Camera vota sì allo Stato di Palestina. O quasi (aggiornamenti)

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27 feb 2015

Seduta cominciata alle 9:30. Maggioranza divisa, ma alla fine i voti convergono sulla mozione del Pd: 300 sì e 45 no: si impegna il governo a promuovere la creazione di uno Stato tenendo conto degli interessi di Israele.

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AGGIORNAMENTO ore 14: LA CAMERA VOTA SI AL RICONOSCIMENTO, MA ISRAELE FESTEGGIA

Con 300 voti a favore e 45 contro la Camera dei Deputati ha approvato la mozione presentata dal Partito Democratico e che impegna il governo a promuovere il riconoscimento dello Stato di Palestina entro i confini del 1967. Sì allo Stato di Palestina, si legge nella mozione, ma tenendo in considerazione quelli che gli “interessi e le preoccupazioni” di Israele.

Alla fine, nel mare di mozioni, ha prevalso quella del Pd sulla quale sono conversi i voti di Ncd, centristi e Sel. A differenza, però, delle mozioni di Sel e M5S, quella approvata non prevede il riconoscimento a priori dello Stato ma chiede al governo di “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”.

Una gran confusione: la mancanza di chiarezza della mozione fa esultare Israele. In una nota l’ambasciata di Tel Aviv a Roma scrive: “Accogliamo positivamente la scelta del parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi, sulla base del principio dei due Stati, come giusta via per conseguire la pace”.

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della redazione

Roma, 27 febbraio 2015, Nena NewsDopo il rinvio di otto giorni fa, la Camera torna a votare il riconoscimento della Palestina. Una decisione, quella italiana, che avviene con notevole ritardo rispetto a quanto accaduto negli altri paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Irlanda, e i governi di Svezia e Romania) che hanno riconosciuto lo stato palestinese lo scorso anno. La seduta è cominciata alle 9:30. Sono previste due votazioni con un’unica dichiarazione di voto per gruppo sulle mozioni.

Al voto diverse proposte: 3 (Sinistra, Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Partito Socialista) chiedono un riconoscimento unilaterale, ovvero ribadire quanto già affermato dall’Italia il 29 novembre 2012 all’Assemblea Generale Onu. In quell’occasione Roma fu tra gli stati che disse sì all’adesione della Palestina come Stato non membro delle Nazioni Unite.

C’è poi la mozione di Area popolare (Ap) – Nuovo Centro Destra (Ncd) più Scelta civica che, come ha fatto l’Unione Europea a dicembre, subordina il riconoscimento della Palestina al negoziato con Israele. La proposta di Ap impegna il governo “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello stato d’Israele e l’abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno stato palestinese”.

Vi è poi la proposta del Partito Democratico (Pd) che è più favorevole a riconoscere lo Stato palestinese e impegna il governo “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione di uno stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”. Quindi c’è l’impegno del governo “a promuovere il riconoscimento della Palestina quale stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato d’Israele”.

Su questa posizione potrebbe convergere oggi anche Sinistra, Ecologia e Libertà (Sel). Proprio Sel e la socialista Pia Locatelli avevano presentato la scorsa settimana due mozioni che impegnavano Roma a riconoscere subito lo Stato di Palestina. Il testo della Locatelli aveva incassato il parere favorevole di 32 deputati del Pd che aveva rischiato così di spaccarsi. Stamane, invece, Locatelli ha fatto un passo indietro annunciando il ritiro della sua proposta “a fronte di una mozione larga di consensi” presentata dai dem.

Nonostante la divisione in seno alla maggioranza, il governo Renzi appare determinato a votare per riconoscere lo Stato di Palestina. Intervenendo alla Camera stamane, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha infatti dichiarato che “il governo valuta favorevolmente l’impulso parlamentare a promuovere il riconoscimento di uno stato palestinese e a fare tutti gli sforzi per riprendere il negoziato tra le parti”. “C’è il diritto de palestinesi a un loro stato – ha aggiunto il titolare della Farnesina – e il diritto dello Stato di Israele a vivere in sicurezza di fronte a chi per statuto vorrebbe cancellare l’esistenza”.

Contraria ad uno stato palestinese la Lega che ha presentato una mozione che non prevede “alcun riconoscimento in assenza di accordi bilaterali con Israele”. La proposta del Carroccio – il cui primo firmatario è il vice capogruppo della Lega alla Camera Gianluca Pini – chiede di “bandire ogni tentativo unilaterale dell’Autorità nazionale palestinese di ottenere riconoscimenti ideologici”. In una dichiarazione riportata dall’Agenzia stampa il Velino lo scorso 18 febbraio, Pini aveva affermato che “tutti vogliamo la pace, ma questa non può essere ottenuta con ‘fughe in avanti’, ‘percorsi unilaterali’, e ‘passi azzardati’”. “Nessuno – aveva aggiunto il vice capogruppo – “nega alla Palestina il diritto di darsi una propria costituzione, ma questa non può prescindere dal dialogo”. Nena News

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