Appello alla mobilitazione: Palestina stato membro n. 194

A nome del popolo palestinese la cui nobile lotta per la libertà ha ispirato per decenni i popoli di tutto il mondo…A nome della Palestina, patria del messaggero di pace, noi vi mandiamo un messaggio di pace e libertà…
La Palestina ha sofferto per più di sei decenni gli orrori della guerra e la pena dell’oppressione, del degrado e della violenza. Il popolo palestinese ha sopportato la brutalità dell’occupazione militare più lunga della storia contemporanea. Adesso è arrivata l’ora di porre fine a questa situazione indegna e inaccettabile. E’ tempo di riconoscere una Palestina libera, indipendente e democratica entro i confini del 1967 in accordo con le risoluzioni ONU e con la legge internazionale. I nostri amici del Movimento di Liberazione Nazionale della Palestina, Fatah, ha guidato la giusta lotta per la libertà e l’indipendenza del nostro popolo durante gli ultimi quarantasei anni. Attraverso la nostra lotta abbiamo rivoltato ogni pietra per amore della giustizia e della pace. Fatah ha promosso iniziative e pensato a soluzioni pacifiche per decenni. Venti anni fa Fatah ha avuto il coraggio e l’impegno di guidare il popolo palestinese verso negoziati con Israele nella speranza di porre fine all’occupazione e di materializzare la visione di due stati come l’unica formula per portare la pace in Medio Oriente. Ma due decenni dopo questo passo audace e questo compromesso storico, l’occupazione israeliana è ancora più radicata nella nostra terra. Attraverso azioni unilaterali ed illegali, Israele sta rubando la terra, confiscando le nostre risorse e negando i nostri diritti inalienabili all’autodeterminazione. Il diritto dei popoli all’autodeterminazione è alla base dei diritti umani universali. I palestinesi chiedono semplicemente al mondo di riaffermare l’impegno preso, il rispetto e l’approvazione di questi diritti. I diritti umani non sono selettivi.
Non ci sono eccezioni alla regola e il tentativo di fare della Palestina un’eccezione è inaccettabile ed obiettabile.
Il diritto dei popoli all’autodeterminazione e indipendenza, incluso quello dei palestinesi, non può essere oggetto di negoziati. E il riconoscimento, come quello di dichiarare l’indipendenza, è una scelta sovrana degli stati. E riguardo a questo, noi crediamo che le democrazie non devono lasciarsi condizionare dalle pressioni esercitate per porre il veto al loro diritto sovrano di riconoscere la Palestina e di stare dalla parte giusta della storia.
Amici, oggi Fatah si appella a voi per stare a fianco del popolo palestinese, come avete fatto in passato e insistere sul fatto che il suo naturale e storico diritto all’indipendenza, è riconosciuto e approvato dal mondo. Il prossimo settembre, chiederemo al mondo, rappresentato dalle Nazioni Unite, di anteporre la propria responsabilità verso il popolo palestinese e mettere in chiaro da che parte sta. Noi chiediamo il vostro aiuto nella nostra nobile ricerca e crediamo che il vostro sostegno nel rivendicare la forza del diritto sopra la brutalità dell’oppressione, porterà avanti nel mondo la causa per la libertà e la pace.
Questo è il motivo per cui vi chiediamo, amici nostri, di portare la nostra voce ai vostri popoli, e fare in modo che il nostro sincero appello per la libertà e per i diritti umani si riversi nel mondo, attraverso il vostro supporto e la vostra mobilitazione.
Dal momento che questi sono i passi verso il riconoscimento internazionale e la ricerca della consacrazione dei nostri diritti nazionali di affermazione, noi confidiamo che il vostro supporto attivo, che ha sempre confermato l’universalità della solidarietà con la giustizia, accenderà una luce sul sentiero battuto da quelli che vogliono stare dalla parte giusta della storia.
Alcuni hanno messo in questione la nostra decisione di andare davanti alle Nazioni Unite. Ma quale organizzazione è più indicata per tale proposito? Le Nazioni Unite sono state la risposta agli orrori della Seconda Guerra Mondiale; un organismo creato per risolvere disaccordi e conflitti in maniera pacifica e civile. Davanti all’ ONU i popoli del mondo hanno dichiarato il loro impegno per i diritti ed i principi che tutti i popoli hanno accettato. In effetti la Carta dell’ONU è l’espressione dei nostri migliori valori e dei nostri più nobili principi. Per questo motivo la Palestina andrà davanti all’ONU nella prossima sessione. Affermare che andare all’ONU è una dichiarazione di guerra o una delegittimazione di Israele, come alcuni in Israele hanno sostenuto, è semplicemente ridicolo. E l’accusa che questo è un passo unilaterale è un tentativo disperato di distorcere i fatti. L’ONU è l’anello che unisce le nazioni, la loro voce collettiva è l’espressione ultima di un’azione multilaterale.
La Palestina è pronta è in grado di aderire alla comunità internazionale come difensore dei valori universali dei diritti umani. Noi abbiamo dimostrato il nostro impegno politico e morale riguardo a questi valori e negli ultimi due anni il mondo è stato testimone dei nostri sforzi per formare uno stato. Recentemente organizzazioni internazionali hanno riconosciuto la nostra idoneità istituzionale per la formazione di uno stato e hanno affermato che l’unico ostacolo è l’occupazione israeliana. Il mondo concorda altresì che l’unica soluzione del conflitto nella regione è la creazione di due stati. Riconoscendo la Palestina, la comunità internazionale proteggerebbe questa soluzione dai continui insediamenti illegali da parte di Israele, che hanno rubato la terra e le risorse palestinesi e minato le prospettive di pace. Chiediamo adesso al mondo di riaffermare il riconoscimento e di consacrare la soluzione di due stati.
Amici, quest’anno il mondo è stato testimone della volontà dei popoli arabi liberi di vivere in dignità e libertà come cittadini. I venti della primavera araba stanno soffiando e l’aria di libertà passerà anche per la Palestina. E non v’è dubbio che i popoli arabi che si sono liberati dall’oppressione e dalla tirannia, stanno considerando la causa palestinese come la loro. I giovani che hanno rovesciato i despoti non perdoneranno né capiranno coloro che adottano l’ipocrisia nella politica, opponendosi alla libertà della Palestina, affermando di avere sostenuto la loro.
Siamo tutti d’accordo nel sostenere che non ci sono aree grigie per quanto concerne i diritti umani, la giustizia e la legge internazionale. C’è una parte giusta e una parte sbagliata nella storia. Invitiamo tutti i popoli amanti della pace a stare dalla parte giusta della storia, di sostenere i principi di dignità e libertà, di supportare la giusta causa dei palestinesi. Contiamo sul vostro aiuto per accogliere la Palestina come 194. membro delle Nazioni Unite in settembre. Votate sì per uno Stato palestinese. Votate sì per la pace.

Fatah, Commissione relazioni internazionali

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