Arafat, Francia nega avvelenamento e ora Israele esulta

Parigi rovescia le carte in tavola. I suoi esperti negano quanto avevano riferito i colleghi svizzeri e russi ed escludono l’uso del polonio 210 contro il rais morto nel 2004.

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mercoledì 4 dicembre 2013 10:32

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di Michele Giorgio

Gerusalemme, 4 dicembre 2013, Nena News – «Vi prometto che la prossima conferenza stampa sarà l’ultima e che faremo luce sull’identità di quanti hanno eseguito, preso parte o erano a conoscenza della uccisione del rais Yasser Arafat». Con queste parole si era espresso qualche sera fa Tawfiq Tirawi, l’ex capo dell’intelligence palestinese che presiede la commissione d’inchiesta dell’Autorità Nazionale sulla morte misteriosa, avvenuta nel novembre 2004, del leader dell’Olp. E invece la parola fine non è stata ancora scritta su questa vicenda. Perchè la Francia – tra lo sbigottimento di molti, a cominciare dalla vedova di Arafat, Suha Tawill – ieri in controtendenza con quanto sostenuto il mese scorso da esperti svizzeri e russi, ha negato che Arafat sia stato avvelenato dal polonio 210, una sostanza altamente tossica. Secondo il rapporto francese, Arafat sarebbe morto per cause “naturali” Gli esperti di Parigi sostengono che Arafat sia morto per «in seguito a un’infezione generalizzata». 

Scettico, a dir poco, il nipote di del leader scomparso, Nasser al-Qidwa. «A mio avviso ogni nuova informazione sulla morte di Arafat, se viene dalla Francia, dovrebbe essere coerente con il rapporto dell’ospedale di Parigi rilasciato nel 2004».

Come dargli torto. Per nove anni i francesi, che avevano tentato di curare Arafat morente, non hanno mai parlato di “cause naturali” e ora, all’improvviso, dicono che è morto per una semplice malattia. Quale non si sa. Il referto medico dell’ospedale di Percy Clamart, pubblicato il 14 novembre 2004, si limitò a far riferimento a una grave infiammazione intestinale e a disturbi della coagulazione, senza chiarire le cause della morte.

Tra i palestinesi non pochi sospettano che questo esito sia stato “deciso a tavolino”, per mischiare le carte in modo da evitare che la prova dell’avvelenamento da polonio porti ad accusare Israele del (presunto) assassinio, con inevitabili pesanti conseguenze sul terreno. Del resto al contrario dei francesi, gli esperti svizzeri hanno detto di propendere per la tesi dell’avvelenamento, dopo aver trovato quantità di polonio 20 volte superiori a quelle misurate abitualmente. Per gli specialisti russi invece il tempo trascorso renderebbe impossibile provare che il polonio c’entri con il decesso, ma questa possibilità non può essere esclusa.Entrambi i rapporti in ogni caso dicono che la morte è avvenuta a causa di una sostanza tossica.

Dopo la divulgazione dei rapporti russo e francese, il presidente palestinese Abu Mazen chiese una commissione d’inchiesta internazionale. «Israele è il primo, il principale e unico sospetto», disse Tirawi, nel corso d’una conferenza stampa a Ramallah. Ora il rapporto francese rovescia le carte in tavola ed è forte la soddisfazione di Israele. L’esito dell’indagine di Parigi non rappresenta «alcuna sorpresa per noi, sono state avanvate accuse senza fondamento, senza la minima prova. Israele non ha ucciso Arafat, punto e basta», ha commentato ieri il portavoce del ministero degli esteri israeliano Yigal Palmor. Nena News

 

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