinese, in prigione da 65 anni.

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70278&typeb=0&Air-France-condannata-caccio-dall’aereo-attivista-pro-Palestina

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