Altro che sgarbo! Il colonialismo non si fermerà

98-022

di Moni Ovadia

Le ultime “trattative di pace” fra israeliani e palestinesi, sotto l’egida della Lega Araba e la mediazione statunitense, sono abortite prima di iniziare a causa dell’annuncio della creazione di 1600 nuove abitazioni per coloni ebrei a Gerusalemme est, ovvero in territorio palestinese, autorizzate dal governo di Israele. Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, si è immediatamente ritirato dai lavori. I principali organi di stampa hanno rilevato ed enfatizzato il grave, imperdonabile sgarbo commesso dai governanti israeliani nei confronti dell’amministrazione Usa nella persona del vice presidente Joe Biden.

Il governo di Nethanyahu si è tempestivamente scusato con gli americani. La farsa diplomatica ormai è al di là del senso del ridicolo, il problema diventa lo sgarbo verso il grande alleato, invece l’ignobile vigliaccheria commessa contro il mite Abu Mazen diventa veniale così come passa per veniale l’oppressione di un intero popolo.

L’ennesimo episodio di arroganza e di prepotenza di un governo colonialista contro i palestinesi diventa incidente diplomatico. Del resto cosa ci si può aspettare da politicanti reazionari e demagoghi a cui poco o niente interessa la pace con il popolo palestinese perché non hanno alcun interesse per quel popolo, non lo vedono, non sentono le sofferenze di una gente che tengono in prigione da oltre quarant’anni.

Non migliore è la comunità internazionale, soprattutto quella occidentale, che tollera la sistematica perdurante violazione del diritto internazionale mentre starnazza di diritti umani fingendo di non vedere ciò che è palese, ovvero che l’equazione ideologica: “occupazionecolonizzazione della Palestina uguale sicurezza degli israeliani” è solo una rivoltante menzogna per legittimare la rapina ai danni di un intero popolo.

L’Unità, 13 marzo 2010

e su Haaretz ha commentato Akiva Eldar:

“Ma ci prendono per cretini? Che senso hanno queste scuse? Che cosa vuol dire? Che la prossima volta, si chiederà alla Commissione per l’Edilizia di rinviare la presentazione di nuove colonie fino a quando l’onorevole visitatore sarà salito in aereo? Comunque, Netanyahu può tirare un respiro di sollievo. Così Israele ha ricevuto l’OK americano all’approvazione di altri piani ancora per l’edificazione di alloggi a Gerusalemme Est.

Biden può anche non saperlo, ma i palestinesi certo ricordano che proprio in questo modo iniziò il quartiere di Har Homa a Gerusalemme Est: anche allora Netanyahu convinse la Casa bianca che i lavori di costruzione sarebbero cominciati solo di lì a qualche anno.

Ma appena prese l’aereo…”

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