ATTRACCA A GENOVA LA NAVE SAUDITA BAHRI ABHA, A BORDO CARRI ARMATI

0
706

tratto da: Il Manifesto

Armi. La denuncia dei portuali genovesi, da anni in prima linea contro il traffico di armamenti nel loro scalo: «Sembra siano carri armati Ercules 882, prodotti negli Stati uniti. Potrebbero essere diretti in Arabia saudita, Kuwait o Marocco. O forse in Turchia: il prossimo scalo previsto è Iskenderun»

Carri armati nella Bahri Abha
Carri armati nella Bahri Abha  © Calp

L’ultima volta era successo esattamente due mesi fa: il 17 febbraio una nave della flotta saudita Bahri attracca a Genova con a bordo – presumibilmente – armi o equipaggiamento militare. Partito dagli Stati uniti, direzione Medio Oriente.

Perché è questo che fa da anni la Bahri: la spola da una parte all’altra dell’Atlantico, tra il terminal militare statunitense Sunny Point in North Carolina e Gedda.

Venerdì è successo di nuovo: ad attraccare al porto di Genova, denuncia il Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp), è stata la Bahri Abha. A bordo carri armati, come dimostrano le foto scattate dai portuali.

Come ogni volta che una rappresentante della flotta saudita Bahri si è fermata nel loro scalo, denunciano il traffico di armi: in una nota su Facebook il Calp sottolinea come, in tempo di Covid-19, «molte categorie sono costrette a rischiare il contagio per non fermare la produzione e distribuzione di generi di prima necessità» in cui certo non rientrano gli armamenti.

A Genova, come in altri porti italiani, si continua a lavorare, sebbene il traffico sia diminuito e all’orizzonte appaia lo spettro della cassa integrazione. La Abha ha attraccato, è ora ormeggiata al terminal GMT di Ponte Eritrea.

«Sembra che a bordo ci siano carri armati Ercules 882, prodotti negli Stati uniti – spiega al manifesto Richi, membro del Calp – Non sappiamo dove siano diretti, se in Arabia saudita, Kuwait o Marocco. O forse in Turchia: il prossimo scalo previsto è Iskenderun».

Un porto a pochissima distanza dal confine con la Siria: «La nostra preoccupazione è che questi carri armati possano essere usati contro il Rojava, abbiamo tanti compagni là».

«La nave è arrivata ieri (venerdì) un po’ a sorpresa – continua – Sembrava non dovesse fermarsi a Genova. Le foto sono state scattate dai portuali che ci hanno lavorato dentro. Non siamo riusciti a organizzare nulla perché non lo sapevamo, poi in questo periodo c’è più polizia allo scalo».

In questi anni i portuali genovesi hanno scioperato, organizzato presidi, discusso con il prefetto e le autorità portuali per fermare il traffico di armi. In prima linea, insieme a movimenti e associazioni.«Dalla politica nessuna risposta. Ci danno pacche sulle spalle, ci dicono che è una battaglia importante. Ce lo dice anche la Digos. Ma poi non fanno nulla. Noi siamo solidali con gli altri popoli e continueremo a mobilitarci».

https://ilmanifesto.it/attracca-a-genova-la-nave-saudita-bahri-abha-a-bordo-carri-armati/

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.