AMIRA HASS // IL PROCURATORE MILITARE ISRAELIANO CHIEDE LA SECRETAZIONE DEL VERDETTO CHE IMPLICA L’USO DELLA TORTURA NEI CONFRONTI DI UN SOSPETTO PALESTINESE

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tratto da: Beniamino Benjio Rocchetto

lunedì 8 marzo 2021  16:13

Questo avviene dopo che il giudice si è rifiutato di cancellare dalla sentenza una sezione che menziona l’uso di “metodi speciali” durante l’interrogatorio del sospetto palestinese

Di Amira Hass – 8 marzo 2021

https://archive.is/N8fBu

Domenica un procuratore militare ha chiesto un ordine di secretazione su una sezione di una sentenza che menzionava l’uso della tortura durante l’interrogatorio dell’imputato, dopo che il giudice militare ha rifiutato la richiesta dell’accusa che questa sezione fosse rimossa dal testo.

Sulla base di un patteggiamento, Khaled Qu’ad è stato condannato domenica mattina a due anni di prigione per non aver impedito l’attacco in Cisgiordania in cui Rina Shnerb è stata assassinata nell’agosto 2019. È stato inoltre condannato per l’appartenenza al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Il giudice, il maggiore Merav Hershkowitz Yitzhaki, ha riassunto nella sua sentenza il contesto del caso e ha scritto che circa un mese prima dell’attacco Qu’ad era con uno dei colpevoli condannati, Qassam Barghouti, che ha detto che intendeva commettere un importante attacco. Qu’ad ha chiesto di scendere dall’auto in cui si trovavano, dicendo: “Non voglio essere coinvolto in questo”. Da allora i due non hanno più avuto contatti.

Ha anche osservato che entrambe le parti, accusa e difesa, le hanno chiesto di rispettare il patteggiamento raggiunto, aggiungendo: “Mi è stato detto che l’accordo derivava da significativi problemi probatori, poiché, tra le altre cose, sono stati utilizzati metodi speciali durante l’interrogatorio di diverse persone, compreso chi accusava l’imputato, sono state interrogate nell’ambito di una indagine di necessità”.

“Metodi speciali” di solito significa che durante l’interrogatorio è stata usata la tortura. “Indagine di necessità” significa che le solite restrizioni sulle tattiche di interrogatorio non si applicano perché l’investigatore afferma di aver bisogno urgentemente di informazioni, ad esempio per prevenire un attacco.

Il Procuratore, Capitano Moshe Meshorer, ha immediatamente presentato una richiesta di modifica della sentenza cancellando questo paragrafo. L’avvocato difensore Mahmoud Hassan si è opposto e il giudice ha respinto la richiesta.

Hershkowitz Yitzhaki ha scritto nella sentenza che l’accusa non ha mai affermato che le tattiche degli interrogatori fossero classificate. Inoltre, ha detto, la sentenza presenta le posizioni di entrambe le parti e “le parti non erano in disaccordo sulle ragioni” del patteggiamento.

Tuttavia, ha aggiunto, avrebbe dovuto chiarire che la dichiarazione “sull’interrogatorio di necessità” proveniva solo dall’avvocato difensore.

Subito dopo che il giudice ha emesso questa sentenza, Meshorer ha presentato una richiesta per un ordine di non divulgazione su questa sezione della sentenza.

Amira Hass è corrispondente di Haaretz per i territori occupati. Nata a Gerusalemme nel 1956, Amira Hass è entrata a far parte di Haaretz nel 1989, e ricopre la sua posizione attuale dal 1993. In qualità di corrispondente per i territori, ha vissuto tre anni a Gaza, esperienza che ha ispirato il suo acclamato libro “Bere il mare di Gaza”. Dal 1997 vive nella città di Ramallah in Cisgiordania. Amira Hass è anche autrice di altri due libri, entrambi i quali sono raccolte dei suoi articoli.
Traduzione: Beniamino Rocchetto
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