Attiviste israeliane sostituiscono i minacciosi segnali militari con messaggi alternativi di pace

domenica 28 luglio 2013

 
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 Bring out the old, bring in the new. Signs on West Bank roads (Image: Crack in the Wall, Facebook)

Sintesi personale 

di Haggai Matar
26 luglio 2013

Da diversi anni  tutte le strade che si diramano dalle principali autostrade della Cisgiordania, controllate da Israele e che  conducono ai villaggi palestinesi,  sono  dominate  da segnali di allarme rosso trilingue. I segnali avvertono gli israeliani che le strade portano a zone controllate dall’Autorità palestinese. Si rammenta  ai guidatori ,pertanto, che  la legge vieta  agli israeliani di entrare nella “zona A” (anche se questo diritto non viene quasi mai applicato) e chi non rispetta il divieto  mette a  rischiola la propria vita.

Sabato 13 luglio un gruppo di donne israeliane ha sostituito  questi cartelli minacciosi con più invitanti testi. Hanno viaggiato tra  le diverse città palestinesi e con l’aiuto degli abitanti della zona, hanno coperto  le scritte militari con fogli di stoffa a più colori. I messaggi sui nuovi cartelli recitano: “zona Civile: No ingresso all’ esercito! Questa strada porta ad insediamenti palestinesi. Civili israeliani, non abbiate paura! Venite a visitare i villaggi  palestinesi, rifiutatevi di essere nemici “(Le versioni ebraiche e arabe usano parole alternative per” insediamenti ” che non corrispondono alla parola inglese per definire gli insediamenti illegali israeliani.)Il gruppo, denominato “Noi non obbediamo”, precedentemente aveva guadagnato considerevole attenzione per aver affermato pubblicamente che avrebbe infranto  la legge  e sarebbe entrata  illegalmente nei villaggi palestinesi per accompagnare  clandestinamente le donne palestinesi attraverso i posti di blocco in Israele.

“Abbiamo ottenuto davvero una buona accoglienza dai  palestinesi ovunque siamo andate  e la gente ci ha detto che i  segnali originali li dipingevano  come aspiranti assassini e attentatori “, Rivka Sum, una delle attiviste del ,gruppo, ha detto a +972. “Una persona  ci ha raccontato  che ogni giorno, quando torna a casa dal lavoro e vede quei cartelli ,immediatamente si deprime  al pensiero che gli israeliani, leggendolo, potrebbe pensare a lui come un cannibale assetato di sangue o qualcosa del genere.”

In un  articolo  su Haaretz (ebraico)  una delle fondatrici del gruppo, Ilana Hammerman,  ha dichiarato che è stato  fatto ciò  anche a beneficio degli israeliani. “Sempre meno israeliani oggi  hanno il coraggio di venire a conoscenza di questa realtà con la quale il loro  destino  si intreccia. Vogliamo che la gente sappia che queste strade portano alle residenze di esseri umani …  e non accettiamo   questa  segregazione militare che porta alla rovina  . Questo è il nostro modo di protestare  contro questo metodo basato sulle minacce e sull’ intimidazioni. I cartelli eretti presubilmente  per la nostra ‘sicurezza’, violano l’ambiente circostante e il loro unico scopo è quello di spaventare e di provocare conflitti tra ebrei e arabi “.

Mentre la maggior parte dei segnali alternativi sono stati rimossi in pochi giorni, uno al di fuori di Beit Jalla ,è ancora presente Le  attiviste hanno intenzione di tornare a mettere questi segnali in tutta la Cisgiordania nel prossimo futuro.Per l’analisi originale supplementare e le ultime notizie, visitare +972

http://972mag.com/israeli-activists-replace-threatening-military-signs-with-messages-of-peace-and-resistance/76431/

ALLEGATI

Gli accademici sostengono il gruppo di donne israeliane“Civil Disobedience” che desidera infrangere le leggi di entrata in Israele

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A new civilian-oriented sign near Nablus (Image: Crack in the Wall, Facebook)

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http://frammentivocalimo.blogspot.it/2013/07/attiviste-israeliane-sostituiscono-i.html

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