BDS e Israele: Sono una ebrea americana nella lista nera di Israele BDS. Ho una famiglia in Israele. Ma non sarò messa a tacere

0

domenica 7 gennaio 2018

Sintesi personale

La prima volta che sono andata in Israele avevo quattro mesi. Durante la mia infanzia e la mia età adulta ho visitato regolarmente: i miei nonni, a Haifa; e mia zia, zio e cugini  in un kibbutz religioso vicino al confine giordano. Non c’era luogo, ad eccezione della città  dove  sono cresciuta,  al quale mi sentissi  più connessa.

Da adulta, sposata con un israeliano,  ho trascorso tre anni vivendo a Tel Aviv con le nostre due giovani figlie  che hanno anche la cittadinanza israeliana.

Nel marzo dello scorso anno la Knesset israeliana ha approvato un progetto di legge che proibisce l’ingresso di “cittadini stranieri che chiedono boicottaggi economici, culturali o accademici di Israele o degli insediamenti”. Ieri il Ministero degli Affari Esteri ha annunciato che 20 organizzazioni sono state  inserite  in una lista nera che vieterà l’ingresso specificamente ai suoi leader. Jewish Voice for Peace, l’organizzazione della quale sono direttore esecutivo, è una delle organizzazioni nominate.

Nonostante il fatto che i miei nonni siano sepolti lì, che i miei vecchi cognati vivano ancora lì,  e  nonostante  i miei estesi legami familiari e di amicizia, il mio sostegno al movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi ora mi esclude da Israele.

BDS è un appello della società civile palestinese per costruire un movimento globale al fine  di fare pressione su Israele e porre fine all’occupazione, in modo da offrire piena uguaglianza ai cittadini palestinesi di Israele e permettere ai palestinesi rifugiati il ​​diritto al ritorno. Il movimento BDS si ispira  alla tradizione della resistenza non violenta all’oppressione e attinge all’esempio sia  del movimento di disinvestimento  sudafricano  sia da altre esperienze non differenti.

Questa recente mossa israeliana dimostra che la crescente ondata di sostegno globale per il BDS allarma profondamente Israele. Infatti lo  riconosce come un potente strumento per cambiare lo status quo di espropriazione palestinese, parte integrante dello stato di Israele.

Il divieto israeliano espande formalmente i divieti già imposti per decenni, ma  ora Israele sta dichiarando con orgoglio un divieto generalizzato, apertamente anti-democratico.

Mentre provo personalmente dolore per l’esclusione  da un posto a cui sono legata da legami profondi, sono molto consapevole della situazione di oppressione  che vivono i  palestinesi.

Come  il movimento progressista qui negli Stati Uniti si unisce per i  diritti dei rifugiati e delle persone prese di mira per le loro identità, è importante ricordare che Israele ha perseguito simili politiche per decenni. Le numerose organizzazioni ebraiche che hanno  unito gli sforzi per porre fine al divieto arabo e musulmano negli Stati Uniti, dovrebbero contestare in modo altrettanto violento la decisione di Israele di limitare l’ingresso per una posizione politica.

Il più grande impatto della nuova legge ricadrà  probabilmente sui palestinesi, all’interno di Israele, nei territori occupati e nella diaspora. I palestinesi della Cisgiordania, di Gaza, di Gerusalemme est o quelli che vivono all’estero e che sono sposati con cittadini israeliani, ad esempio, possono essere costretti a non recarsi affatto all’estero per non trovarsi in esilio quando tenteranno di rientrare. Coloro che vogliono entrare in Israele per cure mediche o per il ricongiungimento familiare potrebbero trovarlo impossibile

I  palestinesi di tutto il mondo che si fanno valere per i loro diritti e che hanno già affrontato respingimento arbitrari, ora devono affrontare una politica ufficiale che li escluderà dalla loro patria.

La denominazione pubblica di JVP in questo elenco è significativa. Chiaramente  il governo israeliano è ben consapevole del fatto che un numero crescente di ebrei e di persone in tutto il mondo sostengono il movimento BDS e stanno cercando di intimidirci e costringerci al silenzio.

Non funzionerà. I membri del JVP non hanno dubbi sulla giustizia della lotta per l’uguaglianza e la libertà per tutte le persone in Israele / Palestina e sulla legittimità e l’efficacia del BDS per avvicinarsi a quel giorno. Finché Israele continuerà a violare i diritti fondamentali dei palestinesi, continueranno a parlare apertamente, palestinesi, ebrei e persone di coscienza in tutto il mondo. 

Rebecca Vilkomerson è il direttore esecutivo di Jewish Voice for Peace. Twitter: @RVilkomerson 

 

 

 

BDS e Israele: Sono una ebrea americana nella lista nera di Israele BDS. Ho una famiglia in Israele. Ma non sarò messa a tacere

https://frammentivocalimo.blogspot.it/2018/01/bds-e-israele-sono-una-ebrea-americana.html

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Protected by WP Anti Spam

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.