Battir, un villaggio in pericolo

venerdì 5 ottobre 2012 10:06

 Il Muro di Separazione minaccia questo affascinante villaggio palestinese che sorge nell’area a sud-ovest della città di Betlemme.

Di Marta Fortunato 

Gerusalemme, 05 ottobre 2012, Nena News – La prima volta che ci si reca a Battir non si può non rimanere affascinati dalle bellissime terrazze coltivate con frutta e verdura ed irrigate da un antico sistema di canali romani. Questo villaggio di 6000 abitanti sorge in una verde vallata a sud-ovest della città di Betlemme, a meno di dieci chilometri di distanza da Gerusalemme. Battir si trova sulla storica linea ferroviaria che collega Gerusalemme alla città di Jaffa e fino agli anni ’40 era la fermata prima della città Santa.

Se non si conoscessero le vicende di questo villaggio , tutto potrebbe sembrare tranquillo e normale. Tuttavia, come tante altre realtà della Cisgiordania, anche Battir ha una storia tormentata. “Questo villaggio è in grave pericolo” ha raccontato a Nena News Hassan Moamer, un giovane ingegnere di Battir che lavora per ilBattir Landscape Eco-Museum – da anni lottiamo contro il muro di separazione che, se costruito, distruggerebbe l’agricoltura nel villaggio e arrecherebbe un danno irreparabile al sistema di irrigazione romano”. Un muro che priverebbe gli abitanti di parte delle terre agricole che si trovano al di là della Linea Verde, in territorio israeliano. Terrazze coltivate che, in base ad un accordo firmato ai tempi della Nakba, i residenti di Battir hanno ancora il diritto di raggiungere attraversando i binari del treno.

La lotta di questo villaggio è infatti iniziata nel 1948, quando gli abitanti di Battir guidati dal capo del villaggio Hasa Mustafa, con un insieme di astuzia e coraggio, sono riusciti ad ottenere un accordo separato con Israele proprio per le terre agricole che sorgevano al di là della linea ferroviaria. “Mustafa aveva messo delle candele nel villaggio per far credere che Battir fosse ancora abitata mentre invece i residenti si erano nascosti in alcune grotte nella valle” ha raccontato Hassan – in questo modo l’esercito non è entrato nel villaggio e Mustafa è riuscito ad ottenere un patto con il comandante delle forze israeliane Moshe Dayan”. I residenti hanno così mantenuto accesso alle loro coltivazioni in cambio della manutenzione della linea ferroviaria.

Dal 2002 tuttavia le terre agricole di Battir sono di nuovo in pericolo. Il muro, che ha già provocato la confisca di molte terre e lo sradicamento di centinaia di ulivi nel vicino villaggio di Al-Walajeh , potrebbe presto essere costruito anche in questo incantevole villaggio.

“Ci è stato promesso che, nel caso in cui il muro venisse costruito, gli agricoltori che hanno terreni al di là della linea ferroviaria non perderanno l’accesso alle terre” ha continuato Hassan – ma noi sappiamo bene come funziona il sistema, già attuato in altre aree della Cisgiordania: prima mettono dei cancelli per controllare l’accesso, e successivamente li chiudono definitivamente”.

Nell’ultimo anno gli abitanti di Battir hanno rivolto numerosi appelli alla Corte Suprema israeliana per chiedere una modifica del percorso del muro. Nella loro lotta si è unita anche l’ong ambientalista israelo-palestinese Amici della Terra: la costruzione del muro costituirebbe un grave danno all’ambiente e al particolare ecosistema del villaggio.

“Abbiamo lottato e lotteremo contro la costruzione del muro” ha spiegato Hassan – L’antico sistema d irrigazione romano e le terrazze coltivate sono un patrimonio da preservare e valorizzare”. Battir infatti proprio in virtù di queste caratteristiche e per “lo stato di emergenza” in cui si trova era uno dei candidati favoriti per essere riconosciuto Patrimonio mondiale dall’UNESCO. Alla fine tuttavia la chiesa della Natività di Betlemme ha avuto la meglio. “Se la richiesta all’UNESCO viene fatta l’anno prossimo potrebbe essere troppo tardi” ha dichiarato al New York Times Giovanni Fontana Antonelli, specialista del programma di eredità culturale presso l’UNESCO – se il muro viene costruito nella valle, distruggerà totalmente l’integrità di questo luogo”. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36651&typeb=0&Battir-un-villaggio-in-pericolo

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