Appello di Società Civile per la Palestina per la famiglia Sabbagh di Sheikh Jarrah

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Appello di Società Civile per la Palestina

Ministro Enzo Moavero Milanesi

Vice Ministro Emanuela C. Del Re

Sottosegretario Manlio Di Stefano

Scriviamo in merito alla difficile situazione che i Palestinesi di Gerusalemme Est vivono, sollecitando il nostro Governo e la Comunità internazionale ad avviare iniziative diplomatiche volte a scongiurare una nuova ondata di espulsioni dai quartieri arabi della città. Si richiede in particolare di intervenire in favore della famiglia Sabbagh, che rischia di essere allontanata con la forza nelle prossime settimane dalla propria casa.

I 45 membri della famiglia Sabbagh vivono nel quartiere di Sheikh Jarrah sin dagli anni 50; quando lo Stato di Israele venne proclamato, la famiglia fu infatti costretta a lasciare la propria casa di Jaffa, acquisendo lo status di profugo. Le autorità giordane, che all’epoca controllavano Gerusalemme Est, diedero loro una proprietà nel quartiere di Sheikh Jarrah.

Nel 1967 Israele occupò illegalmente Gerusalemme Est, iniziando ad intervenire per ridimensionarvi la presenza palestinese a vantaggio della popolazione ebraica. Gerusalemme Est è internazionalmente riconosciuta come territorio palestinese e dal punto di vista del Diritto internazionale tutti gli insediamenti israeliani risultano illegali.

Dal 2003, un gruppo di coloni rivendica la proprietà della terra della famiglia Sabbagh e cerca di sfrattarli. La famiglia dal 2008 ha dovuto sostenere una onerosa battaglia legale, ma una recente e definitiva sentenza della Corte suprema, nonostante l’evidenza di fatti e documenti, si è pronunciata a suo sfavore. A breve la famiglia potrebbe essere costretta a lasciare la casa che occupa da oltre 60 anni.

Il caso della famiglia Sabbagh non è unico. Le loro traversie sono parte di un processo che dal 1948 mira all’espulsione dei Palestinesi dalle loro terre, riducendone progressivamente lo spazio vitale. La campagna a favore del villaggio Khan al-Ahmar testimonia tuttavia che la pressione internazionale, unita all’azione dei media, può ottenere risultati insperati.

Facciamo appello affinché il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale intervenga nei confronti delle Autorità israeliane in merito al caso della famiglia Sabbagh, e più in generale, alla minaccia di espulsione che grava su centinaia di famiglie Palestinesi a Gerusalemme Est. Esortiamo il Governo Italiano ad agire, aderendo alla Campagna di Amnesty International e seguendo l’esempio dell’Irlanda, intervenendo in modo restrittivo sull’importazione di beni prodotti negli insediamenti illegali nei Territori occupati.

Con i più distinti saluti, 10 febbraio 2019

SOCIETA’ CIVILE PER LA PALESTINA
Pax Christi, Saalam Ragazzi dell’Ulivo Milano, La tenda di Amal, Assopace Palestina, COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Vento di Terra Ong, Associazione amicizia Italo palestinese, BDS Italia, Rete Ebrei Contro l’Occupazione, Comunità Piagge, L’Ulivo e il Libro, Associazione Oltre il mare, Istituto di Ricerca per la Pace (Italy) – Rete Corpi Civili di Pace – IPRI rete CCP, Donne in Nero di Torino, Salaam Ragazzi dell’Ulivo Padova, Invicta Palestina, Comunità Palestinese Toscana, Comunità Palestinese di Lombardia, VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Centro Sereno Regis.

www.facebook.com/societacivileperlapalestina

 

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