Antico e moderno Israele

02/08/2011

La relazione fra l’antico e il moderno Israele è uno dei nodi cruciali della recente storia della Palestina. Ben Gurion (vedi libri di Pappè) scriveva apertamente che gli abitanti dell’allora territorio sotto mandato Inglese erano discendenti degli abitanti della Palestina di 2000 anni prima. Abbiamo già riportato del libro di Shlomo Sand dal titolo “L’invenzione del popolo ebraico” (Rizzoli). Sand sostiene e porta prove proprio a questa tesi. E va persino oltre sostenendo che i moderni ebrei sono in buona parte non discendenti degli antichi ebrei, visto che come i primi cristiani anche gli antichi ebrei facevano proseliti. Stiamo del resto ancora attendendo gli esiti di una campagna lanciata anni fa per effettuare le prove del DNA sulla popolazione ebrea.

Discutendo proprio sul libro di Sand, Paolo Mieli, noto giornalista italiano ed ebreo, dice oggi a Radio Radicale (http://www.radioradicale.it/scheda/319749?format=32) che il regno di Davide e quello di Salomone non sono mai esistiti e se anche lo fossero non certo come è descritto nella Bibbia datoché la moderna archeologia non ha trovato nulla di quel periodo. Difatti Gerusalemme diventò una città importante solo nel VII secolo a.c. sotto il re Giosia. Al proposito suggeriamo la lettura di un libro di Finkestein dal titolo “Le tracce di Mosè” (Carocci). Finkelstein è direttore degli scavi a Meghiddo, importante città di tutto il periodo coperto dall’Antico Testamento.

Potrete scoprire quello che l’archeologia ha trovato fino adesso. Oltre agli scavi nelle città importanti che hanno riportato alla luce i vari strati della presenza umana, il libro ci presenta le meraviglie di quella archeologia che direi “nascosta”. Quella archeologia che ha setacciato gli altipiani di Giuda e le valli che la circondano alla ricerca di piccoli insediamenti, del loro sviluppo e del la loro collocazione temporale. Quella archeologia che lontano dai riflettori cerca le ossa degli animali, le piccole abitazioni  e i resti di manufatti e di contenitori per cibo e acqua. Da queste tracce anonime infine si può risalire al tipo di presenza umana ed al livello di civilizzazione raggiunto. La lettura è agile e avvincente, le scoperte a volte inaspettate. Non ve ne pentirete.

Infine l’attualizzazione, le domande a cui siamo chiamati a rispondere oggi: a quale scopo si sono accostati l’antico e il moderno Israele? Perché insistere sul grande Territorio di Israele che Dio avrebbe promesso al suo popolo eletto se mai è esistito? Qual’è il popolo eletto oggi? Lo stato di Israele può dirsi degno rappresentante di tutto l’ebraismo? E l’ebraismo si esaurisce nello stato di Israele?

Buone vacanze a tutti

(fd)

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