Burg: un Sionista per il Boicottaggio

adminSito            giovedì 7 giugno 2012 19:45
 L’ex presidente della Knesset, Avraham Burg

In un articolo apparso su The Indipendent, l’ex presidente della Knesset israeliana, Avraham Burg, dichiara: boicotto le colonie, vero ostacolo al processo di pace.

Avraham Burg* Roma, 08 giugno 2012, Nena News –

Nel buio che circonda il processo di pace in Medio Oriente, oggi vediamo uno spiraglio di luce. Dal 2009, il Regno Unito ha iniziato a prendere misure, nel rispetto delle regole europee per la protezione del consumatore, per garantire che i prodotti delle colonie – prodotti che potete trovare negli scaffali del vostro supermercato e provenienti dai Territori Palestinesi Occupati – non siano più etichettati come “made in Israel”.

Dopo un incontro del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, il mese scorso, diversi Stati membri si sono detti pronti a seguire l’iniziativa britannica. La Danimarca ha già annunciato che lo farà. Gli Stati membri si sono inoltre impegnati a assicurare che i prodotti delle colonie non godano dei trattamenti preferenziali previsti dall’Accordo UE-Israele.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, agendo in questo modo, gli Stati membri della UE tutelano l’interesse di Israele.

Lo fanno perché intendono assumere iniziative volte a difendere e rafforzare la Linea Verde, il confine pre-1967 tra Israele e i Territori Palestinesi Occupati. La Linea Verde ha un’importanza decisiva per giungere alla pace in Medio Oriente. È la linea disegnata con una penna verde sulle mappe appoggiate sul tavolo all’epoca del cessate il fuoco tra Israele e Paesi arabi, firmato nel 1949.

Purtroppo, tale linea ha sopravvissuto solo fino alla guerra del 1967. Durante quel conflitto, Israele ha occupato la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

Da allora, i tentativi di ogni governo israeliano di cancellare la Linea non sono mai cessati.

La Linea Verde è scomparsa dalle mappe ufficiali dello Stato di Israele.

Alle scuole ne è stato proibito l’utilizzo nei materiali educativi.

L’impresa espansionista di larga scala erode la Linea Verde ogni giorno.

Gli insediamenti, oggi casa per oltre 500mila coloni, sono stati creati all’interno dei Territori Occupati così da farci dimenticare l’esistenza di quella linea e di evitare la creazione di uno Stato palestinese indipendente.

Da tempo dovrebbe essere chiaro ad ogni israeliano che tutto ciò che si trova al di qua della Linea Verde è democratico, legale e regolamentato, e tutto ciò che sta al di là è antidemocratico, illegale, non regolamentato. Non è nostro.

Ma gli occhi della popolazione israeliana sono ciechi, le loro orecchie sorde e i loro leader deboli. Questa è esattamente la situazione nella quale società civilizzate avrebbero bisogno immediato di interventi dall’esterno: uno specchio in cui vedere riflessa l’assurdità della situazione creata e attraverso cui concentrare l’attenzione sui danni provocati da questa cecità umana e politica.

Ovvero, per dire ad Israele che è impossibile venire trattati come “l’unica democrazia del Medio Oriente”, quando si è l’ultimo occupante coloniale del mondo occidentale.

Inviare un simile messaggio non significa essere antisemiti o anti-israeliani.

Al contrario: i coloni, i conquistatori e i loro alleati politici – compreso Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano – sono i veri nemici del futuro di Israele.

Tutti quelli che vogliono cancellare i confini prima del 1967 chiedono nella pratica di cancellare i valori basilari sui quali Israele è stato creato: democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, laicità e modernità.

Colonizzare la terra palestinese oltre la Linea Verde va nella direzione opposta: genera forze fanatiche, nazionaliste, fondamentaliste e antidemocratiche che minacciano le fondamenta di Israele.

Ho decido di non comprare nessun prodotto proveniente dalle colonie.

Non attraverso la Linea Verde, né per promuovere eventi pubblici né per riunioni familiari. Perché tutto quello che accade al di là della Linea Verde è l’alter ego nero di Israele.

È lì che si manifesta la sua personalità nascosta. Diabolica, aggressiva e impenetrabile. Una personalità che minaccia di prendersi l’umanità buona dell’Israele legittimo.

Con l’aiuto internazionale, dobbiamo richiudere questi demoni nella bottiglia, o meglio dentro quei positivi poteri su cui lo Stato è stato fondato.

Prevenire gli errori di etichettatura “made in Israel” dei prodotti delle colonie e bloccare le corsie preferenziali di ingresso nel mercato europeo sembra un passo simbolico ma piccolo.

Eppure, nelle attuali circostanze, è un passo da gigante per la pace in Medio Oriente, che appare più lontana che mai.

Contrariamente a quanto potrebbero dirvi, non si tratta di un boicottaggio radicale di Israele, ma di una sottile distinzione morale che marca la differenza tra il grande potenziale israeliano e le sue capacità distruttive.

Se, Dio non voglia, la Linea Verde sarà cancellata per sempre, dal terreno e dalla coscienza, allora anche Israele sarà cancellato. La lotta per il mantenimento della Linea Verde è una lotta per Israele. Chi la difende e la sostiene è un amico di Israele e tiene viva la speranza. Nena News

*Avraham Burg è stato presidente dalla Knesset (1999-2003) e presidente dell’Agenzia Ebraica dell’Organizzazione Sionista Mondiale.

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=22765&typeb=0&Burg-un-Sionista-per-il-Boicottaggio

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