Bradley Burston – CON LA VITTORIA DI NETANYAHU, E’ TEMPO DI AMMETTERE: ISRAELE E’ DIVENTATA UNA DITTATURA

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Bradley Burston Opinion With Netanyahu Victory, It’s Time We Admit: Israel Has Become a Dictatorship

Sintesi personale

 
 

Con la vittoria di Netanyahu, è tempo di ammettere: Israele è diventata una dittatura.

Sono state proprio le elezioni  a fornire la prova più sicura che Israele, sotto la guida di Netanyahu, è passato alla dittatura.

Un classico di Netanyahu. Un colpo di genio totalitario:

Numero 1: subito dopo l’apertura dei sondaggi vengono scoperte facilmente le telecamere, portando i notiziari nazionali  a concentrare l’attenzione sul ruolo del Likud, Una notizia rilevante per  gli elettori di estrema destra che odiano gli arabi.

Numero 2: Le rivelazioni delle telecamere nascoste dissuadono gli arabi israeliani dal venire ai seggi, deprimendo ulteriormente un’affluenza elettorale già bassa e facendo rischiare ai  partiti arabi l’eliminazione  dalla Knesset.

Numero 3: gli analisti osservano che una bassa affluenza araba potrebbe matematicamente aiutare i partiti di estrema destra a entrare nella Knesset e quindi contribuire a formare un nuovo governo Netanyahu.

numero 4: Netanyahu pubblicamente – e con una faccia seria – difende l’uso delle telecamere nascoste come mezzo per assicurare un processo elettorale “kosher”. Questo dà nuova vita alle notizie, scoraggiando ulteriormente gli elettori arabi.

Ma perché fermarsi qui?

Nei seggi elettorali di Rishon Letzion, ampiamente considerata come una roccaforte per il partito Kahol Lavan di Benny Gantz, il principale rivale di Netanyahu, gli elettori che avevano in programma di votare per Gantz sono stati scioccati nello scoprire che mancavano tutte le schede con il simbolo di Kahol Lavan nei seggi elettorali e non erano disponibili per gli elettori.

In altre aree, la scritta Kahol Lavan era stata scritta in modo abbastanza piccolo così  da non essere individuata da ignari elettori.

Ma è stata la stessa elezione a fornire la prova più sicura che Israele sotto la sua guida è passata alla dittatura: l’emergere dell’equazione in base alla quale Netanyahu spera di negoziare l’annessione degli insediamenti in Cisgiordania in cambio dell’immunità dall’azione penale.

La lista è infinita:  sfruttare il ritorno dei resti di un soldato caduto per ottenere un vantaggio politico, ospitare il presidente brasiliano – che ha dichiarato, dopo una visita allo Yad Vashem, che il nazismo era un movimento di sinistra.

Nel complesso, la campagna è stata contrassegnata da una monopolizzazione e manipolazione dei media. Sotto la pressione delle accuse di Netanyahu e con la passata consapevolezza che il primo ministro avrebbe potuto arrecare ulteriori danni alle carriere dei giornalisti e ai media, i media hanno reagito debolmente  contro le bugie rivolte a Gantz.

Non solo.  Le  immense risorse di Sheldon Adelson hanno fatto pressioni al massimo: l’edizione del venerdì pre-elettorale del giornale israeliano Hayom ha visto non meno di 25 foto adoranti del primo ministro, ma Netanyahu era ovunque, sempre, alla radio e in televisione.

Ad ogni turno Netanyahu ha trasgredito le regole e le norme del consiglio di sorveglianza delle elezioni governative e non ha ricevuto un solo schiaffo.

È diventato  chiaro che la campagna  elettorale si basava sul fatto che chiunque si fosse opposto a lui e al suo Likud, chiunque avesse messo in dubbio le sue politiche, si sarebbe guadagnato la peggiore imprecazione di quattro lettere nella lingua ebraica: “Smol”, Sinistra e, quindi , sarebbe diventato nemico del popolo e dello stato.

Il messaggio era chiaro:  Netanyahu era diventato lo stato.

E così via, gli strumenti del dittatore sono diventati le armi di Netanyahu: in particolare la menzogna per cui ha accusato falsamente i suoi avversari di averlo etichettato come un traditore.

I sondaggi hanno mostrato che un gran numero di israeliani credevano alle bugie e alle false accuse della campagna del Likud, per cui la moglie di Gantz  apparteneva alla  sinistra radicale,  Gantz, che  aveva servito come capo dello staff dell’esercito Netanyahu – aveva partecipato a una cerimonia commemorativa per un terrorista di Hamas, Gantz era un molestatore sessuale, un deviato, un malato mentale e un traditore, pronto e disposto ad aiutare i politici arabi israeliani a sterminare Israele.

Forse la cosa più significativa, tuttavia, è stata la performance del primo ministro nel talk show televisivo servilmente pro-Netanyahu, condotto da Sharon Gal e Ran Rahav.

Domanda: quanti mandati vorresti?

Netanyahu:  “Se posso  altre 20 volte, venticinque volte”. tra il serio e il faceto.

Solo una volta Netanyahu è sembrato perplesso,  ossia  quando Rahav gli ha  chiesto  se  la democrazia di Israele fosse  in pericolo, come affermavano i suoi critici, a causa degli attacchi di Netanyahu e dei suoi alleati alla Corte Suprema e ad altre istituzioni basilari di governo.

Dopo una pausa, la risposta di Netanyahu è stata questa:

“Penso che il pericolo sarebbe maggiore se Gantz e Lapid  vincessero. Lapid si schiererà con l’Iran? Lapid siederà accanto a Putin? O di fronte a Trump?

È uno scherzo, “è sbottato  alla fine

“But democracy?” he said at last. “It’s safe.”

 

 

Bradley Burston – CON LA VITTORIA DI NETANYAHU, E’ TEMPO DI AMMETTERE: ISRAELE E’ DIVENTATA UNA DITTATURA

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