ANP, l’Autorità Nazionale Palestinese ormai regime violento con Abu Mazen marionetta. Il Mossad e la Cia

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/06/26/autorita-nazionale-palestinese-ormai-regime-violento-con-abu-mazen-marionetta-il-mossad-e-la-cia/

rem rem 26 Giugno 2021

Cisgiordania. I funerali di Nizar Banat ammazzato di botte da agenti dell’Anp. Cresce la contestazione contro il presidente Abu Mazen accusato di aver creato un regime autoritario che nega il diritto alla critica e all’opposizione.
Abu Mazen, 85enne e ammalato, e l’Anp e Fatah controllata dai gerarchi. Come il capo dell’intelligence Majdi Faraj, in stretti rapporti con la Cia e i servizi israeliani

Assassinio di Quasi Stato

Dura, cittadina alle porte di Hebron dove ieri migliaia di palestinesi hanno partecipato ai funerali di Nizar Banat, l’oppositore del presidente Mahmoud Abbas detto Abu Mazen, morto poco dopo essere stato arrestato nella sua abitazione. La moglie ha raccontato che 25 agenti delle forze speciali dell’Anp hanno fatto saltare la porta di casa, quindi hanno afferrato Banat, lo hanno bastonato con violenza, denudato e trascinato via. Banat è morto poco dopo all’ospedale Alia di Hebron. «Le sue condizioni di salute sono improvvisamente deteriorate», ha spiegato un funzionario della sicurezza, facendo pensare a un infarto o qualcosa di simile», denuncia Michele Giorgio, Nena News, italiano di Gerusalemme, «mentre è stato ammazzato di botte come è ben chiaro e noto a tutti».

Il silenzio omertoso

Scontri seguiti all’uccisione di Banat a Ramallah tra manifestanti e polizia, con feriti e arresti. Con la folla che scandiva: «Il popolo vuole la caduta del regime», e «Abbas, Abbas vattene». Tutto occultato dall’ agenzia stampa dell’Anp Wafa, al servizio.

Un’Autorità screditate e venduta

«Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta alla quale non crede nessuno». Ma intanto si è saputo qualcosa in più sui motivi dell’irruzione massacro degli agenti dell’Anp nell’abitazione di Banat. «Il “pericoloso oppositore”, avrebbe rivolto frasi ingiuriose al premier Shttayeh», ha spiegato un funzionario dell’Anp. Basta quello per essere ammazzati? Banat, che si era candidato alle elezioni annullate da Abu Mazen nelle scorse settimane, aveva presentato un appello all’Unione europea per il blocco dei finanziamenti all’Anp, «sino a quando non si svolgeranno le consultazioni legislative e presidenziali in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est». Toccata nelle tasche, esplode la bestialità della leadership che decide il pestaggio a morte. L’autopsia sul corpo di Banat ha contato fratture multiple.

‘Abbas, Abbas vattene’

La contestazione di Abu Mazen, della sua autorità e del ruolo del suo entourage non ha mai raggiunto un livello così alto tra i palestinesi, segnala Michele Giorgio.

«La misura è colma – dice al manifesto l’analista Hamada Jaber – l’accaduto e gli arresti sempre più frequenti di oppositori, dissidenti, giornalisti e di coloro che criticano l’Anp, danno la misura del regime a cui hanno dato vita il presidente Abbas e chi gli sta intorno».

Tuttavia, aggiunge, «la stabilità dell’Anp non è a rischio perché non c’è una forza di opposizione ampia ed organizzata che può guidare una campagna per ottenere le dimissioni di Abbas. (Il movimento islamico) Hamas è forte ma in Cisgiordania è schiacciato tra le forze di sicurezza dell’Anp e di Israele». Jaber spiega che anche dentro Fatah, il partito guidato da Abu Mazen e spina dorsale dell’Anp, «ci sono quadri che criticato la leadership ma sono esclusi dagli organismi direttivi (di Fatah) da tempo sotto il controllo del presidente e dei suoi uomini».

I burattinai

Abu Mazen, 85enne e ammalato, «controllato da esponenti senza scrupoli dell’Anp e Fatah», è l’accusa diffusa. Con nomi dei sospetti e loro mandanti. Come il capo dell’intelligence Majdi Faraj, «con stretti rapporti con la Cia e i servizi israeliani»; il ministro per i rapporti con Israele Hussein Sheikh, l’uomo forte di Fatah ed ex capo della sicurezza preventiva Jibril Rajoub; e anche il premier Shttayeh.

Ieri nei social girava una intervista del 2011 in cui Abu Mazen assicurava che non sarebbe rimasto al potere di fronte a una contestazione pubblica, anche di poche decine di palestinesi. Nel frattempo, ha cambiato idea.

Majid Faraj, capo del mukhabarat successore?

Majid Faraj, capo del mukhabarat, il servizio di intelligence dell’Anp che coopera con la sicurezza israeliana (Shin Bet) in Cisgiordania, vanta anche una provata collaborazione con la Cia nello scacchiere mediorientale ed è stato ricevuto e nel quartiere generale di Langley con tutti gli onori per aver contribuito alla cattura del leader jihadista, super ricercato Usa, Abu Anas al-Libi. Da allora la Cia e l’Amministrazione Usa guardano a Majid Faraj come il futuro capo dell’Anp. Faraj fa parte di Fatah sin dall’adolescenza. Attivista di Shabiba, il movimento giovanile del partito, ha trascorso diversi anni nelle prigioni israeliane per la sua partecipazione alla prima Intifada ed era noto come un accanito “resistente” all’occupazione militare israeliana. La svolta è con la nascita dell’Anp nel 1994, quando Faraj decise che il suo posto era nel neonato servizio segreto palestinese. Per anni ha eseguito fedelmente, facendo un rapida carriera, gli ordini del suo potente comandante in Cisgiordania, Jibril Rajoub, travolto della seconda Intifada e costretto a lasciare l’incarico Nel 2009 Faraj è stato nominato capo dell’intelligence.

 

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