Apartheid: un soldato israeliano spara ad un altro, puniti i palestinesi

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6 luglio 2017 |  International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron,  Palestina occupata

Martedì 4 luglio 2017, le forze israeliane stavano conducendo una “esercitazione militare” in un quartiere civile palestinese vicino al Gilbert checkpoint  a Tel Rumeida nella occupata al-Khalil (Hebron). Il risultato di questa “esercitazione militare” è stato un colpo fatale sparato da un soldato israeliano a un altro.

Il comandante ferito è stato immediatamente evacuato in ospedale da un’ambulanza israeliana, e successivamente è stato confermato morto. Le forze israeliane hanno immediatamente chiuso l’intera zona ai palestinesi chiudendo tutti i check point, colpendo collettivamente la popolazione civile palestinese. L’esercito, dopo l’incidente, ha annunciato che questi “training militari” saranno sospesi in al-Khalil.

L’intero incidente, però, deve essere contestualizzato: un esercito occupante ha condotto una “esrcitazione militare” in prossimità di un check point installato per il controllo e l’umiliazione della popolazione occupata, in un quartiere residenziale civile. Assistenza medica immediata al soldato dell’occupazione ferito, con un’ambulanza che, senza problemi, ha avuto concesso l’accesso immediato ai feriti.

I training militari, ai sensi del diritto umanitario internazionale, sono vietati nelle aree civili. L’esercito di occupazione israeliana di al-Khalil, e in tutti i territori occupati, tuttavia, svolge esrcitazioi in aree civili. Ciò serve per due funzioni: uno, è più “reale”, una esrcitazione nella zona in cui vive la “popolazione nemica” percepita e, in secondo luogo, l’intimidazione della popolazione. Le forze israeliane di al-Khalil sono talvolta viste “esercitare” la “neutralizzazione”, come è chiamata nella retorica israeliana, dei palestinesi nei punti di controllo. In quei casi, un palestinese che presumibilmente porta un coltello è visto come una minaccia per la vita delle forze armate dell’occupazione – e quindi deve essere colpito e, come documentato in tanti casi, è lasciato a sanguinare a morte, senza alcuna assistenza medica. L’idea è sempre di sparare per uccidere.

Mentre un soldato o un colonizzatore israeliano proveniente dagli insediamenti illegali riceverà immediatamente assistenza medica, poiché l’ambulanza israeliana è libera di passare, le ambulanze palestinesi e in realtà tutti i veicoli palestinesi (spesso inclusi asini e biciclette) non possono percorrere una delle strade di Al-Khalil – che collega convenientemente gli insediamenti in al-Khalil con l’insediamento Kiryat Arba alla periferia della città. Le ambulanze palestinesi, in quanto non sono ammesse in questa strada, invece, sono spesso fermate dalle forze israeliane ai punti di blocco, goli viene negato di passare e quindi è negato l’accesso a dare il primo aiuto.

Subito dopo l’incidente, le forze israeliane chiudevano tutti i punti di controllo della zona, mettendo in pratica l’area sotto coprifuoco – per i residenti palestinesi. A ogni civile palestinese all’interno della zona, quindi, è stato impedito di andrsene, e chiunque da fuori cercava di raggiungere la propria casa, gli è stato impedito di tornare a casa. Questa è chiaramente la punizione collettiva dei civili palestinesi che non sono affatto coinvolti nell’incidente – tranne che per il fatto di essere in una zona che le forze israeliane stanno cercando di liberare da qualsiasi presenza palestinese. Mentre il movimento dei palestinese era completamente bloccato e i palestinesi tentavano di filmare l’incidente, venivano  fermati e molestati dai soldati. I coloni, però, dagli insediamenti illegali, sono stati autorizzati a muoversi liberamente. In un incidente separato, un colonizzatore picchiava un giovane palestinese, rendendolo irriconoscibile da quanto era coperto di sangue. Il colonizzatore, però, può essere sicuro che avrà la piena impunità sotto la protezione delle forze israeliane.

Questi tipi di addestramenti militari in seguito sono stati dichiarati “sospesi” nella città di al-Khalil. Tuttavia, solo perché un soldato è stato ucciso, non per la loro natura illegale nelle aree civili o una possibile minaccia per la popolazione occupata.

Questo incidente illustra il sistema di apartheid installato dalle forze di occupazione israeliane in al-Khalil e in tutti i territori palestinesi occupati. Una strategia di apartheid che mira a spostare la popolazione palestinese dalla loro patria a favore di insediamenti illegali.

 

 

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