Amira Hass : l’antisemitismo che va dichiarato

MERCOLEDÌ 18 LUGLIO 2012

Ecco una statistica che non vedrete nelle ricerche sull’antisemitismo, non importa quanto sia meticoloso lo studio.

Nei primi sei mesi dell’anno, 154 assalti antisemiti sono stati registrati, 45 dei quali circa in un solo villaggio.

Alcuni temono che il livello record dell’anno scorso di 411 attacchi – molto più dei 312 attacchi del  2010 e dei 168 del 2009 – potrebbe essere superato quest’anno.

Cinquantotto incidenti sono stati registrati nel solo mese di giugno: lanci di sassi contro contadini e pastori, finestre rotte , incendi dolosi, tubi e impianti dell’acqua danneggiati , alberi da frutto sradicati e un luogo di culto vandalizzato .

Gli assalitori sono a volte mascherati , a volte no, a volte attaccano di nascosto, a volte alla luce del giorno.

Ci sono stati due attacchi violenti , in luoghi diversi , il 13 luglio,il 14 e il 15.

Le parole “morte” e “vendetta” sono state scarabocchiate in diversi zone , un messaggio più originale promette che ci “sarà ancora macello.”

 Non è un caso che i ricercatori diligenti dell’antisemitismo abbiano lasciato fuori questi dati.

Non  lo considerano  rilevante  dal momento che i Semiti attaccati vivono in villaggi con nomi come :Jalud, Mughayer e At-Tuwani, Yanun e Beitilu.

La dose giornaliera di terrore (altrimenti noto come il terrorismo) inflitto a questi semiti non viene compilato in un rapporto statistico, né è notata dalla maggior parte della popolazione ebraica in Israele e in tutto il mondo ,sebbene tali episodi assomigliano a storie raccontate dai nostri nonni.

I nostri nonni temevano la Domenica: il sabato cristiano, i Semiti, che non sono oggetto di interesse per i ricercatori sul monitoraggio dell’ anti-semitismo, temono il sabato . il sabato ebraico.

I nostri nonni sapevano che le autorità non sarebbero intervenute per aiutare una famiglia ebrea sotto attacco. Noi  sappiamo che le Forze di Difesa israeliane, la polizia israeliana, l’Amministrazione Civile, la Polizia di frontiera e i Tribunali chiudono i loro occhi, le indagini sono soft , le prove sono ignorate , si sottovaluta la gravità degli atti, si proteggono gli aggressori, si alimentano i progromtchiks.

Dietro a questi attacchi ci sono gli ebrei israeliani che violano il diritto internazionale, vivendo in Cisgiordania.

Questa violenza sistemica è parte dell’ordine esistente. Essa integra e facilita la violenza del regime  : i comandanti di brigata, i comandanti di battaglione, i generali e gli ufficiali dell’Amministrazione Civile stanno facendo  ciò mentre “portano il peso” del servizio militare.

Si impadroniscono di quanta più terra possibile, utilizzando i pretesti e i trucchi kosher sanciti dalla High Court of Justice, confinano gli indigeni in riserve densamente popolate.

Questa è l’essenza del grande successo conosciuto come Area C: un deliberato assottigliamento della popolazione palestinese in circa il 62 per cento della Cisgiordania, come preparazione dell’annessione formale.

 Giorno dopo giorno decine di migliaia di persone vivono all’ombra del terrore.

Ci sarà un attacco oggi contro le case ai margini del villaggio?

Saremo in grado di arrivare sani al frutteto, al campo di grano?

I nostri figli a scuola arriveranno incolumi a scuola e a casa,?

Quanti alberi di ulivo saranno danneggiati durante la notte?

In casi eccezionali, quando si è fortunati ,una telecamera dei volontari di B’Tselem documenta l’accaduto e perfora la corazza di ignoranza volontaria indossata  dai cittadini dell”unica democrazia in Medio Oriente.

Quando non c’è fotocamera  la questione è di importanza trascurabile  perché ,dopo tutto, non si può credere ai palestinesi.

Ma questa routine di escalation di violenza è molto reale, anche se è sottostimata.

Per l’organizzazione Al-Haq sui diritti umani l’escalation ricorda quello che è successo nel 1993-1994, quando la crescente violenza ,unita al fallimento delle autorità ad agire, portò a uccisioni di massa.

Il dottor Baruch Goldstein di Kiryat Arba ammazzò 29 fedeli musulmani alla moschea di Ibrahim.

Il massacro determinò le basi per la coerente  politica israeliana di svuotare la città vecchia di Hebron dai suoi abitanti palestinesi con l’appoggio di pogromtchiks israeliani ebrei.

Is there someone among the country’s decision-makers and decision-implementers who is hoping for a second round?

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