Buona Pasqua, siriani!

redazione   domenica 31 marzo 2013 10:55

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E’ impossibile pensare alla Pasqua senza pensare alla tragedia del popolo siriano. E senza augurare loro che sia giunta davvero l’ora della resurrezione.

I numeri li conosciamo, o forse non li conosciamo, nel senso che sono peggiori di quelli che conosciamo. Ma non sono i numeri quelli che contano. Contano i silenzi dei morti, degli scomparsi, dei torturati, degli inghiottiti nel buio delle segrete, del deserto, di chissà cosa… E poi di quelli rimasti senza genitori, senza figli, senza casa, senza nulla. Un quarto dei siriani vagano tra le distruzioni, intrappolati in patria o riparati in un modo o nell’altro estero.

Tutto questo è il prodotto di due anni di orrore indicibile, consumato sotto i nostri occhi: distaccati, indifferenti, incapaci di dire alcunché. E ora è Pasqua. Per la seconda volta Pasqua arriva senza aver minimamente toccato le nostre coscienze. Di credenti o di non credenti. Ma in entrambi i casi di esseri umani.

Ci consola pensare che un leader occidentale, papa Bergoglio, abbia finalmente scaricato i patriarchi d’Oriente, convinti che al male potenziale del fondamentalismo al potere sia opportuno rispondere mantenendo in vita il male cinquantennale della tirannide degli Assad. Il papa infatti, pronunciando un concetto opposto a quello da loro sposato, ha detto chiaramente che “i cristiani devono rispondere al male con il bene”.

Non lo diranno, non lo faranno notare, non lo capiranno. Ma la speranza che la copertura ecclesiale al regime degli Assad stia per finire c’è, e questo ci aiuta a dire “Buona Pasqua” a tutti i siriani.

Ci aiuta di meno pensare che, due anni dopo, la Nato ha ripreso le sue “riflessioni” sull’opportunità di una no-fly zone… Forse perché i mig di Assad hanno distrutto tutti i centri abitati che si potevano distruggere. Mentre loro, i signori della Nato, ci pensavano… Ma dovevano anche misurare la barba islamista degli insorti, che con il passare dei mesi cresceva di lunghezza. E questo li preoccupava… Forse i calcoli, la strumentalizzazione, l’infiltrazione qatarina sarebbe stata evitata, se due anni fa i signori della Nato avessero avuto bisogno di due anni di pensamenti in meno.

Ora è arrivata la Pasqua del 2013, loro ci pensano ancora… Cari cittadini siriani, con un po’ di vergogna ci permettiamo di augurarvi che la resurrezione sia presto la vostra resurrezione. Un auspicio laico, nel giorno di Pasqua.

http://ilmondodiannibale.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69656&typeb=0&Buona-Pasqua-siriani
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