Alex Zanotelli: ”Stesso clima che ha portato a totalitarismi”. E alla sua Chiesa: ”Nessuna parola contro il razzismo della Lega”

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Il comboniano agli italiani: “‘Pensiamoci bene, se andiamo avanti così la prospettiva è la distruzione di tutto e di tutti. Ci faremo del male con le nostre mani“. Accusa il 10% del mondo di non aiutare i Paesi poveri: “Finanziamo solo guerre e vendiamo armi a chi è in guerra

 

Di Donatello Baldo – 10 luglio 2018 – 18:58

TRENTOAlex Zanotelli, il missionario trentino che è stato tanti anni a Korogocho, una baraccopoli alla periferia di Nairobi, che ora svolge la sua missione in un altra periferia, quella dei quartieri poveri di Napoli, non è sorpreso se il suo Appello per l’Africa redatto l’anno scorso è tornato a girare ancora tra i social, nei messaggi di WhatsAp.

Quel testo è dell’estate scorsa – conferma – adesso mi dicono sia stato ripreso e che stia girando ovunque in maniera fortissima. Quell’appello, oggi è ancora più attuale“. Chiede a tutti, soprattutto ai giornalisti, di informarsi e di informare su quello che sta succedendo in Africa: “E’ importante che la gente inizi a riflettere per capire la profondità del problema: basterebbe un piccolo sforzo“.

Capire cosa, padre?

Capire che gente che scappa, che intraprende il viaggio verso l’Europa, non scappa per caso. Scappa perché l’Africa è in guerra, guerre che causano forti migrazioni interne. Somalia, Sud Sudan, Centrafrica, Mali.

Scappano anche dall’Africa impoverita.

L’Africa è la realtà più povera del mondo, i migranti scappano da situazioni economiche insostenibili. Nel mondo si calcolano ottocento milioni di persone che fanno la fame, 3 miliardi che vivono con nemmeno 2 dollari al giorno, 20-30 milioni di persone all’anno che muoiono di fame. Un problema che per la maggior parte riguarda il continente africano.

Lei lo chiama il Continente crocifisso.

Sì, una terra umiliata e schiacciata da guerre e povertà. Non ci si può meravigliare se da questi Stati si muovono ondate di profughi in cerca di situazioni migliori. Ma oltre a guerre e povertà c’è il dramma ambientale che spesso è sottovalutato.

Ce ne parli padre.

Se l’occidente prosegue con questo modello di sviluppo a fine secolo rischiamo di avere tra i sette e gli otto gradi in più. Significa che tre quarti dell’Africa non sarà più abitabile. E ricordiamoci che è il continente con la più grande esplosione demografica del mondo.

Quindi anche il clima produrrà nuovi e più forti movimenti migratori.

L’Onu l’ha già previsto che entro 30 anni saranno 250 milioni di rifugiati climatici. Per questo è importante che la gente capisca che non possiamo andare avanti così, che il pianeta è uno solo: o ci si salva tutti insieme o siamo destinati a sbranarci tra noi.

La risposta della politica però non è quella dell’aiuto all’Africa ma delle barriere da innalzare lungo i confini, e in alcuni casi anche del mancato soccorso in mare…

Dobbiamo fermare questo razzismo su cui i partiti ottengono i voti in Italia e in Europa. Un’onda nera che fa paura. Questa in fondo è la politica dell’era Trump: ‘America first’. E quindi prima gli italiani, prima i tedeschi, prima i francesi. Prima sempre noi stessi.

Una politica che va per la maggiore oggi in Europa. Le piace quest’Europa?

No, questo significa la morte dell’Europa. Un’Eriuopa che si fregia di essere la patria dei diritti umani ma che li sta negando. Abbiamo dato ad Erodogan sei miliari, sei miliardi a un dittatore perché facesse il lavoro sporco, per bloccare la via di fuga balcanica a chi scappa da guerra e sofferenze.

L’Italia gli accordi per bloccare i flussi li ha fatti con la Libia.

Prima Marco Minniti e poi Matteo Salvini. Hanno fatto accordi con una nazione che non esiste, perché qualla nazione l’abbiamo distrutta noi, ancora una volta con una guerra. Con chi lo fanno l’accordo se la Libia è divisa i almeno tre parti? Con i potenti che controllano qualche città? A questi affidiamo la difesa dei nostri confini e la gestione di quelle persone in fuga? Dobbiamo dire quello che avviene in Libia, la gente deve sapere.

I rapporti dell’Onu e di altre agenzia parlano di pesanti violazioni dei diritti umani.

In Libia ci sono un milione di africani bloccati nelle prigioni, torturati, violentati. La situazione è terribile. I libici hanno un odio profondo per le persone dell’Africa sub-sahariana, trattati come schiavi. E’ un inferno, lì i diritti umani non esistono, sono violati ogni giorno.

Il problema è profondo e credo non ci siano facili soluzioni. Cosa si dovrebbe fare, padre?

Il problema è sempre lo stesso, ma come sempre non si vuole accettare una cosa fondamentale: non vogliamo mettere in discussione il nostro stile di vita. Noi siamo il 10% della popolazione mondiale, un miliardo contro i 7 miliardi e mezzo di persone che sono più povere di noi. Dobbiamo cominciare a capire che dobbiamo ridimensionarci, diventare più sobri, condividere la ricchezza.

Una ricchezza che non è nemmeno tutta nostra, come spesso lei ci ricorda.

Una ricchezza che abbiamo per lo più rubato. L’Africa è stata depredata. E anche ora si continua: miniere da cui vengono estratti importanti minerali per le componenti hitech, per i nostri telefonini, per i computer.

Quanto spende l’Europa per aiutare i Paesi poveri?

Pochissimo, e i buona parte gli aiuti sono in armi. Abbiamo venduto oltre 10 miliardi di euro di armi a Paesi in guerra, e questo è anche proibito. Siamo noi i responsabili di questi disastri che stanno avvenendo, anche questo dobbiamo spiegare a tutti.

Della situazione politica italiana, cosa pensa?

Sono molto preoccupato, il clima di odio è quello degli anni che hanno preceduto i totalitarismi. Anche la richiesta dell’uomo forte alla guida del Paese è una situazione che mi ricorda l’avvento del Fascismo. Io dico al popolo italiano: ‘Pensiamoci bene, se andiamo avanti così la prospettiva è la distruzione di tutto e di tutti. Ci faremo del male con le nostre mani’.

E del politico che ha giurato sul Vangelo che proteggerà prima gli italiani, cosa dice?

Che fa male vedere queste cose. Che si tratta di una contraddizioni, perché nel Vangelo c’è scritto amore e accoglienza. Ma a parte il politico, la domanda la voglio fare alla Chiesa: da anni esiste la Lega, è mai possibile che nessuna conferenza episcopale, un vescovo lombardo, veneto, abbia analizzando la Lega e il suo razzismo? Tutti siamo sotto accusa per la situazione in cui ora siamo, anche la mia Chiesa.

 

 

Alex Zanotelli: ”Stesso clima che ha portato a totalitarismi”. E alla sua Chiesa: ”Nessuna parola contro il razzismo della Lega”

http://www.ildolomiti.it/societa/2018/alex-zanotelli-stesso-clima-che-ha-portato-a-totalitarismi-e-alla-sua-chiesa-nessuna

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