Amira Hass // Abbas non inganna nessuno con la rozza menzogna di una “vittoria” palestinese nel rinnovare i legami con Israele

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tratto da: https://frammentivocalimo.blogspot.com/2020/11/amira-hass-abbas-non-inganna-nessuno.html

Versione accessibile: https://archive.is/BU6Dk

Traduzione sintesi 

Era assolutamente previsto che il presidente palestinese avrebbe riavviato il coordinamento della sicurezza prima o poi, ma il suo partito di Fatah sta mentendo a se stesso e alla sua gente su come si è arrivati a ciò.

Martedì pomeriggio, poco tempo dopo il primo annuncio palestinese del rinnovo della cooperazione per la sicurezza con l’esercito israeliano e lo Shin Bet, un membro indisciplinato di Fatah ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Temo che annunceranno la ripresa del coordinamento, ciò sarà definita una vittoria sull’occupazione e trasformerà questo giorno in una festa nazionale”. Ha scritto cinicamente, ovviamente, ma ha dimostrato di conoscere molto bene la sua leadership.

Poche ore dopo è stato intervistato alla televisione locale Hussein al-Sheikh, ministro per gli affari civili dell’Autorità palestinese e alto dirigente di Fatah, che ha dato la buona notizia del rinnovo del coordinamento. Ha detto che questa è stata “una vittoria eccezionale per la fermezza (del popolo) e la grandezza del presidente del popolo, Mahmoud Abbas”.

Ha spiegato: “Questa è stata la prima volta, durante il periodo del governo Netanyahu che un funzionario israeliano – il coordinatore delle attività governative nei territori, il Magg. Gen. Kamil Abu Rukun, ha promesso che Israele si impegnerà negli accordi.”

Sui social media palestinesi si sono precipitati a prendere in giro la “vittoria”. “È possibile che io sia stato infettato (dal coronavirus) e non riesca ad assaporare questa vittoria? “ ha chiesto qualcuno e ha raccolto altre risposte argute. Una pagina Facebook chiamata “Not Our Reality” (Mush Waq’ana) ha pubblicato un breve video con una canzone, basata sulla melodia di un popolare cantante beduino del campo profughi di Nuseirat ( recentemente diventata un grande successo in Giordania durante la sua campagna elettorale). La clip è stata presentata come un “dono alla leadership dell’Autorità Palestinese nel giorno della sua grande vittoria nel ripristino del coordinamento della sicurezza”. La clip utilizza come metafora le foto reali del 28 agosto 2018 di un palestinese, costretto a cambiare una gomma a terra di un veicolo militare bloccato a ovest di Ramallah, poichè i soldati israeliani non erano in grado di farlo da soli. La clip, per analogia, rappresenta le forze di sicurezza palestinesi che servono l’occupante israeliano. La clip è stata fornita come regalo “nel giorno del ricordo dell’operazione di riparazione della gomma a terra“.

I cicli di rabbia contro Israele, le forze di sicurezza e la repressione – seguiti dal rinnovamento dei legami con Israele – sono un’altra tattica di sopravvivenza della leadership nazionale visionaria.  Come i discorsi ripetitivi sulle elezioni o sulla riconciliazione con Hamas, questi cicli creano un discorso artificiale e ingannevole su cambiamento, rinnovamento, progresso, fermezza, ecc. Il realtà offuscano il radicamento nella realtà delle enclavi palestinesi isolate, progettate da Israele nel corso degli anni e l’incapacità odierna dei palestinesi, con la loro attuale leadership e mancanza di strategia, di cambiare la realtà. Questi accessi di rabbia, con il prezzo pesante che il popolo palestinese è sempre tenuto a pagare, seguito dal “trucco” che porta sollievo ad alcuni palestinesi, si ripetono all’infinito. Si crea una falsa rappresentazione di attività da parte della leadership palestinese, quando si tratta solamente di un disperato slittamento delle ruote bloccate.

Anche durante il periodo dell’occupazione diretta, prima dell’istituzione dell’Autorità Palestinese, l’economia palestinese e il potere di guadagno dei residenti palestinesi dei territori erano subordinati ai dettami e alle politiche di Israele, ma oggi, affinché l’economia e il potere di guadagno continuino, anche se a livello minimo, l’Autorità Palestinese deve pagare Israele nella valuta dell’odiato coordinamento della sicurezza.

Il problema ora non è nel rinnovo del coordinamento della sicurezza o nel rinnovo del coordinamento civile che consentirà il pagamento puntuale e completo degli stipendi. Il problema è la rozza menzogna sulla “vittoria” che gli alti dirigenti di Fatah stanno cercando di vendere al proprio popolo . Questa menzogna è un insulto al buon senso e costituisce un’ un’espressione di disprezzo per il pubblico.

Il coordinatore delle attività governative nei territori, il maggiore generale Kamil Abu Rukun, ha scritto in risposta alla lettera del 7 ottobre di Hussein al-Sheikh.: “Per quanto riguarda la tua lettera del 7 ottobre 2020, Israele ha precedentemente affermato che gli accordi bilaterali israele-palestinesi continuano a formare il quadro giuridico che regola la condotta delle parti. Pertanto, in base a questi accordi, Israele continua a raccogliere tasse per l’Autorità Palestinese. Sfortunatamente è stata l’Autorità Palestinese a decidere di non ricevere questi fondi raccolti da Israele”.

Ma possono davvero Abbas e al-Sheikh, dopo 25 anni, benedire gli accordi che Abu Rukun considera il “quadro giuridico?” Martedì mattina, prima che venisse annunciato il rinnovo del coordinamento per la sicurezza, il personale dell’Amministrazione Civile (subordinata al COGAT) era molto attivo nella valle del Giordano settentrionale: ha demolito una baracca ad uso agricolo nel villaggio di Khirbet Atuf, ha proseguito per il villaggio di Furush Bayt Dajan dove ha demolito un bacino idrico agricolo, a Khirbet Umm al-Jamal ha smantellato una capanna di legno costruita da attivisti sociali, nel villaggio di Al-Farisiya, ha smantellato e confiscato una casa mobile dove viveva una famiglia di tre persone e ha demolito un bagno e una cisterna per l’acqua.

Queste demolizioni e confische nella Valle del Giordano sono diventate quotidiane e hanno lo scopo di impedire ai palestinesi di continuare a vivere lì. Il fine è di espandere gli insediamenti vicini.

Gli accordi, che al-Sheikh ha benedetto, sono come ‘argilla nelle mani di Israele. E Israele, come potenza militare ed economica, li usa come quadro giuridico per dettare i termini della resa ai palestinesi. Non è vergognoso essere un partito debole e ingannato, ma è una vergogna e un grave errore politico ingannare il popolo e se stessi.

 

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