Ancora arresti di bambini e il mondo resta a guardare…

Solo poche settimane fa abbiamo visto e rivisto quelle Ancora arresti di bambini e il mondo resta a guardare…
immagini dell’arresto di alcuni bambini ad Hebron, in quella Suhada Street che da tempo abbiamo scelto come meta del nostro fermarci solidale a dormire presso le famiglie della città-fantasma. Era il 2 maggio e l’unica colpa di Bilal e Ahmed era quella di voler andare a scuola. Ma per i coloni erano solo un facile bersaglio per un lancio di pietre che i soldati non avevano la minima intenzione di fermare. Tra le grida e le lacrime, i soldati israeliani hanno pensato di risolvere la questione arrestando i due piccoli dodicenni, salvo dover constatare che la mamma di Bilal era riuscita a liberare il figlioletto dal cellulare della milizia.

Ma non era certo un episodio isolato, infatti in questi giorni le famiglie di Osama e Yasser, due ragazzini del villaggio di Burqin, a Jenin, stanno impazzendo perché non hanno notizie dopo che i loro figli sono stati arrestati ad un posto di blocco a Jenin.

Sembra che i due ragazzini delle medie siano rinchiusi nel carcere di Megiddo e nonostante si siano mobilitati l’Unicef, il Comitato internazionale della Croce Rossa e Medici Senza Frontiere, il papà di Osama non riesce più ad entrare in casa, sperando che da un momento all’altro il piccolo possa ritornare ad abbracciare i suoi cari.

BoccheScucite

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