ARTIGIANI DI PACE, Don Renato Sacco

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  | 4 Gennaio 2019

Puntata dedicata alla pace, per ribadire insieme a Don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, la missione che ognuno dovrà affrontare nel prossimo anno.

Il 31 dicembre Pax Christi si è messa in cammino a Matera per la 51ª Marcia della pace con cui ha lanciato un appello chiaro ai politici, ai governanti: di fermarsi e riflettere e operare per la concordia tra i popoli. Nicola Ferrante insieme a Don Renato riflette sul messaggio per la Celebrazione della LII giornata mondiale della Pace in cui Papa Francesco parla dei prossimi obiettivi di pace per il nuovo anno, invitando a diventare “artigiani di pace”.

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20181208_messaggio-52giornatamondiale-pace2019.html

In tema di migrazioni abbiamo ascoltato la testimonianza telefonica di Nello Scavo, giornalista di Avvenire, che da oggi si trova a bordo della Sea Watch 3, che ci descrive le condizioni dei 32 migranti che da 14 giorni sono in mare senza un porto di approdo.

E poi ancora l’impegno per la pace è un tema centrale nel Messaggio Urbi Et Orbi di questo Natale, in cui il Papa nel suo augurio parla di fraternità tra persone di ogni nazione e cultura, tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro, ricordando i focolai di guerra in ogni parte del mondo.

E poi nell’Angelus in Piazza San Pietro del 1° gennaio il Papa invita ad un impegno comune al servizio della pace.

 

 IN EVIDENZA

Don Renato Sacco “Sono gli immigrati il vero problema?”

 

Don Renato Sacco:  “Educare alla pace”

 

MESSAGGIO PER LA CELEBRAZIONE DELLA LII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE         1° gennaio 2019

Mani tese

Papa: Cosa c’è di più bello di una mano tesa? Essa è voluta da Dio per donare e ricevere. Non per uccidere o far soffrire, ma perché curi e aiuti a vivere. Accanto al cuore e all’intelligenza, la mano può diventare, anch’essa, uno strumento di dialogo.

Tenere l’altro sotto minaccia vuol dire, invece, ridurlo allo stato di oggetto e negarne la dignità. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all’esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace. Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia.

La pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima. Oggi più che mai le nostre società necessitano di “artigiani di pace”.

Al telefono: NELLO SCAVO A BORDO DELLA SEA WATCH

 

MESSAGGIO URBI ET ORBI

NATALE 2018     25 dicembre 2018

Pace nel mondo

Papa: Il Bambino Gesù permetta all’amata e martoriata Siria di ritrovare la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, così che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria.

Penso allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunità internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia.

Penso poi all’Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare.

Il Natale rinsaldi i vincoli fraterni che uniscono la Penisola coreana e consenta di proseguire il cammino di avvicinamento intrapreso e di giungere a soluzioni condivise che assicurino a tutti sviluppo e benessere.

Questo tempo di benedizione consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli della popolazione.

Il Signore che nasce porti sollievo all’amata Ucraina, ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire. Solo con la pace, rispettosa dei diritti di ogni nazione, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite e ristabilire condizioni di vita dignitose per i propri cittadini.

ANGELUS    1° gennaio 2019

Al servizio della pace

Papa: Dio si è rivelato nel volto di un uomo, Gesù, «nato da donna». E qui ritorniamo all’icona della festa odierna, da cui siamo partiti: l’icona della Santa Madre di Dio, che ci mostra il Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Lui è la Benedizione per ogni persona e per l’intera famiglia umana. Lui, Gesù, è sorgente di grazia, di misericordia e di pace.

Per questo il santo Papa Paolo VI ha voluto che il primo gennaio fosse la Giornata Mondiale della Pace; e oggi noi celebriamo la cinquantaduesima, che ha per tema: La buona politica è al servizio della pace. Non pensiamo che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune; e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. Ci aiuti in questo impegno quotidiano la Santa Madre di Dio.

 

 

 

ARTIGIANI DI PACE, Don Renato Sacco

https://www.tv2000.it/ildiariodipapafrancesco/2019/01/04/artigiani-di-pace-don-renato-sacco/

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