Banksy in Palestina: uno sguardo al lavoro dell’artista di strada a Gaza e in Cisgiordania

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tratto da: INVICTA PALESTINA

17/06/2020

L’artista  britannico ha dipinto in Palestina dalla metà degli anni 2000

Fonte: English version

 

Farah Andrews – 10 giugno 2020

Immagine di copertina: Il murales di Banksy riproduce  un soldato israeliano che chiede la carta d’identità ad un asino. Fotografato il 4 dicembre 2006 EPA

Dai murales  sui resti delle case distrutte a Gaza, a un hotel a Betlemme, dalle immagini giganti sul muro della segregazione a un’ironica campagna di viaggi: l’elusivo artista di strada britannico Banksy non è estraneo alla creazione di lavori in e sulla Palestina.

Dalla metà degli anni 2000, opere dell’artista sono state individuate a Gaza e in Cisgiordania, con una collezione di suoi dipinti soprannominata “West Banksy”.

L’artista di strada raramente rilascia dichiarazioni, scegliendo invece di parlare attraverso il suo lavoro.

C’è lui  dietro il “The Walled Off Hotel” a Betlemme, situato a pochi metri dal muro di separazione.

Visitando la sezione FAQ del sito Web e il negozio di articoli da regalo, si ottiene un chiaro senso della posizione politica ed etica dell’artista.

“Nel caso in cui non foste sicuri di ciò che Banksy pensa del muro, la sua ultima serie  di ” souvenir da collezione ” anticipa il giorno in cui la barriera di cemento verrà abbattuta e i giovani scarabocchieranno sui suoi resti scheletrici”, recita la descrizione . Nel negozio fisico è possibile acquistare una collezione di copie della serie “Sconfitte”.

“Per  chi di voi si preoccupa invece del fatto che fare del turismo con l’oppressione militare sia una scelta  eticamente dubbia,  c’è almeno il conforto di sapere che ogni parete è stata amorevolmente dipinta a mano da artigiani locali “, continua il sito web.

Il suo lavoro mette spesso in luce l’oppressione militare, come nel  murales in cui  un soldato israeliano chiede a un asino il suo documento d’identità, o quello in cui  una ragazzina  palestinese perquisisce un soldato.

Nel 2015, pubblicò un video turistico su Gaza. “Fai di questo l’anno in cui scopri una nuova destinazione!”, recita sarcasticamente la didascalia. “Benvenuti a Gaza.”

“Alla gente del posto piace così tanto che non se ne vanno mai”, continua il video, mostrando filmati di bambini piccoli in una strada, “perché non gli è permesso”, passando quindi a scene  con l’esercito israeliano.

La campagna turistica è intervallata da notizie  sull’occupazione, mentre mostra un dipinto di Banksy su una porta distrutta.

Il video riporta anche le parole  di un uomo palestinese, che attira l’attenzione su uno dei disegni, un gatto che indossa un fiocco rosa, dicendo: “Questo gatto dice a tutto il mondo che nella sua vita non c’è gioia . Il gatto però  ha trovato qualcosa con cui giocare. E i nostri figli? ”

Il film, di meno di due minuti, termina con una frase, dipinta a spruzzo su un muro, che recita: “Se ci laviamo le mani dal conflitto tra il potente e il debole , ci schieriamo con il potente – Non restiamo neutrali”.

Questo stencil di un carro armato che viene trainato via sul muro di una casa in una strada principale di Betlemme è accreditato a Banksy, ma non è firmato . Fotografato il 4 dicembre 2007. EPA
Graffiti atrribuito Banksy, fotografato nel dicembre 2007 a Betlemme. L’asino bianco ha sul dorso quello che sembra essere un piccolo villaggio palestinese, mentre l’asino nero porta sulla schiena quella che sembra essere una moderna città israeliana. L’opera non è stata firmata da Banksy. EPA
Un’opera di Bansky raffigurante un cammello con persone che salgono e scendono dalle sue zampe . Fotografata il 4 dicembre 2007 EPA
Un’opera di Banksy, fotografata a Betlemme nel dicembre 2007. L’opera raffigura una ragazzina palestinese che perquisisce un soldato israeliano. EPA
Un murale di Banksy dipinto sulla porta di una casa distrutta dai militari israeliani nel 2014 a Beit Hanoun, raffigurante una figura piegata. Fotografato nel febbraio 2015, EPA
Un ragazzo palestinese cammina davanti a un murale di Banksy che usa una torre di guardia dell’esercito israeliano come una giostra . Fotografata a Beit Hanoun, Gaza, 10 aprile 2015. EPA
Il murales del gattino, sul muro della casa della famiglia Al Shimbari, danneggiata durante il conflitto del 2014 tra Israele e Hamas, a Beit Hanoun, nel nord di Gaza. Fotografato il 27 febbraio 2015. APE
Palestinesi passano davanti alla frase che si pensa sia stata scritta dall’artista sul muro di case distrutte nella città di Beit Hanoun, nel nord di Gaza. Fotografata il 10 aprile 2015. APE
Nel 2017 Bansky ha aperto i Walled Off Hotel a Betlemme
La vista da una delle finestre del Walled Off Hotel
Una stanza del Walled Off Hotel con un murales di Bansky che raffigura la lotta con i cuscini tra un palestinese e un soldato israeliano.
“The Flower Thrower” (Il lanciatore di fiori) , probabilmente una delle opere più famose di Banksy. Raffigura un palestinese mascherato che lancia un mazzo di fiori. Fotografata a Betlemme il 12 dicembre 2018. EPA
Un poliziotto palestinese armato davanti a “La colomba corazzata”, un dipinto di Banksy che raffigura una colomba della pace che indossa un giubbino antiproiettile con un mirino sul petto. Dipinto su una parete all’ingresso della città di Betlemme in Cisgiordania, e fotografata il 6 gennaio 2019. EPA
Banksy street art all’ingresso del campo profughi di Aida a Betlemme, fotografata il 18 aprile 2019. EPA
“Scar of Bethlehem” il presepe creato per il Walled Off Hotel nel 2019

 

Trad: Grazia Parolari (contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” -Invictapalestina-org

Banksy in Palestina: uno sguardo al lavoro dell’artista di strada a Gaza e in Cisgiordania

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