Assedio israeliano: il ministro dell’Interno fa il poliziotto

WEDNESDAY, 18 APRIL 2012 08:12 MICHAEL WARSCHAWSKI (ALTERNATIVE INFORMATION CENTER)

 Il ministro dell’Interno israeliano, Eli Yisha, impegnato a respingere ai confini vincitori del Premio Nobel e attivisti per i diritti umani

Centinaia di forze di sicurezza sono impegnate a chiudere i confini di Israele agli internazionali il cui unico obiettivo è quello di venire qui, guardare e testimoniare. Il nostro ministro dell’Interno confessa che Israele ha molto da nascondere. Niente di nuovo sotto il sole.

Dubito che il ministro dell’Interno, Eli Yishai, abbia letto anche una sola riga della letteratura di Gunter Grass e sono quasi sicuro che non ha mai sentito nominare il Premio Nobel prima che pubblicasse la poesia che accusa Israele di mettere in pericolo il futuro del nostro pianeta.

Nonostante ciò, Yishai ha inserito Gunter Grass nella lista nera che gli impedisce di entrare in Israele. Facendo così, Yishai spera di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica locale dalle conclusioni in arrivo da parte della Commissione di Inchiesta sull’incendio del Monte Carmel dello scorso anno e le attese e dure critiche sugli errori commessi dal suo ministero.

Povero Gunter Grass! L’autore de “Il tamburo di latta” che è più che benvenuto in ogni parte e Stato del mondo, non potrà venire in Israele. Yishai, tuttavia, non ha lasciato fuori solo Grass. Ha chiuso in confini a centinaia di attivisti che volevano venire a Betlemme – non in Israele – per esprimere la propria solidarietà con il popolo palestinese che soffre un’occupazione coloniale da 44 anni. Il problema  che avrebbe dovuto essere affrontato da tempo dall’Autorità Palestinese è l’impossibilità di raggiungere i Territori Occupati senza passare attraverso i confini israeliani; fino a quando i palestinesi non godranno della sovranità sopra i propri confini in Cisgiordania come a Gaza, ogni dialogo sullo “Stato palestinese” non ha alcun senso, anche se le Nazioni Unite dovessero riconoscergli un seggio. Avere uno Stato è prima di tutto avere sovranità sui propri confini: l’assenza di tale potere rende lo “Stato palestinese” un mero bantustan.

Al fine di comprendere la grave malattia mentale delle autorità israeliane, si dovrebbe leggere la lettera che Amnon Shmueli, capo dell’Autorità per l’Immigrazione dell’aeroporto israeliano di Ben Gurion, ha inviato alle compagnie aeree e le aperte minacce che compie contro di loro:

“A tutte le compagnie aeree

Oggetto: Divieto di ingresso

  1. A causa delle dichiarazioni di attivisti radicali pro-palestinesi di voler arrivare tramite voli commerciali dall’estero per disturbare l’ordine e scontrarsi con le forze di sicurezza in punti di attrito, è stato deciso di negare il loro ingresso in accordo con le nostre autorità e nel rispetto della legge israeliana del 1952;
  2. In allegato la lista dei passeggeri a cui è negato l’ingresso in Israele. Alla luce di quanto detto sopra, siete tenuti a non imbarcarli nei vostri voli verso Israele;
  3. La mancata applicazione di tale direttiva avrà come conseguenza sanzioni contro le compagnie aeree;
  4. Questa lista è parziale e sarà aggiornata con altri nomi in un secondo momento. Molto probabilmente ci saranno altri attivisti i cui nomi non siamo in grado di anticipare e il cui ingresso è negato.”

Poveri noi. Come con la Freedom Flotilla verso Gaza del 2010, come le altre flotilla e le altre flytilla, centinaia di forze di sicurezza sono state occupate a chiudere i confini di Israele agli internazionali, perché, come ammesso dal ministro dell’Interno, Israele ha tanto da nascondere. Niente di nuovo sotto il sole.

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/blogs/8-michael-warschawski/3542-assedio-israeliano-il-ministro-dellinterno-fa-il-poliziotto

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