Al-Walaja: quando mostrare il proprio villaggio è un crimine

MONDAY, 19 MARCH 2012 08:54 ANNE PAQ DAL SITO HTTP://CHRONIQUESPALESTINE.BLOGSPOT.COM

 La costruzione del muro nel villaggio di al-Walaje (foto: Marta Fortunato)

Il 13 marzo 2012 l’esercito israeliano ha interrotto ed impedito ad un gruppo di internazionali di visitare il villaggio di al-Walaja e di vedere com’è stato trasformato dal muro.

Un autobus pieno di studenti americani dell’Università di Harvard è stato bloccato dall’esercito e dalla polizia israeliana davanti alla casa della famiglia di Hajajleh. Una volta che finiranno il lavori del muro questa casa di troverà dall’altra parte del percorso del muro e sarà collegata al villaggio solo tramite un tunnel, che sarà controllato dall’esercito israeliano. Inoltre una barriera circonderà la casa.

A guidare il gruppo c’era Shirin Al Araj, un’attivista palestinese di Al-Walaja, membro del consiglio comunale e del comitato popolare contro il Muro. Shirin è una coraggiosa attivista che ha partecipato ed organizzato numerose proteste popolari e che regolarmente accoglie e guida i gruppi e le delegazioni che arrivano al suo villaggio, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla critica situazione di Al-Walaja. Una volta completato, il muro circonderà completamente il villaggio, isolandolo dai servizi di base. Dei 18.000 dunum originali, Al-Walaja ne avrà soltanto 2.000. I soldati israeliani sono saliti a bordo del bus. Sono servite tre jeep militari ed un’auto della polizia per scortare il “pericoloso” bus  fino al checkpoint dove gli studenti sono stati detenuti. Shirin, in quanto palestinese, ha ovviamente un trattamento speciale ed è stata portata ad Atarot, una stazione di polizia vicino a Betlemme per ulteriori indagini sul suo sovversivo comportamento. Senza accusa. Ma le è stato detto che la prossima volta dovrà pagare una multa di 5000 NIS (1000 euro).

Questo è un altro chiaro tentativo da parte delle autorità israeliane di evitare che la verità venga a galla, un altro modo patetico di mettere a tacere qualsiasi voce palestinese che ha il coraggio di mostrare agli internazionali ciò che sta accadendo sul terreno e di parlare. Ora anche mostrare il proprio villaggio e spiegare la situazione è diventato un crimine. Tutto ciò non ricorda il sistema che vige nelle dittature, sistema che molte persone criticano senza problemi? Perché Israele dovrebbe essere trattato diversamente? Se Israele non ha nulla da nascondere, perché ha impedito una semplice visita di alcuni studenti?

Devo aggiungere che, mentre gli indesiderati visitatori sono stati cacciati da Al-Walaja, le ruspe stavano lavorando a tempo pieno per espandere il vicino insediamento di Har Gilo, che è costruito su terre rubate ai villaggi di Al-Walaja e Beit Jala. Sembra che gli altri visitatori, quelli che sono ebrei e che rubano la terra ai palestinesi, siano i benvenuti dalle autorità israeliane. Sogno il giorno in cui questi coloni saranno accompagnati, con una pistola puntata contro di loro, ai posti di blocco e verrà detto loro di non tornare più.

Tradotto in italiano da Marta Fortunato per l’Alternative Information Center
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