Auguri e auspici di Gigi Fioravani

 
Strette di mano, sorrisi, apprezzamenti, auguri e auspici da parte di Napolitano, Monti e il ministro Terzi ad Abu Mazen in visita in Italia. Si augura “il successo della causa palestinese”, si  auspica “la ripresa dei negoziati di pace”. Quando nulla si vuole fare e dire (condannare l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, che dura illegale da 45 anni,  perché è la causa e l’origine della violenza e della  mancanza di pace in Palestina, dire che tutte le colonie israeliane sono illegali, come pure la costruzione del muro in territorio palestinese, che l’assedio di Gaza deve finire, come devono finire la demolizione delle case, la discriminazione nella distribuzione dell’acqua, l’oppressione dei Chekpoint,   condannare l’apartheid  in cui i palestinesi sono costretti a vivere: dire insomma che i diritti dei palestinesi vengono calpestati dal governo israeliano e che la pace passa per la giustizia, l’affermazione di questi loro diritti), quando nulla di questo si vuole fare e dire, si ricorre agli auguri e agli auspici: questi non costano niente e non si negano a nessuno.
I palestinesi ormai lo sanno: auspici, auguri, elemosine, ogni tanto,  per loro: diritti mai niente.

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