Ayoub Asalya, 12 anni, ucciso da un missile israeliano. Il racconto della madre.

Ayoub Asalya, 12 anni

SABATO 17 MARZO 2012

Pubblicato da Rosa Schiano a 21:22
Ayoub Asalya, 12 anni, stava andando a scuola domenica mattina quando è stato ucciso da un missile israeliano.Sulle pareti della sua abitazione c’è un poster con la sua immagine. Ayoub appare sorridente, con un berretto in testa.” La notte prima che venisse ucciso, era venuto da me dicendomi che aveva paura di dormire da solo nella sua stanza a causa degli attacchi”, ci racconta la madre.Quella notte così Ayoub aveva dormito nella stanza di sua madre e si era svegliato al mattino presto per andare a scuola.

“Prima di uscire – continua la madre – mi aveva chiesto di comprargli delle scarpe nuove, e aveva detto che mi avrebbe comprato un regalo per la festa della mamma.
Dopo pochi minuti,  ho sentito un attacco aereo e sono corsa fuori correndo, ho trovato un bambino ferito, Wafi, il cugino di Ayoub, disteso con il viso nel terreno. Sono arrivate le ambulanze ed hanno portato Wafi in ospedale.”

Gli uomini delle ambulanze hanno iniziato a cercare sul posto altri possibili feriti, improvvisamente uno di loro ha gridato dicendo “Un bambino palestinese con la divisa da scuola è stato ucciso!”.

Il corpo di Ayoub era ridotto a pezzi ovunque, uno dei vicini ha riconosciuto il viso di Ayoub e ha detto alla sua famiglia che l’avevano trovato morto. La madre ha iniziato a correre e a piangere.

“Non posso pensare di aver trovato mio figlio, con cui avevo parlato fino a pochi minuti prima, ridotto improvvisamente a pezzi.
L’abbiamo trovato senza la parte inferiore del corpo. Ora chi mi porterà un regalo per la festa della mamma?
Gli Israeliani hanno dichiarato di aver colpito persone della resistenza, questo vuol dire che Ayoub stava lanciando razzi? Dove sono i diritti umani del popolo palestinese?
Il mio messaggio dovrebbe arrivare in tutto il mondo, noi dovremmo cacciare tutti gli ambasciatori israeliani dai nostri paesi.”

La mamma di Ayoub prende il suo zaino, ci mostra i libri di scuola.
Ci accompagna poi in un posto vicino l’abitazione dove sono ancora visibili i segni dell’attacco. Materiali sparsi ovunque sul terreno. Sua madre inizia a raccoglierli.
Nelle sue mani, insieme al terreno, piccoli pezzi di carne, è la carne del corpo di suo figlio, ancora lì. Ce li mostra. Si inginocchia e ne prende altri. Avvicina le sue mani al viso, li odora. Li odora ancora, poi si volta verso un’altra donna della famiglia porgendole le mani invitandola e sentirne l’odore e sorride. Il suo sorriso era pieno dell’amore per il suo bambino. Suo figlio è ancora lì, nelle sue mani, anche se ridotto in piccoli pezzi di carne.

Prende poi dal terreno foglie e limoni macchiati del suo sangue, e piccoli pezzi dei suoi indumenti.
Lei avrebbe continuato a raccogliere quel che ancora restava di suo figlio, se un suo parente non fosse intervenuto chiedendole di tornare a casa.

Una madre che raccoglie i pezzi di suo figlio deve essere molto forte, ma i suoi occhi non possono nascondere l’atroce dolore della sua perdita.

Prima che andassi via, strofina le sue mani sulle mie stringendole, mi chiama “habibti” abbracciandomi.

Ciò che sto raccontando non è un film dell’orrore. Sono gli orrori causati dai bombardamenti israeliani.

Eppure, il popolo palestinese resiste. “Alhamdulilah”, si pensa al futuro, domani i bambini riprenderanno ad andare a scuola e nuove vite nasceranno, anche sotto il suono dei droni e degli F-16.

i genitori di Ayoub
la madre di Ayoub prende dal terreno pezzettini di carne del corpo del figlio
la madre di Ayoub raccoglie quel pezzi degli indumenti del figlio e, un limone e materiale macchiati del suo sangue
il funerale di Ayoub Asalya, 11 marxo 2012
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