CARA ANGELICA. Dal disegno di una bambina il richiamo che scuote la nostra tiepidezza verso i tanti rigurgiti di fascismo.

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tratto da: Nandino Capovilla

domenica 25 aprile 2021  13:09

CARA ANGELICA. Dal disegno di una bambina il richiamo che scuote la nostra tiepidezza verso i tanti rigurgiti di fascismo.

“Cara nipotina, il disegno che hai fatto è bellissimo e mi ha fatto pensare al 25 aprile 1945, il giorno della Liberazione dal nazifascismo”.

Così una nonna che abita alla Cita ha scritto alla sua nipote che le aveva regalato questo disegno.

“Non dovremo dimenticare mai, Angelica, a cosa possono portare l’odio, le discriminazioni e il razzismo se non ce ne rendiamo conto e non diamo troppo peso a chi semina intolleranza ed esclude chi ritiene troppo diverso di sé.

Nipotina mia, ricordati che per ottenere questa libertà moltissime persone hanno lottato, sofferto e perso la vita.

Mio nonno Gigio ritornò a Venezia dopo due anni di prigionia in diversi campi di concentramento, da Bolzano a Dachau e a Flossenburg. Quando tornò a casa pesava 35 chili. Era stata una denuncia anonima e la polizia segreta fascista che comandava a Venezia, a portarlo via dalla sua rosticceria di Calle de le Rasse. Pensa che l’avevano arrestato sotto gli occhi di suo figlio Piero e di sua figlia Vanna, la mia mamma.

Ricordati, cara Angelica, la Liberazione è la nostra forza: tutti insieme, oggi come allora, possiamo farcela.

Un bacio, nonna Barbara”

 

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