Area C, palestinesi sotto sfratto di Michele Giorgio  

 
L’annuncio che l’esercito israeliano intende demolire otto villaggi palestinesi, riporta in superficie il problema dell’Area C della Cisgiordania sotto piena occupazione.
 
Gerusalemme, 31 luglio 2012.  Ben otto villaggi palestinesi a sud della città di Hebron, in Cisgiordania, rischiano di essere demoliti dall’esercito israeliano che userà quelle aree per svolgervi manovre militari. Si attende ora la decisione dei giudici della Corte Suprema di Israele. Riferita nei giorni scorsi dal quotidiano Haaretz, la notizia è stata ignorata da buona parte dei media internazionali. Nei territori occupati al contrario ha suscitato proteste e forte preoccupazione.
 
Molti l’hanno interpretata come il passo preliminare all’espulsione dei palestinesi dalla zona C, ossia quel 61 per cento della Cisgiordania che a quasi 19 anni dalla firma degli Accordi di Oslo (l’anniversario è il 13 settembre) rimane sotto il controllo esclusivo dell’esercito israeliano. (…) Oggi in Area C vivono oltre 300mila settler israeliani e un numero imprecisato di palestinesi: dai 117mila registrati dall’Ufficio Centrale di Statistica dell’Anp ai 92mila indicati da Israele, fino ai 150mila delle statistiche ufficiali di Ocha, l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu. E sulla base di questi numeri la destra israeliana chiede al governo di passare alle vie di fatto e di annettere subito l’Area C, in modo da definire con un atto unilaterale i confini dell’entità (senza reale sovranità) che sarà chiamata Stato di Palestina all’interno della Cisgiordania.
 
Si spiega così la richiesta di demolizione degli otto villaggi palestinesi a sud di Hebron. Ma nessun rappresentante ufficiale israeliano commetterà l’errore di ammerterlo apertamente e continuerà a parlare di «rimozione di abusivi». (Nena News)

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