AMARE RIFLESSIONI…….di Patrizia Cecconi

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17/03/2018   10.33

Come sa chi mi legge mi trovo in un pezzetto di terra lungo appena 40 km e largo dai 2 ai 10, assediato da cielo, terra e mare e colpito con costanza e fantasia amatoriale da cielo, terra e mare. COLPITO E, FINORA, NON AFFONDATO, nonostante la ferocia degli assedianti e la potenza delle loro armi.

Ma passo passo stanno entrando in azione altre armi, non solo quelle che feriscono la carne. Quelle armi che prima venivano usate solo per ottenere consenso dall’esterno, ma che ora agiscono anche all’interno.

Sono armi psicologiche. Giocano sulla demolizione dell’autostima individuale e collettiva. Giocano sul divisionismo. Giocano sulla paura che si fa paranoia e giocano sullo spostamento dell’obiettivo contro cui combattere.

Queste diverse armi sono state lanciate come fossero cluster bombs, quelle che si aprono in una miriade di proiettili che vanno a insinuarsi anche nei cunicoli, e ne basta una per arrivare a 200 diversi obiettivi.

Questo è stato fatto.

Il lavoro continua senza bisogno di altri lanci.
Continua da solo e soltanto un’intelligenza politica che da osservatrice esterna non riesco a vedere (forse per mio limite) potrebbe bloccarlo.

A questo si aggiungono situazione oggettive ma ben “cucinate”.

Qualcuno forse ricorda che un paio di mesi fa in Cisgiordania vi furono manifestazioni antigovernative duramente represse dalla polizia dell’Anp.

Con un certo dolore espressi il mio pensiero su questa pagina e venni pesantemente contestata da amici legati a Fatah.

In questi giorni si stanno svolgendo manifestazioni antigovernative nella Striscia di Gaza e queste vengono violentemente represse dalla polizia di Hamas. Non dovrei dirlo? Ma è la verità!

Sia le manifestazioni nella West Bank che quelle nella Striscia di Gaza nascono dalla pesante situazione economica e dall’aumento di tasse e prezzi delle merci. Poi ci si aggiungono i corollari che vanno sempre bene. Ovunque.

Ma l’unico linguaggio politico che le leadership palestinesi sembrano conoscere è la repressione delle manifestazioni.

A questo si somma un pesante soffiare sul fuoco che mira a rendere più difficili le condizioni del governo, in particolare quello della Striscia, sperando nella caduta della leadership locale.

Così, alla più significativa impresa dell’ultimo anno, la “grande marcia”, che ha al suo interno una forte spinta al superamento delle divisioni interne in vista di una vittoria del popolo palestinese sull’occupante, si contrappongono spinte al divisionismo nella speranza che una delle due leadership venga sopraffatta dal malcontento popolare.

La scelta di Abu Mazen circa il nuovo primo ministro dell’Anp assolutamente avverso alla fazione che governa la Striscia va esattamente in questa direzione.

Da quest’altra parte sembra esserci analogo atteggiamento.

Al centro, schiacciato tra l’incudine e il martello e con il peso dell’occupazione che grava su ognuno, quale che sia la fazione o non fazione politica di appartenenza, c’è il popolo palestinese.

Viene in mente una favola di Esopo, quella dello scorpione che per salvarsi da un incendio deve attraversare il fiume. Ma lo scorpione non sa nuotare e allora si affida a una rana promettendole un aiuto a sua volta quando saranno arrivati sull’altra sponda.

Operazione di intelligente compromesso che andrebbe bene anche qui.

Ma la storia della rana e dello scorpione non è a lieto fine, perché quando sono in mezzo al guado lo scorpione non sa resistere e punge la rana.

Andranno a fondo entrambi e non sarà servito a niente fuggire dall’incendio.

Spero solo di sbagliare alla grande e seguito a guardare in alto affidandomi agli aquiloni.

 

AMARE RIFLESSIONI…….di Patrizia Cecconi

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