Anche a questa guerra ci siamo già abituati

Lunedì 01 Luglio 2013 12:44

Palestina/Israele

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“…Anche a questa guerra ci siamo già abituati…” (Tiziano Terzani)

Urla Suleiman. 
Urla preghiere, urla giustizia, urla verità… con i piedi attaccati alla sua terra si lancia in un one-man-show che cattura tutta l’attenzione a lui dovuta.
L’attenzione di chi magari non cercava troppe rogne da risolvere, ma un comportamento tale non lo può tollerare. L’attenzione di chi sbigottito si chiede che altro dovrebbero fare, se non aggrapparsi all’ultimo brandello di terra rimastogli. 
L’attenzione di chi è da una parte invece che dall’altra, ma che dentro si chiede perché urlare tanto da gettarsi in un arresto certo?
Quelle urla muovono, scuotono. 
Ci scuotono tanto da non abituarci! 
Non abituarci al meticoloso esercizio dell’ingiustizia che giorno dopo giorno tenta di trasformarsi in banalità. 
Mai sarà giusto che dei bambini debbano aspettare una scorta militare per andare a scuola. 
Mai sarà giusto avere distese immense sotto gli occhi ma dover giocare a pallone tra i sassi, perché quelle sono occupate da esercitazioni militari. 
Mai sarà giusto dover avere paura dei coloni quando si portano le pecore al pascolo o si cammina sulla via di casa.
Penso ai palestinesi con cui viviamo, quelli di queste colline che da tre generazioni vedono i propri diritti negati da strategie messe in atto da qualcuno troppo lontano per sapere con chi prendersela. 
Penso a come abbiano cessato di essere vittime di questo conflitto da quando
i loro occhi hanno continuato a riempirsi di lotte per la vita, ma si sono svuotati di nemici. 
Penso a una madre che insegna al figlio a non odiare chi lo ha arrestato senza motivo. 
Penso alle famiglie così numerose da imporre la vita anche in un area dove “non dovrebbero esistere” perché la loro terra serve all’esercito. 
Penso al coraggio e alla fantasia necessari per rialimentare queste scelte.
Loro a questa guerra non si sono abituati.
E più la mia pelle si colora di sole e di polvere, più aumenta il mio vocabolario in questa lingua difficile, più mi accorgo che il nostro valore qui non è che quello che scelgono di darci questi uomini, donne e ragazzini… rendendoci partecipi al loro fianco della quotidiana resistenza alla banalità dell’ingiustizia.

Sara

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