Aprire Shuhada Street

Saturday, 18 February 2012 07:53 Hebron Defence Committee

 

Il 24 febbraio si celebra la Giornata Internazionale di Lotta per la Riapertura di Shuhada Street e la Libertà di Movimento per i Palestinesi di Hebron. Shuhada Street è la più importante via di comunicazione all’interno della città vecchia di Hebron ed è stata chiusa dall’esercito israeliano nel 2000.

Fino alla sua chiusura, Shuhada Street era considerata la più importante via della città. Era la strada principale perché collega i quartieri centrali di Hebron con quelli a Nord e a Sud. Per molti anni, la strada è stata il luogo dei più importanti e vitali servizi della città, come la stazione dei bus, la stazione dei taxi, il mercato della frutta e la verdura, un antico bagno turco, una pompa di benzina, due mulini per il grano decine di negozi, le più vecchie scuole della città, ancora attive oggi.

Quando Israele ha occupato Hebron nel 1967, la destra israeliana ha descritto l’occupazione come “un ritorno nella città degli antenati”. All’inizio del 1970, come parte di tale “ritorno”, il governo israeliano ha permesso la creazione della colonia di Kiryat Arba nelle colline a Est di Hebron.

Nel 1977, l’esecutivo guidato dal Likud ha permesso ai coloni di spostarsi da Kiryat Arba verso il cuore della città d Hebron. Negli anni Ottanta, l’esercito israeliano ha demolito dodici edifici vicino al mercato della frutta e la verdura, avviando gradualmente il completo trasferimento dei proprietari dei negozi. L’esercito israeliano ha inoltre confiscato la stazione centrale degli autobus e l’ha trasformata in una base militare. Negli scorsi due anni, i coloni sono stati autorizzati a risiedere dentro la base.

Oggi sono circa 450 i coloni e 250 gli studenti ultrasionisti yeshiva che vivono nei sei insediamenti ai due lati di Shuhada Street. Molti dei coloni sono responsabili di costanti aggressioni ai residenti di Hebron. Lanciano pietre contro le case e i passanti palestinesi, impediscono il movimento di coloro che vivono vicino alle colonie, aggrediscono verbalmente i residenti e insultano il loro credo religioso, tagliano gli alberi e devastano le loro proprietà. In violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, le forze di sicurezza israeliane non intervengono per fermare simili violenze né indagano e perseguono i responsabili.

Dopo il massacro del 1994 nella moschea di Abramo, quando il fanatico israeliano Baruch Goldstein uccise 29 palestinesi durante la preghiera del mattino, sopraggiunsero gli accordi di Oslo e quello di Hebron a tentare di rimediare ad una simile situazione. In realtà, la città è stata divisa in due parti e i palestinesi non sono autorizzati a muoversi liberamente a Shuhada Street e non possono più entrare nel mercato di frutta e verdura.

L’accordo ad Interim israelo-palestinese contiene un articolo specifico riguardo l’aberrante situazione di Hebron. Appendice 1, Articolo 7, Linee Guida 7 del 28 settembre 1995, recita: “Misure e procedure per normalizzare la vita nella città vecchia e nelle strade di Hebron saranno immediatamente prese dopo la firma di tale accordo, come segue:

  1. l’apertura di un mercato ad Hasbahe;
  2. rimozione della barriera nella strada da Abu Sneineh a Shuhada Street al fine di facilitare il movimento nelle suddette vie”.

L’esercito israeliano non ha mai aderito all’accordo.

A causa della chiusura di Shuhada Street e di altre strade nella città di Hebron, se spostarsi da un luogo all’altro della città richiedeva prima ai palestinesi pochi minuti, oggi sono necessari lunghi tour intorno ad Hebron. I palestinesi che vivono ancora in Shuhada Street possono raggiungere le proprie case solo camminando sui tetti delle abitazioni vicine.

Il 19 novembre 2006 l’Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI) si è rivolta al procuratore generale dell’esercito israeliano per chiedere che i militari riaprissero Shuhada Street. L’ufficio del procuratore generale ha risposto il 25 dicembre: “Ai palestinesi è stato fino a questo momento impedito di muoversi nella strada per errore e nuovi ordini che autorizzino la libertà di movimento andranno assunti alla condizione che rispettino le misure di sicurezza”. Nonostante ciò, la strada è ancora chiusa.

Nel 2010 i comitati popolari di Hebron, con il sostegno di diversi partiti nazionali e in cooperazione con gruppi di solidarietà internazionali e israeliani, hanno proclamato il 25 febbraio (25° anniversario del massacro nella moschea di Abram) giornata di lotta globale per la riapertura di Shuhada Street e per il libero movimento dei palestinesi ad Hebron.

Il 24 febbraio 2012, l’Hebron Defence Committee, in coordinamento con i partiti politici nazionali, organizzerà una marcia nella città di Hebron per spingere il governo israeliano a riaprire la strada chiusa e a garantire ai palestinesi residenti di spostarsi liberamente ovunque. Tutti sono i benvenuti.

I coloni, con il sostegno dell’esercito, stanno sistematicamente tentando di rendere la vita dei palestinesi di Hebron impossibile. Sostenete la lotta degli abitanti di Hebron per una vita libera e dignitosa.

Hebron Defence Committee: h-d-c@in.com

Palestinian Grassroots Anti-Apartheid Wall Campaign

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)

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