Aumentano i casi di bambini palestinesi affetti da disturbi d’ansia

Scritto il 2011-07-27 in News

Ramallah – Irin. Nei Territori palestinesi occupati, il numero dei bambini con disturbi da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi dell’ansia, tra i quali la depressione, è aumentato con il persistere del conflitto con Israele. Questo è un dato fornito da Médecins Sans Frontières (MSF) e dalle Ong palestinesi specializzate nella salute mentale.

Le violazioni contro i bambini palestinesi che rimandano al conflitto armato tra israeliani e palestinesi è stato altresì documentato dall’Agenzia Onu “Unicef” di al-Quds (Gerusalemme). Qui si annoverano casi di uccisioni e ferimenti, di arresti e detenzioni, maltrattamenti e tortura, espulsioni e divieto di accesso ai servizi sanitari ed educativi.

A volte, i bambini sono doppiamente colpiti da più eventi traumatici e da effetti dei traumi sui propri parenti o su quanti si prendono cura di loro.

Di recente, MSF ha potenziato il numero delle proprie cliniche e ha puntato sulla formazione dello staff specializzato in psicologia proprio per rispondere ai bisogni dei bambini palestinesi.
Nel 2010, il 44% dei pazienti affetti da problemi mentali presso le cliniche di MSF nella Striscia di Gaza aveva meno di 12 anni. Oltre 1/3 della casistica riguarda Gaza, più della metà Nablus, altri casi in Cisgiordania influiscono sulla quotidianità delle persone.
“Più della metà delle consulenze a Gaza e Nablus sono rivolte ai minori di 18 anni. Questo dato riporta al 2011”, ha riferito Hélène Thomas, coordinatore degli psicologi di MSF-France a Gerusalemme.

“Bambini e adolescenti presentano sintomi di stress psicologico particolari, come incontinenza urinaria (o enuresi notturna), incubi, difficoltà nell’apprendimento, problemi di concentrazione e di memoria, e quindi fallimento accademico, o anche comportamenti aggressivi”, ha aggiunto Thomas.

Nel 2010, MSF ha fornito consulenza psicologia a 6.099 palestinesi e ha seguito 702 nuovi pazienti sparsi tra i sei centri di Gaza e l’unica struttura presente a Nablus. Nel 2009 MSF aveva eseguito 4.912 consulenze.

“Nel 2010, a Gaza, circa la metà dei pazienti al di sotto dei 15 anni è stata curata per PTSD e circa 1/3 ha ricevuto cure per altre tipologie di disturbi d’ansia – ha proseguito Thomas – a Nablus, hanno ricevuto il trattamento PTSD circa 1/5 pazienti al di sotto dei 15 anni”.

A Gaza, il 74% di questi casi si sono registrati subito dopo un episodio di violenza accaduto nel 2010. A Nablus vi è un alto livello di casi di ansia (oltre il 40% di tutti i pazienti di MSF). Qui è stata diagnosticata ansia conseguente agli attacchi dei coloni israeliani o delle incursioni dei militari.

“I bambini producono associazioni dell’emozione direttamente collegate all’evento traumatico. Ad esempio, se i soldati israeliani hanno effettuato un raid contro la loro casa con l’uso dei cani, allora il bambino svilupperà la fobia dei cani, perché associa appunto l’animale all’evento e ne ha il terrore”, ha raccontato ancora Thomas.

In Cisgiordania, i professionisti della salute mentale dell’Ong palestinese “Treatment and Rehabilitation Center for Victims of Torture (TRC)” forniscono un trattamento complessivo e servizi di riabilitazione a quanti hanno subito tortura e violenza organizzata. Il centro riporta anche che i bambini che ricevono cure per la salute mentale presentano, in modo esteso, sintomi di PTSD e altri disturbi d’ansia.

Nel 2010, TRC ha curato 3.800 pazienti in Cisgiordania, di cui circa il 15% erano bambini. TRC lavora in cooperazione con l’Ong di Gaza “Community Mental Health Programme (GCMHP)”.

La terapia “EMDR”. Lo staff di TRC si compone di 36 psicologi e sei psichiatri che praticano una nota forma di psicoterapia – desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR) -, un metodo inventato negli Usa nel 1987. Esso sta dando risultati di successo nel trattamento sui bambini seguiti dal Centro.

Utilizzata insieme a una terapia cognitiva, con EMRD si tenta di creare stimoli bilaterali (ad esempio di quelli indotti dal movimento degli occhi, del suono o di un battito) tra il lato destro e quello sinistro del cervello. Questo avviene nel corso della seduta per risolvere un aumento dei disturbi derivanti dai traumi da esposizione a episodi di stress come violenza fisica o scontri armati.

Stando a quanto ha raccontato Francine Shapiro, fondatore di EMRD: “Quando ricorre un’esperienza traumatica, essa può sopraffare il meccanismo cognitivo e neurologico. La memoria e gli stimoli associati all’episodio iniziano a funzionare in modo inappropriato e viene immagazzinata in maniera disfunzionale”.

A maggio, gli psicologi di TRC e quelli di YMCA (Gerusalemme Est) sono stati in California per seguire un training EMRD con Francine Shapiro. Tra circa un anno, i professionisti palestinesi della salute mentale di TRC inizieranno a praticare le tecniche EMDR.

“La terapia EMDR mira a far agire queste memorie del dolore, ridurre il persistere della loro influenza e mettere i pazienti in grado di svilupparne meccanismi di superamento”, ha specificato Khader Rasras, direttore esecutivo di TRC e psicologo clinico.

“Chiedo al bambino di riportare alla memoria l’episodio traumatico, per i più piccoli lo possono fare i genitori – ha spiegato Rasras – mentre si ripercorrono cronologicamente gli eventi, il bambino segue con gli occhi il movimento ondeggiante delle mie dita”.

Circa un anno fa, Lina, una bambina di 8 anni di Ramallah, ha assistito all’aggressione e alla cattura del padre, prelevato dalla loro casa dai soldati israeliani. Le è stato diagnosticato uno livello acuto di PTSD. Il padre è ancora in detenzione amministrativa, ovvero senza accusa né processo.

“I soldati hanno iniziato a prendere a calci la porta e hanno perquisito la casa – ricorda Lina -, quando mio padre ha messo le mani dietro al capo, mi sono aggrappata alla sua gamba. Un soldato mi ha strappato via tirandomi per i capelli”.

La madre si è rivolta a TRC dopo che Lina ha manifestato balbuzie, enuresi notturna e ha iniziato a perdere perso.

“Lina risponde bene quando batto sul suo ginocchio sinistro”, ha raccontato Rasras.

“EMDR ha una buona efficacia nel trattamento dei bambini poiché è un metodo interattivo, spesso si avvale di giochi manuali e disegno, e i bambini non hanno un sistema di memoria sofisticato”.

Ostacoli alla cura dei sanità mentale. Gli operatori della salute mentale di GCMHP stanno ancora aspettando il permesso dalle autorità israeliane per uscire da Gaza per poter partecipare a corsi di formazione. Dopo oltre 4 anni di rigido assedio, gli operatori sanitari di Gaza ancora di rado possono lasciare il territorio palestinese assediato per ricevere training o per studiare.

Ma esiste anche la sensibilità culturale a fare da ostacolo alla cura della salute mentale, nonostante per MSF, “per i genitori è agevole portare i bambini a ricevere le cure, alle quali, spesso, chiedono di sottoporre se stessi per valutarne i risultati”.

Il capo di TRC Rasras ha confidato di essere personalmente disposto a porre una barriera tra sé e le pazienti di sesso femminile, come può essere un fazzoletto quando batte sulle loro mani o sulla schiena. Questo lo fa per aiutare i pazienti a sentirsi a proprio agio. Nonostante ciò, il pregiudizio sociale verso la cura della salute mentale nelle aree rurali della Cisgiordania è spesso troppo elevato perché molti pazienti continuino a sottoposti al trattamento.

© Agenzia stampa Infopal
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