Catalogo del 19 luglio (2012)

admin | July 19th, 2012 – 10:26 am

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Meglio, oggi, scorrere solo i titoli. Poi, ognuno può mettersi a pensare, riflettere, analizzare, dissezionare, fantasticare.

Sono passanti vent’anni dalla strage di via D’Amelio. Strage in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sulla strage e sui depistaggi si continua a indagare, ancora oggi, proprio negli stessi anni e mesi in cui si indaga sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia. Consiglio il bel documentario di Maria Grazia Mazzola, andato in onda in un orario inqualificabile (visto il tema) nello Speciale TG1. Documentario commovente e durissimo, a un tempo.

A Damasco, il regime guidato da Bashar el Assad sta implodendo. E lo si vede dalle defezioni interne e dalle complicità dentro le forze di sicurezza che hanno reso possibile l’attentato di ieri al cuore del potere. L’insurrezione è arrivata nella capitale, l’Occidente – come al solito – non sa che fare, i civili siriani stanno pagando da un anno e mezzo un prezzo altissimo. E i vicini della Siria non riescono ancora a comprendere come si dovranno muovere, dopo la caduta di Assad.

Morte a Burgas, polemiche a Tel Aviv. Non c’è ancora nessuna rivendicazione, per l’attentato che ieri pomeriggio nella località turistica bulgara ha provocato almeno 7 morti (di cui 6 israeliani) e 34 feriti. Attentato che – per le modalità – ha ricordato in Israele gli anni dolorosi degli attacchi suicidi sugli autobus. Ma le autorità politiche israeliane hanno pubblicamente indicato un colpevole, già ieri pomeriggio. Il premier Benjamin Netanyahu ha subito detto che tutti “gli indizi portano all’Iran”, aggiungendo anche che Israele reagirà con forza all’attacco del terrorismo globale iraniano”.

E le frasi di Netanyahu hanno già scatenato la prima polemica, stamattina sui giornali israeliani. Il premier è accusato di voler usare il sanguinoso attentato a Burgas come una scusa per poter lanciare un attacco militare preventivo contro l’Iran. Una polemica che va di pari passo con le accuse, ai servizi segreti israeliani, di aver fallito, e di non aver lanciato nessun avvertimento sulla Bulgaria come destinazione a rischio per il turismo israeliano. Avvertimenti che non avevano ricevuto neanche le autorità di Sofia, ha specificato il presidente bulgaro Rosen Plevneliev.

Per inciso, consiglio la lettura di un paper sul ripensamento dell’asse delle alleanze di Israele nel Mediterraneo, trovato sul Journal of Regional Security, rivista serba di studi strategici. Meglio, oggi, scorrere solo i titoli. Poi, ognuno può mettersi a pensare, riflettere, analizzare, dissezionare, fantasticare. Meglio, oggi, scorrere solo i titoli. Poi, ognuno può mettersi a pensare, riflettere, analizzare, dissezionare, fantasticare.  How the Emerging Balkan-Israeli Strategic Alliance could Alter Energy Security in the Eastern Mediterranean Basin, di Sigurd Neubauer.

Al Cairo sono arrivati sia Mahmoud Abbas sia Khaled Meshaal. Non è una sorpresa: Mohammed Morsi si è insediato come primo presidente civile dell’Egitto in ‘transizione rivoluzionaria’, ed è evidente che il nuovo capo dello Stato debba entrare nella vicenda palestinese. Non solo perché è uno dei dirigenti dei Fratelli Musulmani… Bisogna risolvere la frattura tra Hamas e Fatah, perché l’Egitto non si trovi a dover gestire il problema di Gaza. E dunque ieri Morsi ha visto Abbas, e oggi riceverà il leader del bureau politico di Hamas, Khaled Meshaal. Per sabato sono previsti negoziati per la riconciliazione politica palestinese, mediati dallo stesso Morsi. Cosa significa? Che ai servizi segreti egiziani il nuovo vertice politico egiziano sta facendo fare un passo indietro?

Nel frattempo, però, ieri c’è stato un altro incontro interessante… Il capo del Consiglio Militare Supremo Mohammed Hussein Tantawi e il capo di stato maggiore Sami Anan hanno incontrato il capo del comando centrale statunitense James Mattis. Di cosa hanno parlato? Qualche idea? Siria, Iran, Gaza, magari anche Libia…

Rossella Urru è stata finalmente liberata. Era ora.

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