Allarme Fbi: pianificate proteste armate in 50 stati

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/01/12/allarme-fbi-pianificate-proteste-armate-in-50-stati/

Remocontro Remocontro  12 Gennaio 2021

 

L’offensiva da parte di milizie dell’estrema destra tra sabato e mercoledì 20, il giorno dell’insediamento. Già 15 mila uomini della Guardia nazionale mobilitati a difesa di Washington. Biden: «Giurerò all’aperto, non ho paura». E Trump ‘concede’ lo stato di emergenza per l’Inauguration day

Eversione violenta e diffusa

Fbi allarme da paura: tutti i Parlamenti dei 50 Stati Usa «bersagli di possibili attacchi armati» da milizie dell’estrema destra, in un’offensiva organizzata che può colpire dal 16 al 20 gennaio. Bis dell’assalto al Congresso di Washington, ai diversi parlamenti nazionali. Comunicato ufficiale della polizia federale su cui c’è poco da scherzare. L’Fbi considera anche il rischio di un attentato contro Joe Biden, prima ancora che possa assumere i poteri con l’Inauguration Day del 20 gennaio. Lui però assicura: «Non ho paura di giurare all’esterno, siamo stati informati». Il mal uscente Donald Trump questa volta dà il via libera alla Guardia nazionale (che aveva negato per la difesa del Congresso), ed  ha approvato lo stato di emergenza per il giorno in cui non sarà presente all’insediamento di Biden presidente.

Mostruosità cresciute all’ombra del trumpismo

Misure di protezione speciale aggiunte a quelle che già il Secret Service stava rafforzando attorno alla persona del futuro presidente, della vice Kamala Harris, e della presidente della Camera Nancy Pelosi. Ma le tifoserie armate di Trump rilanciano: «Insurrezione armata nazionale» se il vicepresidente Mike Pence invocherà il 25° emendamento per rimuovere Trump negli ultimi giorni del mandato. Dunque, scopre adesso l’Fbi, l’offensiva pianificata è ancora più a vasta di quanto si temeva. Le trame delle milizie includono tutte le ‘Capitol Hill d’America’, i Parlamenti dei singoli Stati, i simboli primi della democrazia. Mobilitazione generale della Guardia nazionale come mai accaduto prima, se non alle vigilie di guerra. La difesa di così tanti obiettivi impone una mobilitazione eccezionale, con 10, 15.000 uomini previsti a difesa della capitale.

Oggi la richiesta di impeachment

Trump: i democratici presentano la richiesta di impeachment ma i repubblicani fanno muro. Ieri mattina avevano respinto la proposta della Speaker democratica Nancy Pelosi dei chiedere tutti insieme a Mike Pence di applicare il 25° emendamento della Costituzione per la rimozione del presidente. Secondo i media americani il numero due sarebbe tormentato dai dubbi e vuole osservare le prossime mosse di Trump. Oggi il presidente terrà un comizio ad Alamo, in Texas, e –riferisce il Corriere della Sera- «tutti temono un altro ‘horror show’: recriminazioni per le ‘elezioni rubate’ e così via». Mentre Pence pensa, avviata la procedura di impeachment. Il testo è firmato da 210 deputati Dem. Una risoluzione breve, quattro pagine, e accusa di un solo articolo: «Incitamento all’Insurrezione». Procedura con Trump già ex, a negargli ogni possibile ritorno politico.

 Intanto, è la guerra dei Social

Twitter ha annunciato di aver “sospeso permanentemente” 70.000 account affiliati al movimento cospirazionista pro-Trump QAnon, per impedire loro di utilizzare il social network «per scopi violenti, come per rivolte a Washington la scorsa settimana». Una rimozione iniziata venerdì col blocco definitivo dell’account del presidente americano, accusato di aver «incoraggiato i suoi sostenitori a interrompere la certificazione della vittoria del democratico Joe Biden da parte del Congresso». Anche Facebook ha attuato un’operazione simile. Bloccati tutti i contenuti con lo slogan di Donald Trump «Stop the Steal», ‘fermate il furto’ intonato dagli assalitori a Capitol Hill il 6 gennaio. Il blocco dell’account Twitter di Trump è permanente mentre quello di Facebook durerà fino all’inaugurazione di Joe Biden. Il colosso dei pagamenti online PayPal ha bloccato la piattaforma di raccolta fondi GiveSendGo che stava raccogliendo donazioni a beneficio delle proteste di Washington.

Sommossa politica e moria da Covid

Negli States intanto il numero dei decessi supera di tre volte la stima più ottimistica fatta da Trump. Gli Usa si confermano il paese più colpito dalla pandemia , con i 22,5 milioni di casi e  375 mila morti. Il bilancio provvisorio delle vittime supera di gran lunga il limite inferiore delle stime iniziali della Casa Bianca, che nel migliore dei casi prevedeva tra 100.000 e 240.000 morti a causa della pandemia. Il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha abbassato quelle stime ed era fiducioso che la cifra finale sarebbe stata compresa tra 50.000 e 60.000 morti, anche se in seguito ha previsto fino a 110.000 morti, un numero che è stato anche di gran lunga superato.

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AVEVAMO DETTO

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