Analisi: cooperazione, non normalizzazione

Friday, 27 January 2012 07:18 Michael Warschawski per l’Alternative Information Center (AIC)

 Un attivista israeliano viene arrestato presso un check-point della Cisgiordania durante una protesta contro le restrizioni alla libertà di movimento imposte da Israele ai palestinesi (foto: flickr / ISM Palestina)

 Terza ed ultima parte dell’analisi fatta dall’Alternative Information Center sulla normalizzazione tra israeliani e palestinesi. In questo articolo vengono descritte le differenze cruciali tra la normalizzazione e la cooperazione.

Il rifiuto della normalizzazione con Israele non esclude la cooperazione politica, al contrario. Il movimento nazionale palestinese e la maggior parte delle organizzazioni popolari palestinesi hanno affermato in modo chiaro, in molte occasioni, che stanno cercando tale cooperazione, ma con condizioni diverse.

a) Nessuna asimmetria
Il rapporto dovrebbe essere basato sul ruolo guida dei partner palestinesi, e non su una falsa simmetria tra palestinesi ed israeliani. Il quadro di azione politica è una lotta nazionale palestinese contro il colonialismo israeliano, non una “lotta comune per la pace”. Alle forze israeliane anti-colonialiste viene chiesto di appoggiare questa lotta, con i loro mezzi e il loro approccio, e di non cercare di imporre un programma “di centro” che possa far comodo anche alla parte colonialista dell’opinione pubblica israeliana, tra cui una buona fetta del “movimento per la pace”;

b) Appoggiare  i temi fondamentali del programma nazionale palestinese
Sostenere i mezzi del programma di liberazione palestinese nelle sue tre dimensioni principali: – La fine dell’occupazione coloniale – L’ottenimento dei pieni diritti individuali e collettivi nazionali per la minoranza palestinese in Israele; – Il diritto al ritorno dei rifugiati.
Queste tre serie di richieste sono strettamente interconnesse e dovrebbero essere sostenute nel loro complesso. Questo interessa in particolare il concetto di diritto al ritorno, che è stato un problema ricorrente per la sinistra sionista;

c) La cooperazione nell’azione
La prova di tale cooperazione è nell’azione, non in sessioni di dialogo comune e in riunioni a porte chiuse: azione intesa come azione congiunta contro l’occupazione coloniale e l’oppressione nazionale, nei territori palestinesi occupati e in Israele.

d) BDS
Il movimento nazionale palestinese ha fissato come priorità strategica la campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). In molti sensi, questa è la prova della vera cooperazione israelo-palestinese. Ogni gruppo israeliano, ogni movimento ed ogni individuo che afferma di appoggiare una strategia congiunta per la lotta israelo-palestinese, dovrebbe partecipare all’invito palestinese ad aderire alla campagna internazionale BDS, e solo così facendo, può contribuire ad una solida alleanza che renderà possibile un futuro comune basato sui diritti, sulla giustizia e sulla vera uguaglianza tra i popoli di questa Terra.

Tradotto in italiano dall’Alternative Information Center

 

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/blogs/michael-warschawski/3360-analisi-cooperazione-non-normalizzazione

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